Mentre la Turchia ospita a Istanbul il terzo round di colloqui di pace diretti tra Russia e Ucraina, Maksym Skrypchenko, presidente del Centro per il Dialogo Transatlantico, ha rilasciato un commento ad Anadolu Agency sulle prospettive di questi negoziati.
«Possiamo essere ragionevolmente certi che durante questo round di colloqui si otterranno alcuni risultati sul piano umanitario, dato che la questione è già stata discussa tra le delegazioni», ha dichiarato Skrypchenko ad AA, riferendosi ai precedenti accordi sullo scambio di prigionieri e sul rimpatrio delle salme dei soldati caduti.
Ha osservato che questi risultati umanitari, pur essendo di portata limitata, non devono essere sottovalutati. Non solo offrono sollievo alle famiglie, ma indicano anche che alcuni canali di comunicazione restano operativi nonostante lo stallo generale.
Skrypchenko ha inoltre evidenziato la divergenza politica tra le due parti, come dimostrano i memorandum scambiati nei round precedenti, che hanno rivelato posizioni inconciliabili su questioni territoriali e di sicurezza fondamentali.

«Prima deve cambiare la sostanza delle proposte. Un incontro tra i leader sarà probabilmente necessario per una svolta solo quando le posizioni di fondo si saranno avvicinate.»
Secondo il presidente del TDC, a meno che non si registrino progressi sostanziali nei quadri negoziali, qualsiasi vertice ad alto livello rischia di diventare simbolico anziché sostanziale.
Mentre il conflitto entra nel suo quarto anno, il TDC continua a monitorare attentamente gli sviluppi diplomatici, sostenendo un approccio ai negoziati basato su principi e realismo, che protegga la sovranità dell’Ucraina, dia priorità alla sicurezza umana e garantisca che qualsiasi accordo non sia raggiunto a scapito della giustizia o della stabilità regionale a lungo termine.
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