
The New York Times ha fatto riferimento ai commenti di Maksym Skrypchenko, Presidente del Transatlantic Dialogue Center, nella sua analisi dell’evoluzione delle relazioni tra l’Ucraina e gli Stati Uniti nel contesto dello stallo nei negoziati di pace e della crescente incertezza sul futuro sostegno americano.
Commentando la crescente autosufficienza dell’Ucraina nel settore della difesa, Skrypchenko ha osservato che persino un’eventuale sospensione delle forniture di armi prodotte negli Stati Uniti non avrebbe più lo stesso impatto critico sull’Ucraina come nelle fasi precedenti della guerra. Come ha spiegato, l’Ucraina ha rafforzato significativamente le proprie capacità di produzione nel settore della difesa ed è diventata meno dipendente dall’assistenza militare diretta americana. Ha tuttavia sottolineato che il sostegno statunitense in materia di intelligence resterebbe l’elemento più difficile da sostituire, sebbene alternative europee potrebbero gradualmente contribuire a colmare questa lacuna.
«Se una mattina ci svegliassimo senza nessuna di queste cose, non sarebbe un disastro come lo era prima», ha dichiarato Skrypchenko al The New York Times. «Non è come nell’era Biden, quando dipendevamo così tanto dalle risorse statunitensi».
L’articolo colloca queste osservazioni in una discussione più ampia sugli sforzi dell’Ucraina per adattarsi a un contesto transatlantico in trasformazione, compresi l’espansione della produzione nazionale di armi, la crescente cooperazione nel settore della difesa con i partner europei e i preparativi per una guerra potenzialmente prolungata con la Russia.
Leggi l’articolo completo tramite il link.
Questo testo è stato tradotto automaticamente dall'originale inglese, che resta disponibile selezionando l'inglese come lingua del sito.