Nel suo ultimo articolo di opinione per The Hill, Maksym Skrypchenko, presidente del Transatlantic Dialogue Center (TDC), analizza il passaggio della politica degli Stati Uniti nei confronti dell’Ucraina, sotto la presidenza Trump, da un approccio di «donatore diretto» a un modello di «fornitore strategico».
Skrypchenko sostiene che, sebbene questo cambiamento modifichi il quadro tradizionale del sostegno degli Stati Uniti, esso offre sia sfide sia opportunità: «Questa evoluzione rappresenta una forma pragmatica e potenzialmente più sostenibile di condivisione transatlantica degli oneri, assicurando all’Ucraina capacità fondamentali, rilanciando al contempo la base industriale della difesa degli Stati Uniti e ricalibrando la natura del sostegno degli alleati. Il sostegno resta “per tutto il tempo necessario”, ma anche “a spese degli altri”.»
Tra i punti chiave dell’articolo figurano:
- Un approccio transazionale basato sulla condivisione degli oneri può favorire una maggiore autonomia strategica europea e l’integrazione della difesa.
- L’esigenza cruciale dell’Ucraina di disporre di sistemi di difesa aerea Patriot rimane inderogabile, poiché questi sistemi statunitensi non hanno eguali nel contrastare le minacce dei missili balistici.
- Il modello delle vendite militari all’estero potrebbe stimolare la base industriale della difesa degli Stati Uniti, garantendo che sia gli alleati sia gli Stati Uniti traggano benefici economici da contratti di lungo periodo.
- L’evoluzione della retorica di Trump sottolinea che la Russia resta l’ostacolo principale, non l’Ucraina, e che il proseguimento del sostegno è in linea con gli interessi strategici ed economici degli Stati Uniti.
Skrypchenko conclude che questo nuovo modello potrebbe creare un’architettura di sicurezza più prevedibile e sostenibile, in cui sia gli Stati Uniti sia l’Europa si trovino in una posizione migliore per sostenere le esigenze di difesa dell’Ucraina senza compromettere le proprie capacità.
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Questo testo è stato tradotto automaticamente dall’originale inglese, che resta disponibile selezionando l’inglese come lingua del sito.