Il 22 febbraio 2025, Alina Rohach, analista internazionale del Programma di cooperazione con la Spagna e l’America Latina, ha pubblicato una rubrica intitolata «Una pace giusta nel XXI secolo» per il Centro di studi europei dell’Università di Concepción. Nel suo articolo, Rohach esamina precedenti storici in cui la pace è stata raggiunta attraverso concessioni anziché giustizia, sostenendo che tali compromessi hanno portato soltanto a conflitti più gravi.
Tracciando parallelismi con eventi passati, Rohach mette in guardia dal ripetere gli errori dell’appeasement, citando l’Accordo di Monaco del 1938 e la debole risposta internazionale all’annessione della Crimea da parte della Russia nel 2014 come esempi di come il mancato perseguimento della responsabilità degli aggressori non faccia che incoraggiare ulteriori violazioni. Sottolinea che la strategia russa dei «conflitti congelati» in Transnistria, Abkhazia e Ossezia del Sud segue lo stesso schema, dimostrando che le concessioni non portano a una pace duratura, ma danno semplicemente all’aggressore il tempo di riorganizzarsi.
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