{"id":55252,"date":"2025-11-07T13:26:51","date_gmt":"2025-11-07T11:26:51","guid":{"rendered":"https:\/\/tdcenter.org\/?tdc-native-operation=tdc-32903-b812c6140406dfeff269&amp;locale=it_IT"},"modified":"2026-10-27T17:54:03","modified_gmt":"2026-10-27T15:54:03","slug":"la-lunga-guerra-dellucraina-strategie-in-evoluzione-e-competizione-tra-grandi-potenze","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/tdcenter.org\/it\/2025\/11\/07\/la-lunga-guerra-dellucraina-strategie-in-evoluzione-e-competizione-tra-grandi-potenze\/","title":{"rendered":"La lunga guerra dell&#8217;Ucraina: strategie in evoluzione e competizione tra grandi potenze"},"content":{"rendered":"\n<div class=\"wp-block-quick-download-button-download-button aligncenter qdbn-wrapper\"><div class=\"qdbn\" data-plugin-name=\"qdbn\" data-style=\"small\" data-file=\"hide-file\" data-size=\"hide-size\"><div class=\"qdbn-download-button-inner\"><button type=\"button\" data-button-type=\"small\" class=\"g-btn f-l\" style=\"background-color:#0e107b;color:#ffffff;border-radius:25px;border:1px solid #e2e2e2\" data-attachment-id=\"51896\" data-page-id=\"18850\" data-post-id=\"\" data-have-external=\"false\" data-external-url=\"\" data-wait-duration=\"0\" data-target-blank=\"true\" data-msg=\"Attendere prego...\" data-member=\"0\" data-has-icon-dark=\"false\" title=\"Scarica in PDF\"><span class=\"download-btn-icon\"><svg xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 24 24\" width=\"22\" height=\"22\" aria-hidden=\"true\"><path d=\"M18 11.3l-1-1.1-4 4V3h-1.5v11.3L7 10.2l-1 1.1 6.2 5.8 5.8-5.8zm.5 3.7v3.5h-13V15H4v5h16v-5h-1.5z\"><\/path><\/svg><\/span><span>Scarica in PDF<\/span><\/button><p class=\"up\" style=\"background:transparent;border-radius:0\"><i class=\"fi fi-pdf\"><\/i><\/p><p class=\"down\" style=\"background:transparent;border-radius:0\"><i class=\"fi-folder-o\"><\/i><span class=\"file-size\">1 MB<\/span><\/p><\/div><\/div><quick-download-button-info class=\"qdb-btn-info\"><\/quick-download-button-info><\/div>\n\n\n\n<h4 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-executive-summary\">Sintesi esecutiva<\/h4>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La guerra russo-ucraina si \u00e8 trasformata in una contesa prolungata di logoramento, nella quale la capacit\u00e0 di resistere \u2014 difesa aerea, continuit\u00e0 delle attivit\u00e0 di intelligence, sorveglianza e ricognizione (ISR), munizioni, resilienza energetica e produzione industriale \u2014 conta pi\u00f9 di qualsiasi singola svolta diplomatica o militare. Un netto cambiamento della politica statunitense \u2014 dalla prevedibilit\u00e0 incentrata sulle alleanze a un approccio pi\u00f9 condizionale e transazionale \u2014 sta costringendo l&#8217;Europa ad accelerare la spesa per la difesa e la coproduzione, nonostante persistano frammentazioni. Nel frattempo, la Russia continua a sfruttare l&#8217;ambiguit\u00e0 degli alleati attraverso un&#8217;escalation calibrata e strisciante, mentre la Cina accumula silenziosamente vantaggi strategici ed economici, mantenendo opzioni aperte. Di fatto, l&#8217;Ucraina ha ridefinito la vittoria come sopravvivenza nazionale, affrettandosi a localizzare la produzione, irrobustire la propria rete elettrica e garantire capacit\u00e0 di difesa pluriennali.<\/p>\n\n\n\n<h5 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-united-states\"><em>Stati Uniti<\/em><\/h5>\n\n\n\n<ul class=\"wp-block-list\">\n<li>Sotto il presidente Trump, Washington cerca una maggiore condivisione degli oneri, privilegia gli accordi bilaterali rispetto ai grandi pacchetti multilaterali e d\u00e0 priorit\u00e0 all&#8217;Indo-Pacifico nella pianificazione delle forze. Questo cambiamento di politica ha implicazioni pratiche, che lo considerano non come una rottura netta ma come una maggiore variabilit\u00e0: il sostegno pu\u00f2 intensificarsi o interrompersi in base al calcolo costi-benefici degli Stati Uniti; pertanto, gli alleati pianificano un impegno statunitense episodico anzich\u00e9 garanzie continue.<\/li>\n\n\n\n<li>Gli Stati Uniti stanno passando da un sostegno diretto al bilancio, ampio e prevedibile, a strumenti legati agli investimenti (ad esempio, un fondo di ricostruzione ancorato ai minerali critici) e a un maggiore ricorso alle FMS\/alle riduzioni delle scorte. L&#8217;approccio mira a mobilitare capitale privato, collegare gli aiuti agli interessi economici statunitensi e mantenere flessibili le opzioni. Il compromesso \u00e8 una minore prevedibilit\u00e0 per la pianificazione del tesoro di Kyiv e una maggiore dipendenza dall&#8217;Europa e dalle IFI per colmare le lacune di bilancio tra un trasferimento statunitense e l&#8217;altro.<\/li>\n\n\n\n<li>La sospensione dell&#8217;ISR dalla fine di gennaio a met\u00e0 marzo 2025 \u2014 compresa la temporanea perdita di accesso dell&#8217;Ucraina al flusso di immagini satellitari GEGD \u2014 ha ridotto l&#8217;efficacia dell&#8217;allerta precoce e della designazione degli obiettivi. Sebbene l&#8217;accesso sia stato poi ripristinato, l&#8217;episodio ha segnalato che i mezzi abilitanti statunitensi di fascia alta non sono automatici; possono essere limitati. La Russia lo ha interpretato come un&#8217;apertura per premere su pi\u00f9 fronti, mentre le alternative europee all&#8217;ISR restavano lacunose.<\/li>\n<\/ul>\n\n\n\n<h5 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-european-union\"><em>Unione europea<\/em><\/h5>\n\n\n\n<ul class=\"wp-block-list\">\n<li>Le iniziative militari e di sicurezza europee mirano ad aumentare la produzione di intercettori per la difesa aerea, artiglieria e munizioni, migliorare gli appalti congiunti e considerare l&#8217;autonomia strategica dell&#8217;UE come complemento della NATO \u2014 un tentativo di assicurarsi contro la variabilit\u00e0 statunitense mantenendo l&#8217;Alleanza al centro.<\/li>\n\n\n\n<li>L&#8217;Europa occidentale d\u00e0 priorit\u00e0 alla politica industriale, agli appalti congiunti e all&#8217;autonomia strategica, mentre l&#8217;Europa orientale enfatizza la postura della NATO e la presenza statunitense, aumentando al contempo drasticamente la spesa nazionale per la difesa. Il risultato \u00e8 slancio con attriti di integrazione: l&#8217;Europa investe di pi\u00f9, ma standardizzazione, tempistiche e governance differiscono tra i vari schieramenti, creando rischi di esecuzione in una guerra lunga.<\/li>\n\n\n\n<li>Settembre 2025 ha visto incursioni di droni e caccia russi sopra paesi UE\/NATO. Sul piano tattico, questi incidenti hanno imposto decolli d&#8217;allarme e spese per intercettori; sul piano strategico, hanno normalizzato violazioni di basso livello che sono politicamente costose ma restano al di sotto di una chiara rappresaglia. L&#8217;assenza di una risposta forte potrebbe indurre la Russia a sondare ulteriormente le procedure della NATO e la tolleranza dell&#8217;opinione pubblica.