Al grande pubblico di un grande Paese. Un Paese di forza, un Paese di libertà. A un popolo dalla leadership morale assoluta. Abbiamo resistito a nove giorni di oscurità, nove giorni di male. Tre volte più di quanto questa oscurità e questo male avessero previsto. Abbiamo risposto all’invasione come potevamo nei momenti di massimo pericolo. Abbiamo risposto con eroismo, solidarietà, aiuto reciproco. Abbiamo risposto a modo nostro, alla maniera ucraina. In un modo che la storia europea ricorderà per sempre. In un modo di cui sentiranno parlare i bambini e che vedranno i nipoti. L’intero continente conoscerà la città di Charkiv, la città di Černihiv, la città di Sumy, la città di Volnovacha, la città di Mariupol, la città di Mykolaïv… e molte altre bellissime città. Città vive. Città che hanno resistito alla peggiore invasione dalla Seconda guerra mondiale. Lo dico deliberatamente come un fatto compiuto. Hanno resistito. Indipendentemente da quale sia la situazione al momento. Strategicamente è tutto chiaro. Gli ucraini sono uniti. Da Užhorod a Charkiv. Da Kyiv a Cherson. Gli ucraini cacciano il nemico nei pressi di Kiev, lo sbaragliano per Ochtyrka, lo puniscono per Hostomel, si vendicano per Cherson. La nostra Cherson. La Cherson ucraina, che oggi hanno osato tentare di umiliare. Ma non ha funzionato. Non lo abbiamo permesso. Gli ucraini hanno mostrato chi sono. Non ci siamo lasciati ingannare da qualche cinica messinscena a buon mercato con un’elemosina al posto dell’assistenza. Con la propaganda al posto della verità. I propagandisti russi hanno pensato al nostro popolo come pensano al proprio. Hanno invece visto che il popolo di Cherson è orgoglioso. Rispetta sé stesso. Rispetta l’Ucraina. Rispetto. Capisco quale difficile decisione sia, quando le persone sotto occupazione scelgono di affrontare nemici armati. Capisco quale rischio sia, ma vedo come il nostro popolo rifiuti di seguire le regole degli invasori. Vedo come il nostro popolo resti ucraino. Come il nostro popolo resti al nostro fianco anche quando è temporaneamente sprofondato nell’oscurità. Se i politici russi hanno ancora occhi, vedranno cos’è l’Ucraina.
Cos’è la nostra libertà. I nostri occupanti pensavano di poter disconnettere gli ucraini dalla televisione. Pensavano di poter interrompere le nostre connessioni. Di poter sequestrare il nostro cibo. Di poter spegnere la nostra elettricità e il nostro riscaldamento. Pensavano che questo avrebbe costretto gli ucraini a sottomettersi. Ma anche se ci private dell’ossigeno… faremo un respiro profondo e diremo: “Fuori dalla nostra terra.” Anche nella completa oscurità vediamo la verità e continueremo a combattere finché la nostra vista non si oscurerà del tutto. Perché siamo guerrieri della luce. E oggi nessuno sulla Terra potrà dire che le mie parole sono poetiche. È il nono giorno della guerra. Molti di noi hanno l’usanza di piangere, il nono giorno, coloro che non sono più con noi. Memoria eterna a tutti coloro che sono morti per l’Ucraina. Purtroppo, sembra che oggi abbiamo qualcos’altro da piangere. Le garanzie e le promesse di sicurezza, la determinazione delle alleanze, i valori che, per alcuni, sembra siano morti da tempo. Oggi si è tenuto il vertice della NATO. Un vertice debole. Un vertice confuso.
Un vertice che ha dimostrato che non tutti considerano la lotta per la sicurezza dell’Europa il loro obiettivo numero uno. I servizi d’intelligence della NATO conoscono perfettamente i piani del nemico. Hanno anche confermato che la Russia intende proseguire il proprio assalto. Che cosa sta succedendo? Da nove giorni assistiamo allo svolgersi di una guerra violenta. Le nostre città vengono distrutte, la nostra gente viene fucilata, i nostri bambini… quartieri residenziali, chiese, scuole. Tutto ciò che garantisce una vita normale viene sistematicamente distrutto, e loro vogliono continuare. Pienamente consapevole che nuovi attacchi e vittime sono inevitabili, la NATO ha deciso consapevolmente di non chiudere lo spazio aereo sopra l’Ucraina. Pensiamo che i Paesi della NATO stessi abbiano creato una narrazione secondo cui, presumibilmente, chiudere il nostro spazio aereo provocherebbe un’aggressione diretta della Russia contro la NATO. Questa è un’autoipnosi dei deboli e degli indecisi. Anche se avete armi di gran lunga più potenti delle nostre. Avreste dovuto pensare alle persone, all’umanità.
Ma a cosa pensavate durante quell’incontro?
Tutti coloro che moriranno da questo giorno in poi moriranno anche a causa vostra. A causa della vostra debolezza, della vostra disunione. Tutto ciò che l’Alleanza ha fatto fino a oggi è stato offrire all’Ucraina 50 tonnellate di gasolio attraverso i propri canali commerciali. Forse è perché possiamo bruciare il memorandum di Budapest. Forse allora brucerà meglio.
Ma per noi è già bruciato nei fuochi delle forze armate russe. È davvero questa la NATO che volevamo? È questa l’Alleanza che avete costruito? Oggi i leader dell’alleanza hanno dato il via libera ai continui bombardamenti delle città e dei villaggi ucraini rifiutando di creare una zona d’interdizione al volo. Avreste potuto chiudere lo spazio aereo, ma… Ma… Non so chi possiate difendere, o se possiate difendere i vostri stessi Paesi, nazioni dell’Alleanza. Non potete corromperci scambiando litri di carburante con litri del nostro sangue, versato in nome di un’Europa unita, per la nostra libertà comune, per il nostro futuro comune. Ma nondimeno, sono anche grato agli amici del nostro Paese. La NATO è composta da molti Paesi, nostri amici, nostri partner, la maggior parte, la maggior parte di essi sono partner potenti. Coloro che aiutano la nostra nazione. A prescindere da tutto. Indipendentemente da qualsiasi decisione. Dal primo giorno dell’invasione e, ne sono certo, fino alla nostra vittoria. Per questo non ci sentiamo soli. Continueremo a combattere, proteggeremo il nostro Paese, libereremo la nostra terra grazie ai nostri eroi. Oggi ho conferito titoli e medaglie a 76 eroi ucraini per il loro coraggio personale e la loro abnegazione nelle azioni compiute per la nostra difesa. Purtroppo, 37 di loro sono stati insigniti postumi. Ho conferito il titolo di Eroe dell’Ucraina al tenente generale Pavliuk Oleksander Oleksiyovych, comandante dell’Operazione delle forze congiunte. Ho conferito il grado militare di generale di brigata al colonnello Shvorok Volodymyr Vasylovych, vicecomandante del Comando operativo “Est” delle Forze terrestri ucraine. Ho conferito il grado militare di generale di brigata di giustizia al colonnello di giustizia Melnyk Serhii Mykolaiovych, comandante della Facoltà di diritto militare dell’Università nazionale di diritto Yaroslav Mudryi. Ho conferito il grado militare di generale di brigata al colonnello Bohomol Artem Yevhenovych, vicecomandante del Comando operativo “Ovest”. Ho conferito il grado militare di generale a Zaluzhnyi Valery Fedorovych, comandante in capo delle Forze armate dell’Ucraina. Gloria all’Ucraina!
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