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Gli Stati sono gli unici soggetti di diritto internazionale dotati di capacità giuridica internazionale, ossia di mantenere relazioni diplomatiche e consolari, partecipare a organizzazioni internazionali, concludere accordi, assumere responsabilità internazionale, avere una propria cittadinanza ecc. In quanto partecipante alle relazioni internazionali, l’Ucraina deve comprendere i propri obiettivi, bisogni, opzioni d’azione e i mezzi di cui dispone per operare nel mondo in modo razionale e conformemente ai propri interessi. Negli ultimi anni, sullo sfondo delle minacce emergenti, l’Ucraina ha iniziato a rendersi conto della necessità di stabilizzare la propria sicurezza e rafforzare la propria posizione internazionale attraverso la partecipazione a meccanismi di sicurezza e difesa collettiva.
Al di fuori delle garanzie della NATO e dell’«ombrello di sicurezza» dell’Unione europea, la diplomazia ucraina ha concentrato i propri sforzi sulla creazione di una rete regionale di cooperazione sotto forma di piccole alleanze. Sono così emersi il Trio associato (Ucraina-Moldova-Georgia), il Triangolo di Lublino (Ucraina-Polonia-Lituania) e il patto trilaterale britannico-polacco-ucraino. Tattiche analoghe sono state usate da tutti i nuovi membri dell’UE e della NATO, che, attraverso associazioni regionali, hanno dimostrato la possibilità di cooperare in vari ambiti, rafforzato le relazioni con i vicini e acquisito maggiore visibilità nell’arena internazionale, dimostrando di poter aderire ad alleanze più grandi con altri Stati.
Dal 14 al 16 gennaio 2023, il Gruppo sociologico Rating ha condotto un sondaggio d’opinione pubblica per valutare le opinioni sulla potenziale adesione dell’Ucraina ad alleanze di sicurezza quali la NATO o sulla formazione di una coalizione politico-militare composta da Ucraina, Polonia e Regno Unito, oppure da Ucraina, Polonia e Lituania. Secondo i risultati del sondaggio, l’85% degli intervistati sostiene l’idea di formare un’alleanza politico-militare composta da Ucraina, Polonia e Regno Unito; l’80% sostiene l’idea di un’alleanza politico-militare composta da Ucraina, Polonia e Lituania, e l’86% sostiene l’adesione alla NATO, la percentuale di sostegno più alta nella storia dei sondaggi.
Analizziamo le basi della cooperazione nel quadro delle coalizioni sopra menzionate, le prospettive di creare alleanze di sicurezza a partire dai loro accordi e le prospettive di adesione dell’Ucraina alla NATO.
L’iniziativa del Triangolo di Lublino (L3) è stata istituita sulla base di una dichiarazione adottata in una riunione dei ministri degli esteri di Polonia, Lituania e Ucraina a Lublino il 28 luglio 2020. Il formato richiama l’eredità storica, politica e culturale della Repubblica delle Tre Nazioni: Polonia, Lituania e Rus’-Ucraina. Il Triangolo di Lublino è un concetto che promuove la cooperazione a più livelli. «L’istituzione del Triangolo di Lublino avrà un significato pratico per la cooperazione politica, la cooperazione militare e ogni altra forma di cooperazione», ha dichiarato con ottimismo il ministro degli esteri lituano alla riunione inaugurale di Lublino.

Nel quadro del Triangolo di Lublino sono stati definiti i seguenti ambiti di cooperazione:
La dimensione istituzionale della cooperazione dell’iniziativa comprende riunioni al vertice dei capi di Stato, incontri dei presidenti dei parlamenti, dei ministri degli esteri e degli ufficiali di collegamento.
La dimensione della sicurezza è molto importante nell’agenda del Triangolo di Lublino. Per la loro vicinanza alla Russia e per l’esperienza storica, Polonia, Lituania e Ucraina condividono una percezione analoga delle minacce militari e politiche «tradizionali», nonché di un nuovo tipo di minaccia rappresentato dalla disinformazione. La Russia è considerata la fonte principale di tali minacce da questi Paesi. In questo contesto, l’iniziativa dovrebbe fungere da forum vitale per la cooperazione regionale, al fine di mantenere la stabilità regionale di fronte alla politica aggressiva della Russia. Ciò è nell’interesse di tutti, soprattutto perché l’Ucraina, esprimendo chiaramente le proprie aspirazioni di adesione alla NATO, conta al riguardo sul sostegno dei suoi vicini, membri dell’Alleanza.