<\/li>\n<\/ul>\n\n\n\n<h5 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-russian-federation\"><em>Federazione Russa<\/em><\/h5>\n\n\n\n<ul class=\"wp-block-list\">\n<li>L&#8217;obiettivo della Russia \u00e8 consolidare il controllo sui territori occupati, aumentare i costi ricorrenti della difesa ucraina e del sostegno occidentale e sondare la coesione degli alleati senza oltrepassare soglie che provocherebbero una risposta schiacciante. Di fatto, la Russia sta adottando un approccio a doppia strategia: escalation calibrata attraverso azioni visibili, controllate e reversibili \u2014 ad esempio, attacchi alle infrastrutture energetiche, esercitazioni a sorpresa per segnalare, costringere e fare pressione \u2014 nonch\u00e9 escalation strisciante attraverso azioni incrementali, ambigue e cumulative \u2014 ad esempio, distribuzione di passaporti, incursioni nello spazio aereo, intrusioni informatiche \u2014 che nel complesso modificano i fatti sul terreno e normalizzano un rischio maggiore senza un singolo salto drammatico.<\/li>\n\n\n\n<li>Il calcolo russo indica preparativi per un confronto prolungato: consolidamento dei decisori pi\u00f9 intransigenti, ritmo offensivo costante e preferenza per azioni che mantengano gli alleati \u00aba fuoco lento\u00bb anzich\u00e9 innescare una reazione decisiva. L&#8217;approccio scommette che il tempo e il logoramento erodano la coesione occidentale pi\u00f9 rapidamente di quanto riducano la capacit\u00e0 della Russia.<\/li>\n<\/ul>\n\n\n\n<h5 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-people-s-republic-of-china\"><em>Repubblica Popolare Cinese<\/em><\/h5>\n\n\n\n<ul class=\"wp-block-list\">\n<li>Pechino ha usato la guerra tra Russia e Ucraina per espandere la propria influenza geopolitica e presentarsi come mediatore neutrale, schierandosi tacitamente con Mosca.<\/li>\n\n\n\n<li>La Cina sta studiando da vicino il conflitto per apprendere aspetti della guerra moderna, i limiti della difesa statunitense e le dinamiche delle alleanze. Queste conoscenze potrebbero plasmare la sua modernizzazione militare e la sua strategia in un futuro conflitto tra grandi potenze.<\/li>\n\n\n\n<li>Il proseguimento della guerra avvantaggia Pechino economicamente e politicamente, approfondendo la dipendenza della Russia dalla Cina e consentendo a quest&#8217;ultima di assicurarsi forniture energetiche scontate e accumulare influenza su Mosca.<\/li>\n<\/ul>\n\n\n\n<h5 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-ukraine\"><em>Ucraina<\/em><\/h5>\n\n\n\n<ul class=\"wp-block-list\">\n<li>La narrazione ucraina sulla guerra si \u00e8 spostata dalla prospettiva di una vittoria militare nel 2022\u20132023 a un&#8217;attenzione alla sopravvivenza nazionale a lungo termine entro il 2025, con priorit\u00e0 incentrate sul mantenimento della sovranit\u00e0, della resilienza e sull&#8217;imposizione di costi alla Russia, anzich\u00e9 sulla rapida liberazione territoriale.<\/li>\n\n\n\n<li>La base industriale della difesa ha attraversato una profonda trasformazione: quasi il 60% delle armi ucraine \u00e8 ora prodotto internamente, la produzione mensile di droni supera le 200.000 unit\u00e0 e sono state avviate linee di produzione offshore negli Stati della NATO per mitigare gli attacchi russi e le interruzioni delle forniture estere.<\/li>\n\n\n\n<li>Nonostante i progressi nella produzione per la difesa, l&#8217;Ucraina rimane criticamente dipendente dai partner occidentali per sistemi di difesa aerea, capacit\u00e0 ISR e componenti avanzati; gli aiuti statunitensi sono diventati meno prevedibili sotto Trump e gli europei stanno accelerando la coproduzione e il trasferimento tecnologico.<\/li>\n\n\n\n<li>La resilienza energetica e fiscale resta sotto pressione: l&#8217;Ucraina sta decentralizzando la propria rete elettrica e ampliando le energie rinnovabili per contrastare gli attacchi russi, mentre affronta un deficit di bilancio del 20% e un fabbisogno di finanziamenti esterni pari a 39\u201340 miliardi di dollari nel 2025 per sostenere sia lo sforzo bellico sia la ricostruzione.<\/li>\n<\/ul>\n\n\n\n<h4 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-introduction\">Introduzione<\/h4>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">A oltre tre anni dall&#8217;invasione russa su vasta scala, la guerra in Ucraina \u00e8 diventata <strong>il banco di prova centrale della deterrenza, della resilienza industriale e della coesione occidentale nel XXI secolo<\/strong>. Quella che era iniziata come una campagna convenzionale ad alta intensit\u00e0 si \u00e8 evoluta in una logorante contesa di adattamento, nella quale logistica, produzione per la difesa e volont\u00e0 politica prevalgono sulla manovra sul campo di battaglia. La durata del conflitto ha imposto <strong>una ricalibrazione delle assunzioni transatlantiche<\/strong>: le garanzie di sicurezza statunitensi sono ora pi\u00f9 condizionali ed episodiche, mentre la frammentata base industriale della difesa europea fatica a tradurre impegni di spesa senza precedenti in una produzione sostenibile. <strong>Il panorama strategico che ne deriva \u00e8 caratterizzato dalla resistenza piuttosto che dalla svolta<\/strong>, dove vantaggi marginali nella produzione, nell&#8217;innovazione e nel coordinamento potrebbero rivelarsi decisivi.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Allo stesso tempo, <strong>la strategia del Cremlino di escalation calibrata e strisciante ha ampliato <\/strong>le zone grigie del confronto, dalle violazioni dello spazio aereo e dagli attacchi informatici fino alla coercizione energetica. Mosca sta sondando la tolleranza della NATO al di sotto della soglia della rappresaglia. Queste dinamiche hanno reso la gestione della deterrenza pi\u00f9 complessa che in qualunque momento dalla Guerra fredda. La scommessa a lungo termine della Russia si fonda sulla stanchezza politica nelle societ\u00e0 occidentali, presumendo che i sistemi democratici troveranno pi\u00f9 difficile sostenere nel tempo impegni onerosi. <strong>Questo approccio sfuma i confini tra guerra e pace<\/strong>, costringendo l&#8217;Occidente a ripensare il controllo dell&#8217;escalation, la segnalazione e la resilienza nei domini non cinetici.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">D&#8217;altra parte, la neutralit\u00e0 opportunistica della Cina sottolinea come <strong>le conseguenze della guerra vengano sfruttate da altre grandi potenze per ricavarne vantaggi politici ed economici<\/strong>, segnalando che la lotta dell&#8217;Ucraina riguarda tanto la configurazione dell&#8217;ordine internazionale quanto la sovranit\u00e0 territoriale. L&#8217;equilibrismo di Pechino \u2014 trarre profitto dalle risorse russe scontate evitando al contempo le sanzioni \u2014 illustra l&#8217;emergere di <strong>una multipolarit\u00e0 transazionale <\/strong>in cui i conflitti diventano fonti di influenza piuttosto che di allineamento.