TDC ha ospitato il dibattito “Cambiare la narrazione: cosa guadagna l’UE dall’adesione dell’Ucraina”

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22 luglio 2026

Il 22 luglio, il Transatlantic Dialogue Center (TDC) ha organizzato un dibattito, “Cambiare la narrazione: cosa guadagna l’UE dall’adesione dell’Ucraina”, in collaborazione con EuroHUB. L’evento ha riunito funzionari governativi, analisti politici ed esperti della società civile per riformulare il dibattito sull’allargamento attorno alle opportunità strategiche e ai benefici a lungo termine che l’adesione dell’Ucraina offre all’Unione europea.

Durante l’evento, TDC ha presentato la sua più recente ricerca, “Il prossimo capitolo dell’UE: vantaggi economici, politici e di sicurezza derivanti dall’adesione dell’Ucraina”, che esamina come l’adesione dell’Ucraina potrebbe rafforzare l’UE nei settori della difesa, della tecnologia, dell’agricoltura e dell’energia.

Al panel hanno partecipato Rostyslav Ohryzko, vicesegretario di Stato del Gabinetto dei ministri dell’Ucraina; Jarosław Timofiejuk, capo della Sezione politica della Delegazione dell’UE in Ucraina; Leonid Litra, ricercatore senior presso il New Europe Center e senior fellow presso l’ECFR; e Dmytro Shulga, direttore del programma “L’Europa e il mondo” presso l’International Renaissance Foundation. Il dibattito è stato moderato da Marianna Fakhurdinova, coordinatrice del Programma di partenariato UE–Ucraina presso TDC e fellow del CEPA.

Il dibattito si è concentrato sul passaggio, nella narrazione dell’allargamento, dai costi percepiti a vantaggi concreti e specifici per settore. Un tema ricorrente è stato che il dibattito sull’adesione non è più incentrato esclusivamente sulla necessità geostrategica. L’autonomia europea, l’integrazione dell’industria della difesa, le competenze IT e la riforma della PAC fanno ora parte della discussione, con l’adesione dell’Ucraina presentata come catalizzatore di riforme dell’UE da tempo necessarie.

I relatori hanno sostenuto che il costo del mancato allargamento rimane il vero punto cieco nei dibattiti attuali. Richiamando paralleli storici, dalle preoccupazioni sull’allargamento del 2004 che l’UE diventasse “troppo grande per agire” alla decisione di Bucarest della NATO del 2008, il costo dell’inazione si è ripetutamente dimostrato superiore al costo dell’integrazione.

Il dibattito ha anche affrontato i limiti della logica transazionale. Inquadrare l’adesione come “voi ci accogliete, noi vi difendiamo” è stato ritenuto lesivo della fiducia necessaria per un’appartenenza condivisa. I relatori hanno sottolineato che la fiducia deve essere costruita prima dell’adesione, non dopo.

Per quanto riguarda la comunicazione, i partecipanti hanno osservato che esiste un potenziale non sfruttato nel modo in cui l’Ucraina comunica i progressi delle proprie riforme e dell’integrazione agli Stati membri dell’UE. La strategia pre-adesione della Croazia, che prevedeva l’invio di delegazioni di esperti per presentare i risultati direttamente nelle capitali dell’UE, è stata citata come un modello che l’Ucraina dovrebbe replicare.

Un’ulteriore sfida individuata è stata la diversità dei contesti politici interni nell’UE: 27 contesti distinti plasmano le posizioni degli Stati membri e un approccio di advocacy uguale per tutti non sarà efficace. La raccomandazione emersa dal dibattito è stata chiara: invitare le controparti dell’UE a un dialogo sincero, affrontare direttamente le loro preoccupazioni e associare a ciascuna di esse un beneficio concreto e specifico per settore.

Messaggio chiave: Il dibattito ha sottolineato che l’allargamento non è un atto di carità nei confronti dell’Ucraina. Rappresenta un investimento dell’UE nella propria competitività economica, resilienza della sicurezza e rinnovamento istituzionale. Più a lungo questa decisione viene rinviata, più elevato diventa il costo dell’inazione.

TDC esprime la propria gratitudine ai relatori per un dibattito sostanziale e orientato al futuro. La registrazione dell’evento completo è disponibile qui.

Il rapporto è prodotto dal Transatlantic Dialogue Center con il sostegno dell’Askold and Dir Fund nell’ambito del progetto Strong Civil Society of Ukraine – a Driver towards Reforms and Democracy, realizzato da ISAR Ednannia e finanziato da Norvegia e Svezia. I contenuti di questa pubblicazione sono di esclusiva responsabilità del Transatlantic Dialogue Center e non possono in alcun modo essere considerati espressione delle opinioni del Governo della Norvegia, del Governo della Svezia e di ISAR Ednannia.

Questo testo è stato tradotto automaticamente dall'originale inglese, che resta disponibile selezionando l'inglese come lingua del sito.