In particolare, in una dichiarazione dell’11 gennaio 2023, i presidenti di Ucraina, Polonia e Lituania, Volodymyr Zelenskyi, Andrzej Duda e Gitanas Nausėda, hanno affermato, al vertice del Triangolo di Lublino a Leopoli, che Lituania e Polonia sostengono l’adesione dell’Ucraina alla NATO e cercano un consenso tra gli alleati dell’Alleanza su questa questione.
Il Triangolo di Lublino non solo garantisce il sostegno politico dei suoi membri, ma rafforza anche la propria posizione nel quadro regionale dell’Europa centrale e orientale e dell’architettura di sicurezza della NATO. Sarà più facile far passare determinate soluzioni e decisioni se esiste una «posizione comune del Triangolo di Lublino» o degli «interessi del Triangolo di Lublino», anziché giocare «uno contro uno», basandosi sugli interessi e sul potenziale dei singoli Stati.
Quanto alla cooperazione militare, il Gruppo tattico di brigata lituano-polacco-ucraino (con sede, nota bene, a Lublino) richiama la secolare tradizione di cooperazione militare dei tre Paesi. La cooperazione militare potrebbe evolvere in un accordo di difesa più ampio, che preveda, per esempio, assistenza in caso di conflitto con un Paese terzo (la portata di tale cooperazione può variare dall’assistenza tecnica alla fornitura di assistenza militare limitata).
Vi sono già alcuni primi risultati di questa collaborazione. L’11 gennaio, il presidente Volodymyr Zelenskyi ha incontrato i leader di Polonia e Lituania, Andrzej Duda e Gitanas Nausda, e sono state prese decisioni importanti per l’Ucraina e la sua risposta all’aggressione russa. Andrzej Duda ha dichiarato che «nell’ambito della formazione di una coalizione internazionale, una compagnia di carri armati Leopard sarà trasferita all’Ucraina. La Polonia ha già preso una decisione in tal senso.» Il presidente Zelenskyi ha espresso gratitudine alla Polonia per la decisione di trasferire i carri armati. Inoltre, ha affermato che la Lituania avrebbe fornito all’Ucraina sistemi di difesa aerea e contraerei. Il leader lituano lo ha confermato, ma non ha specificato quali armi sarebbero state utilizzate.
La guerra in corso sul territorio ucraino richiede un intenso lavoro del settore della difesa ucraino. La cooperazione in questo ambito potrebbe essere vantaggiosa anche per Ucraina e Polonia, entrambe interessate a modernizzare le proprie forze armate. Il Triangolo di Lublino potrebbe trasformarsi in un’alleanza politico-militare, poiché i membri dell’alleanza sono oggi più uniti che mai da una minaccia comune rappresentata dalla Russia. Tuttavia, per il momento, la formula del Triangolo è quella di essere una piattaforma consultiva, pertanto l’istituzionalizzazione della nuova iniziativa è fuori discussione.
Una cooperazione più stretta nel quadro del Triangolo di Lublino potrebbe essere ostacolata in futuro da relazioni tese, determinate da differenze di interessi, percezioni reciproche e politiche storiche. Ciò è stato più evidente nelle relazioni polacco-ucraine e polacco-lituane: in questo contesto, l’iniziativa può diventare un fattore di miglioramento delle relazioni bilaterali, riducendo gli interessi contrapposti, ma può anche costituire una debolezza dell’iniziativa, ad esempio se in uno dei Paesi dovessero andare al potere ambienti storicamente antagonisti verso i vicini.
Il patto trilaterale britannico-polacco-ucraino è un formato di cooperazione militare e politica trilaterale tra Regno Unito, Polonia e Ucraina per contrastare la minaccia russa e lavorare alla sicurezza europea. La formazione di un nuovo asse Londra-Varsavia-Kyiv coincide con un significativo deterioramento della sicurezza alle frontiere dell’Ucraina e con l’attiva fornitura di armi all’Ucraina da parte del Regno Unito. In una dichiarazione, i rappresentanti dei tre Paesi appena alleati hanno affermato che i Paesi hanno «profondi legami storici» e «una storia comune di confronto con aggressori che minacciano la libertà in Europa». L’obiettivo dichiarato dell’alleanza è «lavorare insieme per garantire la stabilità e rafforzare la resilienza dell’Ucraina, consolidando la democrazia lungo il confine dell’Europa orientale».