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Per Kyiv, <strong>l&#8217;imperativo si \u00e8 spostato<\/strong> <strong>dalla vittoria a breve termine alla sostenibilit\u00e0 a lungo termine<\/strong>. La sopravvivenza del Paese dipende ora dalla sua capacit\u00e0 di localizzare la produzione per la difesa, mantenere la stabilit\u00e0 fiscale in presenza di flussi di aiuti incerti e costruire una resilienza energetica e industriale sufficientemente robusta da superare la strategia russa di logoramento. L&#8217;adattamento interno dell&#8217;Ucraina \u2014 dalla generazione energetica decentralizzata alla produzione di massa di droni \u2014 dimostra <strong>un nuovo modello di innovazione in tempo di guerra in condizioni di vincolo<\/strong>. Tuttavia, sostenere questi sforzi richiede meccanismi di finanziamento internazionale prevedibili e un coordinamento occidentale coerente, entrambi ancora disomogenei. La traiettoria della guerra fino al 2025 rivela quindi <strong>un&#8217;emergente competizione multipolare in cui resistenza, coordinamento e capacit\u00e0 di adattamento determineranno gli esiti strategici.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>In questo contesto, il presente policy brief esamina come l&#8217;evoluzione della politica statunitense, l&#8217;adattamento dell&#8217;industria della difesa europea, la strategia russa di escalation su due binari, la neutralit\u00e0 opportunistica della Cina e gli sforzi dell&#8217;Ucraina verso l&#8217;autosufficienza interagiscano nel definire la prossima fase della guerra.<\/em><\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-table\"><table class=\"has-fixed-layout\"><tbody><tr><td><strong>Fase<\/strong><\/td><td><strong>Federazione Russa<\/strong><\/td><td><strong>Stati Uniti<\/strong><\/td><td><strong>Unione europea<\/strong><\/td><td><strong>Cina<\/strong><\/td><td><strong>Ucraina<\/strong><\/td><\/tr><tr><td><strong>2014 \u2013 2015<\/strong><\/td><td>La Russia si mosse rapidamente in Crimea e nel Donbas perch\u00e9 calcol\u00f2 che un intervento militare occidentale fosse improbabile, soprattutto se le azioni fossero state ibride e negabili. Accettare gli accordi di Minsk consent\u00ec a Mosca di riformulare la propria aggressione come un processo di <em>\u00abgestione del conflitto\u00bb<\/em>, assicurandosi al contempo il tempo per radicare il controllo amministrativo e militare. Il contesto pi\u00f9 ampio era la convinzione che <em>faits accomplis<\/em> calibrati potessero modificare i confini a basso costo, se accompagnati da una copertura diplomatica.<\/td><td>Washington diede priorit\u00e0 al mantenimento dell&#8217;unit\u00e0 del fronte sanzionatorio G7\/UE, il che signific\u00f2 accettare una cassetta degli attrezzi pi\u00f9 limitata, incentrata sulla finanza e sulla diplomazia. L&#8217;amministrazione Obama trattenne deliberatamente gli aiuti letali, temendo un&#8217;escalation e una frattura dell&#8217;alleanza. Il contesto era la gestione statunitense del rischio: proiettare leadership ma porre un limite al coinvolgimento militare, che la Russia interiorizz\u00f2 come moderazione prevedibile.<\/td><td>I governi europei bilanciarono l&#8217;indignazione politica con l&#8217;autoconservazione economica: le sanzioni furono coordinate, ma si fermarono deliberatamente prima dei tagli alle forniture energetiche. Le rotazioni della NATO segnalarono solidariet\u00e0, ma evitarono il dispiegamento permanente che Mosca avrebbe potuto presentare come escalation. Ci\u00f2 rivel\u00f2 la vulnerabilit\u00e0 strutturale dell&#8217;Europa: disposta a punire, ma non a modificare radicalmente la propria dipendenza dall&#8217;energia russa n\u00e9 a impegnarsi in un cambiamento della postura difensiva su larga scala.<\/td><td>La priorit\u00e0 di Pechino era evitare il coinvolgimento, beneficiando al contempo silenziosamente dell&#8217;isolamento della Russia; la neutralit\u00e0 offriva flessibilit\u00e0 e preservava il commercio. La sua retorica enfatizzava sovranit\u00e0 e dialogo, ma evitava di sanzionare Mosca o criticare apertamente l&#8217;annessione. Il contesto pi\u00f9 ampio era una copertura strategica: mantenere intatti i legami con la Russia, apprendere dalla progettazione delle sanzioni occidentali e osservare l&#8217;innovazione militare senza incorrere in costi reputazionali.<\/td><td>Kyiv ha affrontato minacce esistenziali e ha scelto un doppio binario: mobilitarsi militarmente e impegnarsi diplomaticamente per guadagnare tempo. Accettare Minsk significava sacrificare territorio nel breve periodo, ma preservare la sopravvivenza dello Stato, mentre sono state avviate riforme per ottenere la simpatia e l\u2019assistenza occidentali. Il contesto pi\u00f9 profondo era la dipendenza: l\u2019Ucraina poteva combattere, ma sostenere la lotta dipendeva da sostenitori esterni in materia di sicurezza e finanza, incorporando l\u2019asimmetria nel suo sforzo bellico.<\/td><\/tr><tr><td><em>Obiettivo strategico<\/em><\/td><td>Consolidare i guadagni territoriali evitando al contempo un intervento militare occidentale su vasta scala.<\/td><td>Guidare la risposta della coalizione: preservare la coesione dell\u2019alleanza evitando al contempo il combattimento diretto con la Russia.<\/td><td>Aumentare i costi per la Russia evitando un\u2019escalation militare immediata che potrebbe innescare una guerra pi\u00f9 ampia.<\/td><td>Preservare i legami economici; evitare di essere trascinata nel confronto; sfruttare le opportunit\u00e0 derivanti dalla frammentazione occidentale.<\/td><td>Sopravvivere, proteggere l\u2019integrit\u00e0 territoriale ove possibile e mobilitare il sostegno internazionale.<\/td><\/tr><tr><td><em>Modello strategico<\/em><\/td><td><strong>Espansionismo \u2192 guerra ibrida \u2192 congelamento diplomatico \u2192 controllo normalizzato<\/strong>, istituzionalizzando il modello della conquista e del congelamento.<\/td><td><strong>Preservare la coesione dell\u2019alleanza \u2192 privilegiare le sanzioni multilaterali \u2192 evitare l\u2019impegno cinetico \u2192 gestire il rischio di escalation<\/strong>, integrando la moderazione nella leadership della coalizione.<\/td><td><strong>Unit\u00e0 nelle sanzioni \u2192 evitamento dell\u2019escalation militare \u2192 dipendenza dagli strumenti economici \u2192 vulnerabilit\u00e0 dovuta alla dipendenza energetica<\/strong>, plasmando una postura di sicurezza reattiva anzich\u00e9 proattiva.<\/td><td><strong>Neutralit\u00e0 pubblica \u2192 continuit\u00e0 economica \u2192 agevolazione silenziosa \u2192 costruzione di leva<\/strong>, trasformando l\u2019ambiguit\u00e0 in una copertura strategica.<\/td><td><strong>Sopravvivenza immediata \u2192 compromesso tramite Minsk \u2192 riforma come leva \u2192 dipendenza dal sostegno occidentale<\/strong>, fondendo la resistenza militare con la segnalazione politica.<\/td><\/tr><tr><td><strong>2017\u20132020<\/strong><\/td><td>Ha mantenuto <em>\u201cla guerra a fuoco lento\u201d<\/em> mentre <strong>ampliava il teatro delle operazioni al mare<\/strong> (il confronto del 2018 nello Stretto di Kerch\/Mar d\u2019Azov) e <strong>approfondiva la <em>passaportizzazione<\/em><\/strong> dei residenti nella Donetsk\/Luhansk occupata per consolidare l\u2019influenza senza una piena escalation. Strategia: fare pressione, sondare e radicarsi, testando al contempo le linee rosse occidentali.