70.000 donne nelle Forze armate dell’Ucraina: una guerra che ha ridefinito ruoli e responsabilità

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6 aprile 2026
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Il 6 marzo 2026, Alina Rohach, responsabile di progetto del Programma di cooperazione con la Spagna e l’America Latina del Centro per il Dialogo Transatlantico, Bohdana Batsko, assistente di progetto dello stesso programma, e Olha Kvashuk, responsabile del programma «L’Europa e il mondo» presso l’International Renaissance Foundation, hanno rilasciato dichiarazioni per una rubrica di Israel López Gutiérrez pubblicata su El Heraldo (quotidiano nazionale messicano).

La rubrica evidenzia come il ruolo delle donne ucraine si sia ampliato durante la guerra su vasta scala condotta dalla Russia: oltre agli impegni lavorativi e familiari, le donne sono sempre più attive nel volontariato, in campo medico, alla guida di organizzazioni della società civile, nella vita pubblica e nel servizio militare. L’articolo rileva che circa «70.000» donne prestano attualmente servizio nelle Forze armate dell’Ucraina.

Batsko ha sottolineato che il ruolo delle donne in Ucraina è in crescita dal 2014 e ha descritto il «doppio carico» sopportato da molte donne — prendersi cura dei figli e gestire la casa, lavorando al contempo per garantire un reddito mentre gli uomini prestano servizio nelle forze armate. Ha inoltre osservato che molte giovani donne scelgono di arruolarsi spinte dai propri valori e con la chiara consapevolezza che l’esito della guerra dipende anche dalle donne, non solo dagli uomini.

Rohach ha evidenziato che la guerra ha accelerato i cambiamenti nei ruoli delle donne nella società ucraina, superando le limitazioni legate all’eredità sovietica. Ha sottolineato che le donne nelle Forze armate non sono relegate a incarichi amministrativi: molte operano in prima linea e ricoprono ruoli di comando. Ha inoltre richiamato l’attenzione sul ruolo crescente delle donne nella diplomazia pubblica e sull’aumento del numero di ambasciatrici.

Leggi la rubrica completa di El Heraldo tramite il link.

Questo progetto è stato sostenuto dall'International Renaissance Foundation.

Questo testo è stato tradotto automaticamente dall’originale inglese, che resta disponibile selezionando l’inglese come lingua del sito.