Il presidente del TDC ad Anadolu: il rischio di mettere da parte l’Ucraina nei negoziati diplomatici

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19 febbraio 2025

Con l’intensificarsi degli sforzi diplomatici per porre fine alla guerra tra Russia e Ucraina, cresce la preoccupazione che gli interessi dell’Ucraina possano essere sacrificati in nome di accordi rapidi, basati su una logica di scambio. In un editoriale per Anadolu Agency, Maksym Skrypchenko, presidente del Centro per il Dialogo Transatlantico, evidenzia i rischi di escludere Kyiv da negoziati cruciali.

Skrypchenko sottolinea che la lotta dell’Ucraina non riguarda soltanto il territorio, ma è una lotta esistenziale per la sovranità. Avverte che le recenti iniziative diplomatiche — come i colloqui tra Stati Uniti e Russia in Arabia Saudita — potrebbero privilegiare la convenienza immediata rispetto alla sicurezza a lungo termine dell’Ucraina. L’assenza di funzionari ucraini in queste prime discussioni suscita il timore che un potenziale accordo possa non prevedere le garanzie necessarie a scoraggiare future aggressioni russe.

Vi è un netto contrasto tra l’approccio adottato in passato dagli Stati Uniti al conflitto e quello attuale. Mentre la precedente amministrazione seguiva una strategia prudente volta a contenere l’escalation, quella attuale appare più incline a concessioni pragmatiche. Secondo Skrypchenko, questo cambiamento rischia di ridurre il destino dell’Ucraina a merce di scambio in più ampie trattative geopolitiche.

L’Ucraina e i suoi alleati insistono sul fatto che «nulla sull’Ucraina senza l’Ucraina» debba restare un principio guida in qualsiasi tipo di negoziato, affinché ogni processo di pace assicuri il futuro del Paese anziché limitarsi a fermare le ostilità.

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Questo testo è stato tradotto automaticamente dall’originale inglese, che resta disponibile selezionando l’inglese come lingua del sito.