<\/td><td><strong>\u00c8 passata da <em>soltanto aiuti non letali <\/em>a un\u2019assistenza letale calibrata<\/strong> (Javelin nel 2018, un\u2019integrazione nel 2019 e motovedette Mark\u202fVI nel 2020), <strong>ha ampliato le autorit\u00e0 sanzionatorie<\/strong> (CAATSA 2017), <strong>ha preso di mira Nord Stream\u202f2<\/strong> (PEESA nell\u2019NDAA per l\u2019esercizio 2020, spingendo Allseas a sospendere la posa delle condutture nel dic\u202f2019) e <strong>si \u00e8 ritirata dal Trattato INF<\/strong> citando l\u2019inadempienza russa. Una sospensione a fine 2019 dei fondi di sicurezza per l\u2019Ucraina ha portato a una constatazione del GAO di violazione della legge.<\/td><td>Ha <strong>mantenuto l\u2019unit\u00e0 sulle sanzioni<\/strong> tramite rinnovi semestrali e <strong>ha aggiunto misure dopo l\u2019escalation Kerch\/Azov<\/strong>, pur continuando a bilanciare l\u2019esposizione energetica e le differenze intra-UE (ad es., su Nord Stream\u202f2). La segnalazione NATO-UE \u00e8 proseguita; i cambiamenti fondamentali della postura sono rimasti incrementali.<\/td><td>\u00c8 <strong>rimasta pubblicamente \u201cneutrale\u201d <\/strong>\u2013 senza sanzioni contro la Russia e <strong>senza riconoscere l\u2019annessione della Crimea <\/strong>\u2013 mentre <strong>perseguiva una leva economica<\/strong>, in particolare tramite i tentativi di investitori cinesi (Skyrizon) di acquisire il produttore ucraino di motori <strong>Motor\u202fSich <\/strong>(partecipazioni congelate dal 2017; gli Stati Uniti hanno poi inserito Skyrizon nella lista nera). Una classica copertura: mantenere i legami sia con Kyiv sia con Mosca, apprendere dalla concezione delle sanzioni occidentali, evitare il coinvolgimento.<\/td><td><strong>Il ripristino politico con Zelenskyy (2019)<\/strong> ha consentito passi umanitari e una rinnovata diplomazia (vertice di <strong>Normandy<\/strong> a Parigi) e ha inaugurato il cessate il fuoco delle <strong>misure aggiuntive del <em>27 lug 2020<\/em><\/strong>, che ha temporaneamente ridotto le violazioni. Parallelamente, Kyiv <strong>ha assimilato gli aiuti letali statunitensi<\/strong> (Javelin, equipaggiamenti navali) e ha iniziato a ricostruire la resilienza marittima dopo Kerch.<\/td><\/tr><tr><td><em>Obiettivo strategico<\/em><\/td><td>Consolidare il controllo <em>de facto<\/em> nel Donbas e in Crimea, ampliare la leva coercitiva (anche in mare) e <strong>evitare una guerra Occidente-Russia<\/strong>, plasmando al contempo fatti sul terreno per un futuro accordo.<\/td><td><strong>Aumentare i costi per Mosca senza combattimento diretto<\/strong>: sanzioni + geopolitica energetica (NS2), <strong>trasferimenti selettivi di armi<\/strong>, postura alleata tramite EDI e pressione sul controllo degli armamenti (uscita dall\u2019INF), il tutto <strong>contenendo il rischio di escalation<\/strong>.<\/td><td><strong>Preservare unit\u00e0 e deterrenza a un costo economico accettabile<\/strong>, mantenere in vita i meccanismi di <strong>Minsk\/Normandy<\/strong> e gestire le dipendenze energetiche senza fratturare il consenso.<\/td><td><strong>Sfruttare l\u2019ambiguit\u00e0<\/strong> per guadagni economici e tecnologici (ad es., Motor\u202fSich), <strong>evitare l\u2019esposizione secondaria<\/strong> alle sanzioni occidentali e <strong>osservare\/apprendere<\/strong> dai meccanismi sanzionatori, mantenendo al contempo l\u2019opzionalit\u00e0 con la Russia.<\/td><td><strong>Sopravvivere e stabilizzarsi<\/strong>: garantire il sostegno occidentale, <strong>de-escalare tatticamente<\/strong> (scambi di prigionieri, cessate il fuoco del luglio 2020), <strong>modernizzarsi selettivamente<\/strong> (Javelin\/imbarcazioni) e <strong>ricostruire la deterrenza marittima<\/strong> dopo Azov\/Kerch.<\/td><\/tr><tr><td><em>Modello strategico<\/em><\/td><td><strong>Guerra a bassa intensit\u00e0 + integrazione ibrida<\/strong> (passaporti, espansione giuridico-amministrativa) \u2192 <strong>coercizione marittima<\/strong> \u2192 congelamento diplomatico intervallato da accordi tattici.<\/td><td><strong>Leadership della coalizione con hard power calibrato<\/strong>: sanzioni CAATSA\/PEESA \u2192 <strong>aiuti letali mirati<\/strong> (ma non tali da cambiare le regole del gioco) \u2192 <strong>uscita dal controllo degli armamenti (INF)<\/strong> \u2192 <strong>volatilit\u00e0 episodica delle politiche<\/strong> (sospensione degli aiuti nel 2019), il tutto entro un quadro di gestione dell\u2019escalation. <strong><\/strong><\/td><td><strong>Rinnovi ordinari + aggiunte selettive<\/strong> (risposta a Kerch) \u2192 <strong>diplomazia incentrata sul processo<\/strong> (Normandy\/Minsk), mentre le <strong>realt\u00e0 energetiche<\/strong> limitano mosse pi\u00f9 audaci; unit\u00e0 mantenuta, ma cauta.<strong><\/strong><\/td><td><strong>L\u2019ambiguit\u00e0 come strategia<\/strong>: neutralit\u00e0 pubblica, <strong>ingressi tecnologici\/industriali<\/strong> in Ucraina sotto esame, <strong>nessuna rottura aperta <\/strong>con Mosca; la leva cresce senza impegni formali.<strong><\/strong><\/td><td><strong>Ripristino \u2192 costruzione umanitaria della fiducia \u2192 quiete tattica<\/strong> (cessate il fuoco di met\u00e0 2020), mentre <strong>accumulava equipaggiamenti occidentali<\/strong> e <strong>manteneva aperti i canali negoziali<\/strong>; la resilienza cresce, ma resta dipendente dall\u2019esterno. <strong><\/strong><\/td><\/tr><tr><td><strong>2021\u20132025<\/strong><em><\/em><\/td><td>Ha lanciato l\u2019<strong>invasione su vasta scala<\/strong> (24 feb 2022), poi \u00e8 passata da un blitz fallito su Kyiv a una <strong>campagna di logoramento industrializzata<\/strong> sostenuta dalla <strong>mobilitazione parziale<\/strong> (21 set 2022) e dalle <strong>rivendicazioni di annessione<\/strong> su quattro regioni (30 set 2022). Ha intensificato gli attacchi invernali contro l\u2019energia e ha ottenuto <strong>guadagni incrementali<\/strong> quali <strong>Avdiivka<\/strong> (feb 2024), mentre veniva <strong>respinta in mare <\/strong>\u2013 gli attacchi ucraini hanno costretto le risorse della Flotta del Mar Nero a disperdersi lontano da Sebastopoli. Ha inoltre <strong>abbandonato<\/strong> l\u2019Iniziativa sul grano del Mar Nero (17 lug 2023).<\/td><td>Ha guidato la risposta della coalizione e <strong>ha ampliato gli aiuti per \u201cgradini\u201d di capacit\u00e0<\/strong>: HIMARS\/difesa aerea \u2192 <strong>munizioni a grappolo DPICM <\/strong>(lug 2023) \u2192 <strong>ATACMS (300 km)<\/strong> (aprile 2024). <strong>Ha consentito l\u2019uso limitato di armi statunitensi<\/strong> per attacchi <strong>all\u2019interno della Russia vicino a Kharkiv<\/strong> (30 mag 2024). Ha assicurato il <strong>supplemento di 60,8 mld di dollari<\/strong> (apr 2024) e concluso un <strong>accordo bilaterale di sicurezza decennale<\/strong> con Kyiv (giugno 2024). Complessivamente, <strong>66,9 mld di dollari di assistenza militare statunitense<\/strong> dal feb 2022 (al gen 2025).