La Russia potrebbe attaccare l’Europa con il pretesto di combattere il male globale

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Marzo 29, 2022

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I fallimenti tattici della Russia in Ucraina, che hanno completamente vanificato il piano originario di invasione e occupazione, hanno costretto l’esercito russo a spostare la propria attenzione: gli sforzi principali sono ora rivolti alla conquista di territori nel sud e nell’est dell’Ucraina, che la Russia potrebbe ipoteticamente in seguito unire alle «LPR/DPR» e cercare di presentare come una vittoria per «salvare la faccia». Il Cremlino ha inoltre abbandonato le operazioni offensive significative nel tentativo di consolidare una linea difensiva e passare a una guerra di trincea prolungata.

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Gli evidenti fallimenti della Russia al fronte sono uno shock per il mondo intero – e anche per Putin. La comunità internazionale ha capito che la famigerata, deliberatamente esagerata potenza dell’esercito russo è puro mito. Ciò significa che la Russia non gode più dello status di superpotenza militare che non può essere attaccata con armi convenzionali. Il Cremlino, a sua volta, deve cercare modi per giustificare le proprie mosse davanti ai russi, che stanno già iniziando a sospettare che «non tutto stia andando secondo i piani».

La propaganda russa ha cambiato drasticamente le proprie narrazioni: se alla vigilia dell’invasione al pubblico russo veniva propinata l’idea di un’imminente e inevitabile sconfitta dell’Ucraina, ora, sullo sfondo degli evidenti fallimenti dell’esercito russo, è stata avanzata la tesi secondo cui «la Russia è in guerra con la seconda potenza militare d’Europa». Ora si assiste a un ulteriore spostamento dell’enfasi russa: viene riproposta la tesi che non si tratti affatto di una guerra con l’Ucraina, bensì con tutto il «male mondiale», al quale la Russia deve opporsi disinteressatamente per il bene. Si tratta di una manifestazione estrema delle narrazioni propagandistiche rivolte al pubblico interno e di un’indicazione diretta del fatto che il Cremlino ha scelto di proseguire la guerra a qualsiasi costo.

Persino sullo sfondo di fallimenti al fronte inconcepibili per la recente immagine della Russia, il Cremlino non accetterà una tregua o un compromesso, perché ciò equivarrebbe a una sconfitta. Ma la Russia non può nemmeno proseguire la guerra nella sua forma attuale, a causa della sua inutilità e dell’inaccettabilità delle perdite militari. Pertanto, la strategia militare russa si orienterà ulteriormente verso la necessità di uno scontro diretto con l’Europa. Il pubblico russo viene già preparato a questo attraverso un’ampia gamma di strumenti propagandistici. Inoltre, tra i piani della Russia figura una mobilitazione segreta, da attuare in tutto il Paese. Questa è la prova diretta che il Cremlino sta progettando di attaccare l’Europa, prendendo di mira gli Stati baltici o la Polonia.

L’attacco all’Europa sarà accompagnato da una raffica di menzogne e insinuazioni nei media, con il pretesto della dichiarata «protezione della Russia e dei russi». Putin può giustificare qualsiasi aggressione con menzogne inconcepibili e doppi standard – un tratto classico della scuola di propaganda sovietica. Gli Stati Uniti e l’Europa sono già rappresentati come il «male» universale, una fonte di minaccia diretta. Il Cremlino presenterà qualsiasi esortazione da parte dell’Occidente, nonché gli appelli alla pace, come un’ulteriore conferma di malvagità. Seguirà un attacco militare ibrido o su vasta scala contro le nazioni più vulnerabili. L’Europa vedrà sul proprio territorio la guerra più sanguinosa dal 1945.

Putin non riesce ancora a credere nella propria sconfitta tattica e sta quindi elaborando piani per un ulteriore confronto. Considerati il suo carattere e la sua visione del mondo, formatisi in epoca sovietica, riterrà l’Occidente il principale responsabile delle ingenti perdite subite dalla Russia nel primo mese di guerra, compreso un bilancio di morti senza precedenti al fronte. L’Ucraina è vista solo come un obiettivo intermedio sulla strada del ripristino della «grandezza» dell’Impero russo del 21° secolo, e l’Occidente – come nemico principale e avversario strategico sul campo di battaglia, che aiuta l’Ucraina a uccidere soldati russi. Il dittatore del Cremlino ritiene che una Russia relativamente poco popolata, con una limitata capacità di arruolare uomini idonei al combattimento, sia costretta a restare sola contro il mondo intero, che ha preso le armi contro la Russia. È una situazione molto pericolosa che si sta sviluppando in questo momento, poiché l’Europa affronta una reale minaccia militare. In questo senso, l’Ucraina, al prezzo della vita dei suoi cittadini, protegge l’intero mondo civilizzato dall’aggressione russa.

L’Occidente si trova davanti a una scelta: adottare misure efficaci a sostegno dell’Ucraina e fornire al Paese le armi necessarie, oppure vedere domani la guerra arrivare nelle proprie case, nelle strade pacifiche e civili di Berlino e Parigi. Se Putin dovesse comunque conquistare l’Ucraina al prezzo di enormi perdite, aggiungerà il materiale dell’esercito ucraino alle forze russe e avanzerà nei Paesi europei più vicini, che risulteranno assolutamente indifesi.

C’è ancora la possibilità di evitare questa catastrofe e aiutare l’Ucraina con le armi, finché c’è tempo per farlo. Se gli Stati Uniti fornissero all’Ucraina almeno un quarto delle armi che hanno infine lasciato in Afghanistan nel 2021, la vittoria dell’Ucraina sarebbe molto più vicina e l’Occidente potrebbe sentirsi al sicuro e fiducioso nel proprio futuro.

Questo testo è stato tradotto automaticamente dall’originale inglese, che resta disponibile selezionando l’inglese come lingua del sito.