
Il 3 marzo 2026, Alina Rohach, Project Manager del Programma di cooperazione con la Spagna e l’America Latina presso il Transatlantic Dialogue Center, e Bohdana Batsko, Project Assistant nello stesso programma, sono intervenute a W Radio per un’intervista condotta da Enrique Hernández Alcázar.
La conversazione ha affrontato lo stato della guerra dopo quattro anni e il motivo per cui gli ucraini la descrivono sempre più come una «guerra lunga». Riflettendo sui negoziati e sulla ricerca della pace, Batsko ha sottolineato che la società ucraina e il governo vogliono la pace, ma la Russia continua a usare i negoziati per guadagnare tempo, avanzando al contempo richieste pubbliche massimaliste che lasciano poco spazio a un dialogo autentico.
Un segmento chiave si è concentrato sulla regionalizzazione del conflitto e sui suoi legami con un’instabilità più ampia, incluso l’Iran. Rohach ha sostenuto che le turbolenze globali non rendono l’Ucraina meno rilevante — al contrario, l’esperienza dell’Ucraina è sempre più applicabile ad altre regioni. Ha evidenziato il legame Russia-Iran, inclusa la fornitura da parte dell’Iran di droni «Shahed» usati negli attacchi in tutta l’Ucraina, e ha richiamato le implicazioni più ampie della cooperazione tra regimi autocratici.
Parlando di sovranità e diritto internazionale, Batsko ha sottolineato che l’Ucraina sta difendendo la propria indipendenza e il principio secondo cui la forza non può essere usata per realizzare ambizioni politiche. Ha rimarcato che il diritto internazionale proibisce l’uso della forza e che l’Ucraina, pur essendo uno Stato più piccolo della Russia, ha il diritto di definire il proprio futuro.
L’intervista ha esaminato anche il ruolo degli Stati Uniti e i rischi della retorica della «pace rapida». Rohach ha osservato che le ripetute promesse di porre rapidamente fine alla guerra non hanno rispecchiato la complessità del conflitto e che il teso episodio tra Zelenskyy e la Casa Bianca è stato un duro colpo per la società ucraina, dato quanto il sostegno degli Stati Uniti resti essenziale. Ha aggiunto che, sebbene alcuni attori possano cercare una rapida fine della guerra, gli ucraini danno priorità alla sovranità e all’integrità territoriale, elementi che plasmano ciò che «porre fine alla guerra» può realisticamente significare.
Nella parte conclusiva, le relatrici hanno discusso il coinvolgimento dell’America Latina e la dimensione informativa della guerra. Batsko ha richiamato la sfida del limitato accesso a informazioni accurate sull’Ucraina in alcune parti della regione, mentre la Russia cerca attivamente di legittimare la propria aggressione attraverso operazioni informative. Entrambe le relatrici hanno inoltre evidenziato la cooperazione umanitaria come un percorso realistico: Rohach ha osservato che Cile, Argentina e Costa Rica partecipano alla Coalizione internazionale per il ritorno dei bambini ucraini e ha sottolineato che il voto coerente del Messico all’ONU è importante, incoraggiando al contempo il Messico a svolgere un ruolo più attivo, in linea con i principi della sua politica estera e con il diritto internazionale.
Guarda l’intervista completa a W Radio tramite il collegamento.
Questo progetto è stato sostenuto dall’International Renaissance Foundation.
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