<\/td><td>\u00c8 diventata il pilastro dell\u2019Ucraina per il sostegno <strong>macrofinanziario<\/strong> e militare: ha lanciato lo <strong>Strumento per l\u2019Ucraina da 50 mld di euro (2024-27)<\/strong>; ha utilizzato e rifinanziato lo <strong>Strumento europeo per la pace<\/strong> per gli aiuti letali; ha istituito <strong>EUMAM Ucraina<\/strong> per addestrare le forze; e ha reiterato i <strong>pacchetti di sanzioni<\/strong> (ad es., il 14\u00b0 nel giu 2024), rafforzando l\u2019applicazione e le misure legate all\u2019energia. Ha aperto i <strong>negoziati di adesione all\u2019UE<\/strong> con l\u2019Ucraina (25 giugno 2024).<\/td><td>Ha dichiarato una <strong>partnership senza limiti<\/strong> con la Russia (4 feb 2022) e ha presentato un <strong>documento programmatico in 12 punti<\/strong> sulla guerra (feb 2023). Ha pubblicamente evitato gli aiuti letali alla Russia, mentre <strong>espandeva i canali commerciali e a duplice uso<\/strong> che hanno attirato sanzioni occidentali contro entit\u00e0 con sede nella RPC. Xi ha inoltre <strong>parlato con Zelenskyy<\/strong> (26 apr 2023) senza modificare l\u2019allineamento di fondo.<\/td><td><strong>\u00c8 sopravvissuta e si \u00e8 adattata<\/strong>: ha difeso Kyiv (primavera 2022), liberato <strong>l\u2019oblast\u2019 di Kharkiv e Kherson (riva destra) nel 2022<\/strong>, poi \u00e8 passata alla <strong>guerra di logoramento e agli attacchi in profondit\u00e0<\/strong> \u2013 droni\/missili <strong>hanno degradato le risorse energetiche russe e della Flotta del Mar Nero<\/strong> e riaperto un <strong>corridoio del grano \u201ctemporaneo\u201d<\/strong> nel 2023 dopo che Mosca ha abbandonato l\u2019accordo ONU. Ha inasprito la politica sul personale (<strong>et\u00e0 di leva a 25 anni<\/strong>; regole di mobilitazione aggiornate) e ha iniziato a integrare gli <strong>F-16\/Mirage-2000<\/strong> nel 2024.<\/td><\/tr><tr><td><em>Obiettivo strategico<\/em><\/td><td><strong>Imporre una nuova realt\u00e0 territoriale<\/strong> e un negoziato alle condizioni di Mosca, <strong>resistendo pi\u00f9 a lungo della determinazione occidentale<\/strong>, sostenendo l\u2019economia di guerra e avanzando gradualmente dove fattibile, consolidando al contempo il controllo sulle aree occupate.<\/td><td><strong>Consentire all\u2019Ucraina di difendersi, dissuadere e resistere<\/strong> \u2013 aumentare i costi per la Russia, <strong>evitare una guerra diretta NATO-Russia e consolidare il sostegno pluriennale <\/strong>(supplemento + patto decennale), rafforzando al contempo i controlli sulle esportazioni\/le sanzioni.<\/td><td><strong>Sostenere l\u2019Ucraina e limitare la Russia<\/strong> su vasta scala (finanziaria, militare, industriale), <strong>vincolando Kyiv al percorso UE<\/strong> e <strong>chiudendo le falle nell\u2019elusione delle sanzioni<\/strong>.<\/td><td><strong>Preservare l\u2019ambiguit\u00e0 strategica<\/strong>: presentarsi come mediatore neutrale, <strong>evitare le sanzioni occidentali<\/strong>, mantenere la leva economica con Mosca e <strong>plasmare qualsiasi accordo<\/strong> secondo i punti di discussione cinesi.<\/td><td><strong>Sopravvivere, adattarsi e imporre costi<\/strong>: difendere nodi critici di popolazione\/energia, <strong>ampliare la leva degli attacchi a lungo raggio<\/strong>, rafforzare la difesa aerea e <strong>accelerare l\u2019integrazione euro-atlantica<\/strong> per ancorare la sicurezza a lungo termine.<\/td><\/tr><tr><td><em>Modello strategico<\/em><\/td><td><strong>Blitz \u2192 logoramento \u2192 radicamento<\/strong>: mobilitazione + rivendicazioni di annessione; <strong>bombardamento stagionale delle infrastrutture energetiche<\/strong>; <strong>avanzate graduali<\/strong> (ad es., Avdiivka) anche se il <strong>rischio navale<\/strong> in Crimea ha imposto la dispersione.<\/td><td><strong>Scala delle capacit\u00e0 + paletti politici<\/strong>: escalation costante dei sistemi (DPICM \u2192 ATACMS) e <strong>autorizzazioni delimitate<\/strong> (uso transfrontaliero limitato), unite a <strong>impennate dei finanziamenti<\/strong> (supplemento dell\u2019apr 2024) e a un <strong>quadro di sicurezza decennale<\/strong>.<\/td><td><strong>Processo + scala<\/strong>: pacchetti di sanzioni, <strong>rifinanziamenti dell\u2019EPF<\/strong> e <strong>addestramento EUMAM<\/strong>, poi <strong>negoziati di adesione<\/strong> e lo <strong>Strumento da 50 mld di euro<\/strong> per rendere il sostegno <strong>prevedibile<\/strong> e pi\u00f9 isolato dalla politica statunitense.<\/td><td><strong>Neutralit\u00e0 retorica, copertura pratica<\/strong>: <em>messaggistica di pace<\/em> mentre <strong>approfondisce i legami con la Russia<\/strong> e <strong>mette alla prova i limiti delle sanzioni<\/strong> \u2013 provocando misure mirate USA\/UE contro entit\u00e0 della RPC.<\/td><td><strong>Dalla manovra alla pressione sistemica<\/strong>: dopo le offensive del 2022, l\u2019enfasi si \u00e8 spostata sulla <strong>difesa aerea + attacchi in profondit\u00e0 <\/strong>(energia\/logistica, Flotta del Mar Nero) e sul <strong>ripristino degli effettivi<\/strong> (et\u00e0 di leva 25 anni), mentre l\u2019<strong>integrazione<\/strong> dei moderni caccia ha iniziato lentamente a rimodellare l\u2019equilibrio della guerra aerea.<\/td><\/tr><\/tbody><\/table><\/figure>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>L\u2019evoluzione della guerra russo-ucraina non \u00e8 pi\u00f9 considerata una sequenza di crisi, bens\u00ec <\/em><strong><em>un continuum di adattamento strategico<\/em><\/strong><em>. La condotta della Russia \u00e8 rimasta strutturalmente coerente: coercizione ibrida, escalation calibrata e graduale, alternanza tra offensive manifeste e annessione burocratica per normalizzare l\u2019occupazione. Per gli Stati Uniti, il pendolo \u00e8 oscillato dal multilateralismo prevedibile al bilateralismo condizionale, ridefinendo i limiti e gli strumenti dell\u2019impegno occidentale e spostando l\u2019equilibrio tra deterrenza, gestione dell\u2019escalation e condivisione degli oneri. L\u2019Europa, di fatto, \u00e8 stata costretta a passare dalla dipendenza a una titubante autoaffermazione attraverso la politica industriale, i prestiti per la difesa e i programmi di coproduzione. Nel frattempo, l\u2019ostentata neutralit\u00e0 della Cina si evolve in un sostegno materiale: una copertura consapevole delle sanzioni che aumenta la leva su Mosca, sfruttando al contempo le crepe transatlantiche. In questo contesto, l\u2019Ucraina si \u00e8 trasformata da destinataria di aiuti a coproduttrice di sicurezza: sostiene la difesa aerea e l\u2019ISR, industrializza in patria e con gli alleati, mantiene in funzione la rete elettrica sotto il fuoco e consolida l\u2019integrazione euro-atlantica pi\u00f9 rapidamente di quanto la Russia riesca a normalizzare i fatti compiuti. L\u2019implicazione strategica \u00e8 chiara: solo un\u2019ampia strategia di coalizione che <\/em><strong><em>protegga l\u2019assistenza dai cicli politici, chiuda i canali di elusione delle sanzioni e acceleri la coproduzione e l\u2019integrazione euro-atlantica<\/em><\/strong><em> superer\u00e0 l\u2019approccio di Mosca basato sul tempo e sulla pressione.