L’Ucraina ha avviato questa cooperazione trilaterale nell’ottobre 2021. Il 1° febbraio 2022, il ministro degli esteri ucraino Dmytro Kuleba ha annunciato una piccola alleanza tra Ucraina, Regno Unito e Polonia. Il lancio dell’alleanza è stato annunciato il 17 febbraio 2022, ma essa non ha ancora un nome ufficiale né è documentata; tuttavia, ha già iniziato a funzionare nella pratica.
Inizialmente la cooperazione si è concentrata sul coordinamento del sostegno alla Piattaforma Crimea, sulla cooperazione in materia di sicurezza informatica ed energetica e sul rafforzamento delle comunicazioni strategiche. La cooperazione e l’interazione militari potrebbero essere ambiti di cooperazione nell’alleanza, ma è troppo presto per dire se saranno quelli principali. Questo perché il Regno Unito fornisce assistenza all’Ucraina direttamente, anziché nel contesto di un’alleanza.

L’esperto militare ucraino Oleh Zhdanov prevede che, se i tre Paesi riusciranno a raggiungere un accordo in quanto alleati, vi sarà probabilmente coordinamento tra stati maggiori e comandi militari, nonché aiuti militari, anziché il solo sostegno tecnico in materia di difesa.
L’interesse dell’Ucraina per questo tipo di cooperazione può essere spiegato dal fatto che sarà più facile contare su un’assistenza pratica e concreta da Paesi già disposti ad aiutare, ossia non sarà necessario attendere il raggiungimento di un consenso tra i Paesi di alleanze più grandi come l’Unione europea o la NATO. Tuttavia, Polonia e Regno Unito hanno influenza in queste alleanze e, come nel caso del Triangolo di Lublino, potranno trasmettere meglio la posizione e le richieste dell’Ucraina, sia nell’UE sia nella NATO.
Oleksii Danilov, segretario del Consiglio nazionale di sicurezza e difesa dell’Ucraina, ritiene che l’Ucraina debba formare un’alleanza di difesa con un Paese dotato di armi nucleari. In un’intervista del 15 marzo, il politico ha indicato che tale Paese è il Regno Unito.
«Molte organizzazioni internazionali formate dopo la Seconda guerra mondiale non hanno alcuna influenza e si limitano a esprimere preoccupazione. L’Ucraina deve aderire a una nuova alleanza di difesa che includa uno Stato dotato di armi nucleari. Attualmente, si tratta del Regno Unito.» Le parole di Danilov sono state citate dal servizio stampa del Consiglio nazionale di sicurezza e difesa.
Partecipando all’iniziativa di cooperazione trilaterale, il Regno Unito persegue una politica di «Global Britain» e cerca di svolgere un ruolo attivo nel mondo al di fuori dell’Unione europea. Il concetto di «Global Britain» è apparso per la prima volta nel documento programmatico «Global Britain in a Competitive Age», un anno dopo il ritiro del Regno Unito dall’Unione europea. Lo stesso documento identifica la Russia come minaccia principale per la NATO e il Regno Unito, sottolineando al contempo il sostegno all’integrità territoriale dell’Ucraina e la volontà di assistere nello sviluppo delle forze armate ucraine. Poiché non tutti i Paesi della NATO sono pronti a contrastare con decisione la minaccia russa, la Gran Bretagna continua a usare la tattica delle piccole alleanze per operare più efficacemente nell’Europa orientale.

La Russia rappresenta una minaccia anche per la Polonia, pertanto le capacità difensive sviluppate dall’Ucraina avranno un impatto sulla sicurezza polacca. La Polonia rafforza inoltre la propria posizione nell’UE e nella NATO grazie alla partecipazione attiva a piccole alleanze. Secondo il primo ministro polacco Mateusz Morawiecki, il principale vantaggio del nuovo formato di cooperazione consiste nel rafforzare la sicurezza regionale. L’attacco ibrido del regime di Lukashenko al confine polacco-bielorusso costituisce un ulteriore argomento per la Polonia. Un’altra questione di sicurezza per la Polonia è la probabile concentrazione permanente di truppe russe in Bielorussia. Di conseguenza, è necessario concentrarsi sul rafforzamento del fianco orientale e dei confini della Polonia, che sono anche frontiere esterne dell’Unione europea e della NATO.
Attualmente, mentre è in corso l’aggressione russa, il Regno Unito è tra i maggiori fornitori di assistenza militare e di sicurezza all’Ucraina; la Polonia, avendo un naturale interesse al rafforzamento delle capacità difensive ucraine, coopera con l’Ucraina su un piano più ampio, che va oltre l’ambito della sicurezza. «Questo li pone sullo stesso piano dei britannici, li rafforza all’interno dell’Unione europea e dimostra che la Polonia coinvolge la Gran Bretagna in compiti di sicurezza ai quali è interessata l’intera UE», afferma Serhii Herasymchuk, vicedirettore del Consiglio di politica estera «Ukrainian Prism».
