Presidente del TDC per il WSJ: l’Ucraina deve evitare di diventare «il problema» nell’iniziativa di pace di Trump

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27 marzo 2025

In un nuovo articolo d’opinione per The Wall Street Journal, Maksym Skrypchenko, Presidente del Transatlantic Dialogue Center, analizza come la strategia diplomatica dell’Ucraina stia evolvendo in risposta al cambiamento della leadership statunitense e alla crescente pressione per un rapido accordo di pace.

Dopo il ritorno di Donald Trump alla Casa Bianca, i funzionari ucraini hanno dovuto riconsiderare il loro approccio. Inizialmente impreparata allo stile di politica estera di Trump, Kyiv si è gradualmente adattata, riconoscendo che la nuova amministrazione privilegia una rapida risoluzione rispetto a un impegno più profondo sulle cause della guerra della Russia.

Con la guida dei diplomatici europei, l’Ucraina ha elaborato una strategia di coinvolgimento: restare aperta alla pace, lasciando al contempo che Mosca si assuma la responsabilità se i negoziati dovessero fallire. Ma questo approccio comporta dei rischi. Gli Stati Uniti potrebbero fare pressione sull’Ucraina affinché faccia concessioni, soprattutto mentre Washington si destreggia tra più ampie preoccupazioni geopolitiche riguardanti la Russia e l’Iran.

Un recente sondaggio mostra che il 67% degli americani, incluso il 65% dei repubblicani, sostiene la prosecuzione degli aiuti all’Ucraina fino alla fine della guerra, offrendo a Kyiv una certa leva. Tuttavia, la pressione aumenta: muoversi troppo lentamente espone l’Ucraina al rischio di essere presentata come l’ostacolo alla pace.

Come osserva Skrypchenko, la sfida dell’Ucraina non è più soltanto militare: si tratta di destreggiarsi con agilità in un complesso gioco diplomatico, senza perdere il vitale sostegno occidentale.

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