<\/em><\/p>\n\n\n\n<h4 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-from-multilateralism-to-america-first-the-u-s-foreign-policy-shift\"><strong>Dal multilateralismo all\u2019America First: il cambiamento della politica estera statunitense<\/strong><\/h4>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Sotto Biden, la politica estera era esplicitamente incentrata sulle alleanze, multilaterale e guidata dai valori. La sua amministrazione ha cercato di dare priorit\u00e0 agli alleati rivitalizzando la rete globale di partenariati dell\u2019America e riaffermando l\u2019impegno per la difesa collettiva. La Dottrina Biden ha esplicitamente inquadrato l\u2019impegno statunitense come parte di uno sforzo pi\u00f9 ampio volto a difendere l\u2019ordine internazionale liberale dalla rinascita autoritaria. Biden ha costantemente posto la NATO, il G7 e l\u2019UE al centro della strategia, una visione codificata nella <em>Strategia di sicurezza nazionale<\/em> del 2022, che descriveva le alleanze come la pi\u00f9 <em>importante risorsa strategica<\/em> dell\u2019America. La guerra della Russia in Ucraina \u00e8 diventata un elemento chiave di mobilitazione tanto per le democrazie americane quanto per quelle europee, trasformando la solidariet\u00e0 con Kyiv in una prova decisiva dell\u2019unit\u00e0 occidentale. L\u2019amministrazione ha inoltre ripreso l\u2019impegno con istituzioni globali quali l\u2019ONU, l\u2019OMC e l\u2019OMS, sottolineando un ritorno alla cooperazione multilaterale sulle sfide transfrontaliere, dalla salute al clima e al commercio.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il tratto distintivo della politica estera di Biden era la prevedibilit\u00e0 e la solidariet\u00e0. Dopo le turbolenze della prima amministrazione Trump, l\u2019amministrazione ha cercato di riaffermare il tradizionale ruolo di leadership dell\u2019America sulla scena internazionale, ponendo i valori democratici al centro dell\u2019impegno statunitense e inquadrando la competizione con Russia e Cina come una contesa globale tra democrazia e autoritarismo. Questo approccio ha rassicurato gli alleati sulla durevolezza e sull\u2019ancoraggio normativo della leadership statunitense. Tuttavia, ha anche creato tensioni, poich\u00e9 difendere la democrazia in tutto il mondo richiedeva impegni militari, economici e diplomatici continui, che rischiavano di <em>sovraccaricare le risorse statunitensi<\/em>. Bilanciare la credibilit\u00e0 all\u2019estero con i vincoli politici e fiscali interni \u00e8 rimasta una sfida persistente.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La transizione dal presidente Joe Biden al presidente Donald Trump rappresenta non solo un cambio di leadership, ma una ridefinizione fondamentale del modo in cui gli Stati Uniti concepiscono il proprio ruolo nel mondo. Entrambe le amministrazioni hanno riconosciuto l\u2019intensificarsi della competizione tra grandi potenze, ma hanno divergito nettamente per dottrina, strumenti e fondamento politico.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">In questa seconda amministrazione, la politica estera era esplicitamente <em>pragmatica<\/em> e <em>attenta ai costi<\/em>. I consiglieri del presidente Trump sostenevano che la leadership statunitense fosse troppo spesso un sussidio agli alleati che non investivano nella propria difesa e chiedevano un cambiamento radicale verso un\u2019<em>equa condivisione degli oneri<\/em>. Il presidente ha costantemente presentato le alleanze come <em>accordi condizionali<\/em> anzich\u00e9 obblighi duraturi, rispecchiando la sua affermazione di lunga data secondo cui gli impegni statunitensi dovrebbero essere valutati in base al beneficio nazionale immediato.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">A differenza del presidente Biden, che ha enfatizzato la promozione della democrazia quale principio organizzatore dell\u2019impegno statunitense, il presidente Trump ha respinto una politica estera basata sui valori a favore di una priorit\u00e0 fondata sugli interessi. Gli analisti hanno osservato che questo approccio era concepito per<em> evitare il sovraccarico strategico<\/em> restringendo la portata degli obblighi statunitensi e concentrandosi sulle regioni che offrivano il rendimento pi\u00f9 elevato. Ci\u00f2 ha prodotto una gerarchia di priorit\u00e0: la Cina quale sfida di riferimento per la pianificazione della difesa e l\u2019allocazione delle risorse; l\u2019Europa chiamata ad assumersi maggiori responsabilit\u00e0 per la propria sicurezza; e il Medio Oriente riformulato intorno all\u2019antiterrorismo e alla stabilit\u00e0 energetica anzich\u00e9 alla promozione della democrazia su larga scala.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il tratto distintivo della politica estera di Donald Trump \u00e8 la <em>condizionalit\u00e0 abbinata a un\u2019imprevedibilit\u00e0 deliberata<\/em>. Per Washington, questa strategia prometteva efficienza e leva: mirava a ridurre i costi della leadership globale costringendo al contempo gli alleati ad assumersi una quota maggiore dell\u2019onere. La sua amministrazione presenta costantemente l\u2019impegno statunitense come contingente piuttosto che automatico, affiancando assicurazioni di sostegno a suggerimenti di ripiegamento. Tuttavia, l\u2019incertezza sistemica sta costringendo i partner a mettere in discussione l\u2019affidabilit\u00e0 degli impegni americani e stimolando sforzi paralleli in Europa e Asia per cautelarsi contro la volatilit\u00e0 americana. In questo senso, l\u2019imprevedibilit\u00e0 non era un sottoprodotto tattico, bens\u00ec un principio organizzatore della politica estera statunitense, che ha riformulato il ruolo dell\u2019America nel sistema internazionale in termini esplicitamente legati al suo interesse nazionale.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La politica estera del presidente Trump pone gli interessi statunitensi al di sopra delle norme universali, privilegiando accordi bilaterali e impegni selettivi <em>in stile club<\/em>, anzich\u00e9 abbracciare pienamente quadri multilaterali universali o istituzionali, enfatizzando gli interessi e le rinegoziazioni statunitensi piuttosto che un ampio impegno per la governance globale e verso la stessa presidenza.