«Una cooperazione più profonda in questo triangolo appare naturale. Dopotutto, parliamo di due Paesi che prendono sul serio la minaccia russa e l’hanno affrontata in misura diversa. Poiché non tutti i Paesi della NATO sono pronti a contrastare risolutamente la minaccia russa, la Gran Bretagna continua a usare la tattica delle piccole alleanze per operare più efficacemente nell’Europa orientale. Di conseguenza, un’alleanza a tre può funzionare come una Piccola Intesa, analogamente a come l’Europa centrale e orientale formò un piccolo blocco e condivise gli obiettivi della Grande Intesa all’inizio del XX secolo.» – afferma l’esperto Oleksandr Kraiev.
La NATO è un’alleanza politico-militare con una storia di oltre 70 anni, la cui funzione principale è fornire agli Stati membri una difesa reciproca attraverso mezzi civili e militari. Funge inoltre da forum di cooperazione e consultazione in una varietà di altri ambiti connessi alla sicurezza. L’Alleanza si basa sul Trattato del Nord Atlantico, redatto a Washington il 4 aprile 1949 e attualmente in vigore a tempo indeterminato. Dopo la Seconda guerra mondiale, l’Unione Sovietica e i suoi Stati satellite rappresentavano una crescente minaccia politica e militare per i Paesi occidentali, inducendo alla conclusione del trattato. Le disposizioni chiave del Trattato del Nord Atlantico, atto fondativo della NATO, riguardano i principi dell’autosufficienza difensiva degli Stati membri (Articolo 3), le consultazioni tra alleati sulle questioni di sicurezza (Articolo 4), l’assistenza reciproca in caso di aggressione armata, la cosiddetta «difesa collettiva» (Articolo 5), la sua applicazione all’insieme dei territori degli Stati alleati (Articolo 6) e le condizioni per l’allargamento dell’organizzazione (Articolo 10.).
Dopo essere diventata indipendente nel 1991, l’Ucraina ha inizialmente perseguito una politica estera non allineata, il che significava non aderire ad alcuna alleanza militare. L’Ucraina ha iniziato a cooperare con la NATO nel 1994, ma è stato solo nel 2002 che ha dichiarato ufficialmente la propria volontà di aderire all’alleanza.

Nel 2008, all’Ucraina, insieme alla Georgia, fu promesso un Piano d’azione per l’adesione alla NATO, che avrebbe portato all’adesione dell’Ucraina alla NATO. Tuttavia, l’opposizione politica interna all’Ucraina e quella della Russia, che considerava l’espansione della NATO una minaccia, hanno bloccato le prospettive di adesione dell’Ucraina e il piano non fu mai proposto ufficialmente. La corruzione, le questioni politiche, l’insufficienza delle riforme e, in aggiunta, l’aggressione russa contro l’Ucraina, che ha portato all’annessione di territori ucraini, hanno ostacolato il percorso del Paese verso la NATO.
Ciononostante, nel giugno 2017 il parlamento ucraino ha riconosciuto l’adesione alla NATO come obiettivo di politica estera del Paese e, nel febbraio 2019, l’obiettivo di aderire alla NATO e all’UE è stato inserito nella Costituzione.
Con l’inizio dell’aggressione russa nel 2014, l’annessione della Crimea e la creazione di forze proxy russe nelle oblast di Donec’k e Luhans’k, la NATO ha risposto rafforzando le difese dell’alleanza nell’Europa orientale e interrompendo ogni cooperazione civile e militare con la Russia. Ma per la Russia, l’assenza di una risposta forte e consolidata, che avrebbe comportato passi a sostegno attivo della resistenza ucraina, si è rivelata un segnale dell’opportunità di ulteriori campagne contro la sovranità e l’indipendenza dell’Ucraina.
Nel periodo precedente l’invasione russa su vasta scala, il partenariato Ucraina-NATO comprendeva varie iniziative, quali il miglioramento delle capacità e della compatibilità dell’Ucraina con le forze della NATO, l’agevolazione delle riforme nei settori della difesa e della sicurezza del Paese e il sostegno a iniziative non militari come la ricerca scientifica congiunta e la diplomazia pubblica.
