
Marianna Fakhurdinova, coordinatrice del Programma di partenariato UE–Ucraina presso il Transatlantic Dialogue Center, è intervenuta al programma “Integrazione europea” di Slawa TV, condotto da Yurii Fizer, per discutere le dinamiche in evoluzione del percorso dell’Ucraina verso l’UE. Ha spiegato perché i progressi dipendono sempre più dalla politica interna dei singoli Stati membri dell’UE, mentre l’UE cerca modi per impedire che il processo si blocchi.
Fakhurdinova ha osservato che a Bruxelles cresce la frustrazione per l’ostruzionismo dell’Ungheria, eppure l’UE non è stata pronta ad adottare misure pratiche per affrontare il problema del veto.
Ha inoltre sottolineato che le dichiarazioni politiche nelle capitali dell’UE sono spesso rivolte «al pubblico interno». Pertanto, l’indicatore più affidabile del (mancato)sostegno all’adesione dell’Ucraina è l’esito dei voti e delle decisioni a livello dell’UE, non la retorica.
Un messaggio centrale della discussione è stato che l’adesione all’UE è, prima di tutto, un lavoro tecnico: un allineamento costante alla legislazione e agli standard dell’UE, nonché la capacità istituzionale di attuare le riforme in modo sistematico, anche durante la guerra. In questo contesto, Fakhurdinova ha evidenziato il valore del frontloading, che consente all’Ucraina di continuare ad armonizzare la legislazione anche senza l’apertura formale dei cluster. Al contempo, ha sottolineato che l’apertura dei cluster negoziali resta fondamentale per mantenere la fiducia nel processo dell’UE e preservare lo slancio delle riforme.
Guardando al futuro, Fakhurdinova ha avvertito che un rischio fondamentale per il 2026 è lo stallo. Se i cluster negoziali resteranno chiusi e i blocchi politici persisteranno, la frustrazione potrebbe aumentare in Ucraina e creare ulteriore spazio per narrazioni scettiche o radicali all’interno dell’UE. Ha inoltre sottolineato che le aspettative sulle tempistiche dovrebbero rimanere realistiche, considerata la portata del lavoro tecnico richiesto e le complessità politiche all’interno dell’Unione.
Guarda l’intervista completa qui.

Questo testo è stato tradotto automaticamente dall'originale inglese, che resta disponibile selezionando l'inglese come lingua del sito.