
Il 9 aprile, Marianna Fakhurdinova, coordinatrice del Programma di partenariato UE–Ucraina presso il Transatlantic Dialogue Center, è intervenuta su Slawa TV per discutere della crescente sfida dell’abuso del veto nell’Unione europea e dei meccanismi pratici che Bruxelles sta valutando per prevenire la paralisi del processo decisionale, in particolare nel contesto del sostegno all’Ucraina e della più ampia politica estera e di sicurezza dell’UE.
Fakhurdinova ha spiegato che l’uso improprio e ripetuto del potere di veto, soprattutto da parte dell’Ungheria, è sempre più considerato a Bruxelles una vulnerabilità sistemica che mina la capacità dell’UE di agire con decisione. A suo avviso, la questione non è più una serie di perturbazioni isolate, bensì un ostacolo strutturale che indebolisce la capacità dell’Unione di rispondere alle sfide esterne e ne erode la credibilità quale attore geopolitico.
Allo stesso tempo, ha osservato che esistono percorsi procedurali per far avanzare le decisioni anche in condizioni di ostruzionismo. Un fattore chiave, tuttavia, è la volontà politica. Come ha sottolineato Fakhurdinova, quando esiste una decisione politica di agire, i meccanismi giuridici dell’UE possono spesso essere adattati per consentire progressi.
Guardando al futuro, ha richiamato l’attenzione su un dibattito più ampio all’interno dell’UE sulla riforma istituzionale a lungo termine. Una delle opzioni discusse più frequentemente è il passaggio, in determinati ambiti, dall’unanimità al voto a maggioranza qualificata, soprattutto in settori politici chiave. Tuttavia, Fakhurdinova ha sottolineato che la modifica dei trattati è politicamente difficile e richiede tempo e che il consenso tra gli Stati membri resta difficile da raggiungere, in particolare tra i Paesi più piccoli preoccupati di perdere influenza.
Nel breve periodo, ha concluso, Bruxelles continua a fare affidamento su soluzioni ad hoc e «creative», ma queste sono ampiamente considerate insostenibili per un’Unione che si sta preparando all’allargamento e deve far fronte a crescenti esigenze di sicurezza.
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