Tuttavia, l’adesione dell’Ucraina all’organizzazione rimase fuori dal tavolo dei negoziati. Un elenco di «ostacoli» comprendeva la riluttanza della popolazione del Paese ad aderire all’Alleanza, il cui sostegno è passato dal 19% degli ucraini nell’ottobre 2012 al 47% nel gennaio 2016 e all’86% nel 2023 (secondo i sondaggi Rating del 2012, 2016 e 2023); l’impossibilità di aderire a causa del conflitto in corso; e il timore di provocare la Russia, che tradizionalmente ha trattenuto la NATO da un impegno più profondo con l’Ucraina.
Dopo lo scoppio della guerra di aggressione russa su vasta scala nel 2022, i Paesi membri della NATO non sono riusciti a raggiungere un accordo sull’adesione dell’Ucraina all’alleanza, temendo che avrebbe aggravato le relazioni con la Russia e portato al coinvolgimento diretto della NATO nella guerra. L’Alleanza ha però sostenuto gli sforzi dell’Ucraina per difendere la propria indipendenza e integrità territoriale. Dall’inizio dell’invasione su vasta scala, gli Stati membri della NATO hanno fornito all’Ucraina consistenti aiuti militari per miliardi di dollari e si sono impegnati a proseguirli «per tutto il tempo necessario». Per questo motivo, l’Ucraina ha già ricevuto un gran numero di sistemi d’arma standard NATO che, a lungo termine, avvicineranno in modo significativo le forze armate ucraine agli standard della NATO, poiché le armi di epoca sovietica si stanno rapidamente esaurendo sul campo di battaglia.
In effetti, la riuscita difesa dell’Ucraina contro l’offensiva russa l’ha resa un alleato più promettente per la NATO. L’Ucraina dispone ora di uno degli eserciti più numerosi d’Europa, temprato in battaglia e addestrato a usare armamenti occidentali moderni in combattimento reale. Inoltre, le operazioni delle unità ucraine, condotte contro un nemico molto più numeroso, sono ora studiate per consentire all’organizzazione una risposta più efficace e rapida a potenziali minacce alla sicurezza. Pertanto, la potenziale adesione dell’Ucraina rafforzerà significativamente il potenziale militare dell’Alleanza.

È significativo che la guerra senza precedenti della Russia contro l’Ucraina abbia portato all’adesione alla NATO di altri due Paesi: Svezia e Finlandia. Essi hanno presentato domanda secondo la procedura semplificata (senza MAP), come ha fatto anche l’Ucraina il 30 settembre 2022. E sebbene non vi sia ancora un accordo esplicito sull’adesione dell’Ucraina, vi sono ora speranze che le parole del segretario generale della NATO Jens Stoltenberg, secondo cui «le porte della NATO sono aperte», trovino attuazione pratica.
La situazione attuale ha smentito molte delle precedenti argomentazioni contro l’adesione dell’Ucraina alla NATO e pertanto le prospettive di aderire all’alleanza dopo la guerra sembrano più concrete che mai. L’adesione dell’Ucraina all’Alleanza dovrebbe risolvere l’eterno problema del Paese nel ruolo di zona cuscinetto tra NATO e Russia, nonché garantire pace e prosperità nell’Europa orientale, impossibili senza meccanismi efficaci per contenere le inclinazioni aggressive dei Paesi ostili.
In conclusione, la politica dell’Ucraina volta ad avviare cooperazioni in materia di sicurezza è una decisione sensata che ne rafforza la posizione nell’arena internazionale. Dimostrando la volontà di essere un alleato affidabile e di adempiere alle proprie responsabilità, l’Ucraina aumenta le proprie possibilità di essere ascoltata e riconosciuta come partner di valore. Il Triangolo di Lublino e il patto trilaterale britannico-polacco-ucraino contribuiscono già agli sforzi dell’Ucraina per difendere la propria sovranità e integrità territoriale, e tali partenariati possono evolvere in un’alleanza di sicurezza con solide garanzie.
Tuttavia, il desiderio dell’Ucraina di aderire alla NATO deve ancora realizzarsi e il percorso futuro resta incerto. Sebbene l’ambizione dell’Ucraina di diventare membro della NATO possa realizzarsi in futuro, essa dipende da vari fattori, tra cui una sconfitta completa della Russia. Nonostante questi ostacoli, gli sforzi dell’Ucraina per promuovere la cooperazione in materia di sicurezza sono encomiabili e possono recare beneficio a tutti i partecipanti.
Questo testo è stato tradotto automaticamente dall’originale inglese, che resta disponibile selezionando l’inglese come lingua del sito.