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Donald Trump ha inoltre centralizzato il processo decisionale in politica estera alla Casa Bianca, riducendo l\u2019influenza dei tradizionali controlli istituzionali. A differenza dei presidenti precedenti, che facevano ampio affidamento sui processi interagenzia, il presidente Trump ha costantemente privilegiato l\u2019istinto personale e la conclusione di accordi bilaterali rispetto al consenso burocratico. La sua seconda amministrazione \u00e8 entrata in carica con meno vincoli interni o esterni, poich\u00e9 molti dei <em>\u00abresponsabili\u00bb<\/em> che avevano temperato le sue decisioni nel primo mandato non erano pi\u00f9 presenti. Questa personalizzazione della diplomazia era gi\u00e0 evidente nel suo primo mandato attraverso vertici di alto profilo con leader quali Kim Jong Un e Vladimir Putin, che aggiravano il vaglio del Dipartimento di Stato e del Pentagono. Parallelamente, il presidente Trump fa sempre pi\u00f9 affidamento su <em>inviati speciali<\/em>, figure che godevano della sua fiducia esclusiva e spesso operavano al di fuori del tradizionale coordinamento interagenzia, istituzionalizzando cos\u00ec un canale alternativo di diplomazia plasmato pi\u00f9 dalla fiducia presidenziale <em>di per s\u00e9<\/em>. Gli analisti hanno inoltre osservato che il presidente Trump spesso affrontava gli eventi di alto profilo privilegiando la componente performativa rispetto al tradizionale protocollo diplomatico.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00c8 fondamentale rilevare che la politica estera del presidente Trump rappresenta un significativo allontanamento dai precedenti impegni statunitensi verso l\u2019Ucraina, in particolare quelli sanciti nel Memorandum di Budapest del 1994. In base a tale accordo, gli Stati Uniti, insieme al Regno Unito e alla Russia, si sono impegnati a rispettare la sovranit\u00e0 dell\u2019Ucraina e a fornire assicurazioni di sicurezza in cambio della rinuncia di Kyiv al terzo arsenale nucleare pi\u00f9 grande del mondo. Sebbene il memorandum offrisse \u00abassicurazioni\u00bb anzich\u00e9 garanzie vincolanti, simboleggiava l\u2019impegno politico di Washington per l\u2019integrit\u00e0 territoriale dell\u2019Ucraina. La dottrina America First di Donald Trump, al contrario, reinterpreta tali impegni attraverso una lente transazionale, enfatizzando la <em>reciprocit\u00e0<\/em> e la <em>condizionalit\u00e0<\/em> anzich\u00e9 assicurazioni a tempo indeterminato. Questo cambiamento evidenzia la pi\u00f9 ampia trasformazione della politica estera statunitense: da una tutela normativa a un calcolo di impegno selettivo guidato dal beneficio nazionale.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Nella sua seconda versione, <em>America First<\/em> ha riformulato la leadership statunitense non come garante dell\u2019ordine globale, bens\u00ec come un sistema transazionale concepito per preservare il primato americano a costi inferiori. Questo cambiamento ha ragionevolmente sollevato interrogativi tra alcuni alleati sulla durevolezza degli impegni statunitensi, in particolare in Europa, dove l\u2019incertezza sull\u2019atteggiamento di Washington potrebbe influire sulle percezioni della deterrenza. Un modello di leadership pi\u00f9 ristretto e basato sugli interessi pu\u00f2 consentire a Washington di concentrarsi sulle sfide strategiche fondamentali, anzich\u00e9 disperdere gli sforzi su ogni questione globale. Ciononostante, gli analisti avvertono che un\u2019eccessiva ambiguit\u00e0 sugli impegni potrebbe incoraggiare gli avversari e indebolire la credibilit\u00e0 delle alleanze statunitensi. Altri osservano che una concezione pi\u00f9 ristretta e basata sugli interessi della leadership potrebbe limitare la capacit\u00e0 degli Stati Uniti di costruire coalizioni su questioni globali quali il cambiamento climatico, il commercio o le pandemie. La prova centrale per Washington \u00e8 se questo modello condizionale, che enfatizza l\u2019<em>equa condivisione degli oneri<\/em> e la <em>reciprocit\u00e0 nelle relazioni commerciali bilaterali<\/em>, possa preservare l\u2019influenza degli Stati Uniti senza minare le alleanze e le istituzioni stesse che l\u2019hanno sostenuta.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Per il presidente Trump e i suoi consiglieri, l\u2019invasione russa dell\u2019Ucraina non ha mai riguardato la salvaguardia dell\u2019ordine internazionale liberale, bens\u00ec un\u2019arena attraverso cui applicare nella pratica i principi di <em>America First<\/em>. Ci\u00f2 che nel suo primo mandato appariva ad hoc \u00e8 stato formalizzato in un quadro di governo. Per gli alleati degli Stati Uniti, questa ricalibrazione introduce un\u2019incertezza persistente sulla portata e sulla durevolezza degli impegni americani. Per l\u2019Ucraina, sottolinea la necessit\u00e0 di prepararsi a un ruolo degli Stati Uniti pi\u00f9 ristretto, maggiormente guidato dagli interessi e meno ancorato a obblighi universali.<\/p>\n\n\n\n<h4 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-europe-was-left-without-solid-ground-yet-seeks-a-fair-balance\"><strong>L\u2019Europa \u00e8 rimasta senza terreno solido, ma cerca un giusto equilibrio<\/strong><\/h4>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Sotto Biden, gli Stati Uniti hanno reinvestito nella NATO, ripreso l\u2019impegno con il G7 e l\u2019UE e sono tornati nelle istituzioni globali. Per l\u2019Europa, ci\u00f2 ha significato il ripristino della prevedibilit\u00e0: la cooperazione transatlantica sul clima, il commercio e le crisi sanitarie globali ha segnalato che Washington considerava gli alleati risorse strategiche anzich\u00e9 concorrenti. Ci\u00f2 ha consentito all\u2019UE di posizionarsi come partner nella definizione della governance multilaterale, dalla diplomazia climatica alla riforma dell\u2019OMC, mantenendo al contempo uno stretto allineamento con le priorit\u00e0 globali degli Stati Uniti. La prevedibilit\u00e0, di per s\u00e9, ha inoltre favorito un ampio consenso tra gli alleati, consentendo il coordinamento sulle sanzioni, rafforzando e approfondendo la cooperazione in materia di sicurezza e difesa e promuovendo la diversificazione energetica. Gli Stati Uniti hanno adottato misure significative per rafforzare la postura di deterrenza e difesa della NATO, che \u00e8 rimasta il garante indispensabile della deterrenza di fronte all\u2019aggressione russa. In particolare, se tra il 2015 e il 2019 gli Stati Uniti hanno fornito il 52% dell\u2019equipaggiamento militare dei membri europei, la quota \u00e8 salita al 64% nel successivo periodo di 5 anni. Sebbene i membri della NATO facessero affidamento sull\u2019ombrello strategico di Washington, l\u2019Europa \u00e8 rimasta fortemente sottoinvestita nella difesa.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Tuttavia, dalla prospettiva europea, il multilateralismo di Biden non era privo di limiti. Bruxelles ha spesso considerato l\u2019approccio di Washington alla NATO eccessivamente guidato dagli Stati Uniti, con iniziative chiave presentate come partenariati transatlantici ma modellate principalmente dalle priorit\u00e0 americane. Il <em>multilateralismo limitato<\/em> di Biden spesso antepone gli interessi interni degli Stati Uniti, pur ripristinando retoricamente la cooperazione. Sono emerse tensioni sul commercio, con il mantenimento dei dazi su acciaio e alluminio, sull\u2019Inflation Reduction Act, che gli europei hanno criticato in quanto protezionistico, e sul caotico ritiro statunitense dall\u2019Afghanistan, che ha rafforzato la percezione che Washington agisse ancora unilateralmente sulle questioni fondamentali di sicurezza. Gli europei hanno inoltre sottolineato una mancanza di chiarezza strategica a lungo termine nella politica estera. Sebbene l\u2019amministrazione abbia mobilitato efficacemente gli alleati in risposta a crisi immediate, i critici hanno sostenuto che spesso non sia riuscita a tradurre la solidariet\u00e0 di breve termine in una strategia coerente per gestire le sfide sistemiche. Il rapporto IDEAS della London School of Economics ha descritto l\u2019Europa come <em>\u00abin copertura per impostazione predefinita\u00bb,<\/em> preparandosi a scenari in cui la leadership statunitense fosse incoerente o assente. L\u2019ambiguit\u00e0 della politica estera di Biden era evidente nell\u2019Indo-Pacifico, dove i partner europei spesso faticavano a discernere la strategia finale di Washington nei confronti della Cina, rilevando che gli impegni statunitensi apparivano ambiziosi nella retorica ma meno chiari nell\u2019attuazione. In Medio Oriente, le mutevoli priorit\u00e0 degli Stati Uniti \u2013 dal desiderio di ridurre la presenza militare al rinnovato impegno durante le crisi \u2013 hanno lasciato gli alleati europei incerti sulla durata degli impegni americani. L\u2019assenza di linee rosse chiaramente articolate ha talvolta permesso agli avversari, dalla Russia all\u2019Iran, di mettere alla prova la determinazione occidentale senza affrontare conseguenze decisive. Per molti in Europa, ci\u00f2 ha rafforzato un senso di vulnerabilit\u00e0: anche sotto un Presidente che poneva le alleanze al centro della politica estera statunitense, la leadership oscillava frequentemente tra retorica elevata ed esecuzione esitante. Il risultato \u00e8 stata una preoccupazione persistente che l\u2019unit\u00e0 transatlantica, sebbene rivitalizzata, rimanesse reattiva e guidata dalle crisi anzich\u00e9 ancorata a una visione strategica sostenibile e lungimirante.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Gli alleati europei hanno sperimentato un netto contrasto tra il <em>multilateralismo limitato<\/em> di Joe Biden e l\u2019<em>America First<\/em> di Donald Trump. Per molti in Europa, il secondo insediamento di Donald Trump ha confermato i timori che la politica estera statunitense stesse entrando in una nuova fase strutturale. Ci\u00f2 ha portato i responsabili politici europei a considerare sempre pi\u00f9 le garanzie di sicurezza americane come subordinate ai mutevoli interessi strategici di Washington, piuttosto che come obblighi permanenti. L\u2019enfasi del Presidente Trump sulla diplomazia transazionale ed episodica ha nuovamente sollevato interrogativi sulla credibilit\u00e0 della NATO e sul fatto che l\u2019Articolo 5 avrebbe continuato a essere trattato come una garanzia incrollabile. Ci\u00f2 ha rappresentato per gli europei un chiaro segnale che il disimpegno statunitense dal multilateralismo tradizionale potrebbe non essere pi\u00f9 una turbolenza episodica, bens\u00ec una caratteristica strutturale dell\u2019approccio di Washington.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">I governi europei hanno quindi iniziato a ricalibrare le loro strategie lungo linee sia geografiche sia politiche. Gli Stati dell\u2019Europa centrale e orientale, in particolare la Polonia e i Paesi baltici, nonostante gli sforzi per aumentare la spesa per la difesa \u2013 per esempio, quella della Polonia \u00e8 passata da circa il 2,7% del PIL nel 2022 a circa il 4,2% nel 2024, con una previsione del 4,7% nel 2025 \u2013 continuano a considerare indispensabile la presenza militare statunitense. Gli Stati dell\u2019Europa occidentale, al contrario, hanno interpretato la condizionalit\u00e0 di Trump come un rafforzamento dei dibattiti di lunga data sull\u2019autonomia strategica dell\u2019Europa. In questo contesto, le argomentazioni francesi \u2013 sostenute soprattutto dal Presidente Emmanuel Macron \u2013 sui rischi di un\u2019eccessiva dipendenza dalle garanzie statunitensi hanno ricevuto una rinnovata attenzione, sebbene non un\u2019accettazione universale. Berlino, dopo aver adottato la sua <em>Zeitenwende<\/em>, si \u00e8 cautamente allineata a parte di questa prospettiva: non solo ha aumentato la spesa per la difesa, ma ha anche investito capitale politico nei meccanismi di difesa a livello dell\u2019UE, quali nuovi progetti PESCO, il Fondo europeo per la difesa e l\u2019Iniziativa europea Sky Shield. Questi sforzi mirano a mettere in comune le risorse e a promuovere un\u2019architettura pi\u00f9 integrata di difesa aerea e missilistica, pur permanendo sfide in materia di finanziamento, coordinamento e allineamento politico tra gli Stati membri.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">A livello dell\u2019UE, le istituzioni si sono ancorate alla <em>Bussola strategica per la sicurezza e la difesa<\/em> (adottata nel 2022), che ha tracciato una tabella di marcia fino al 2030 per rafforzare la capacit\u00e0 dell\u2019Europa di agire in modo indipendente. Nel 2024, la Commissione europea ha presentato la prima <em>Strategia industriale europea per la difesa<\/em>, che ha individuato la <em>\u00abprontezza alla difesa\u00bb<\/em> come priorit\u00e0 e introdotto nuovi strumenti per stimolare gli appalti congiunti, espandere la capacit\u00e0 produttiva e consolidare la base industriale della difesa. A ci\u00f2 \u00e8 seguito, nel 2025, il lancio del programma <em>Security Action for Europe<\/em><strong> <\/strong>, del valore di 150 miliardi di euro in prestiti agevolati, concepito per accelerare l\u2019acquisizione di capacit\u00e0 critiche quali difesa aerea, artiglieria e munizioni. Queste e altre iniziative erano intese a presentare l\u2019autonomia non come un sostituto della NATO, bens\u00ec come un complemento necessario per rafforzare la capacit\u00e0 dell\u2019Europa di agire quando la leadership statunitense vacilla. Gli analisti europei sottolineano che una reale autonomia richiede la costruzione di una base industriale europea della difesa consolidata e la priorit\u00e0 agli appalti intra-UE, per ridurre la dipendenza dai fornitori non europei. In questo contesto, l\u2019approccio transazionale degli Stati Uniti alle alleanze viene interpretato sia come un avvertimento sia come un\u2019opportunit\u00e0: un avvertimento che il disimpegno statunitense dagli impegni multilaterali potrebbe diventare strutturale, e un\u2019opportunit\u00e0 per l\u2019Europa di superare il cronico sottoinvestimento e la frammentazione nella propria politica di difesa.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Tuttavia, la valutazione europea della condizionalit\u00e0 di Trump non \u00e8 uniformemente negativa. Da un lato, la pressione statunitense ha stimolato investimenti attesi da tempo, riducendo alcuni divari nella condivisione degli oneri della NATO. Dall\u2019altro, la credibilit\u00e0 della deterrenza dipende sempre pi\u00f9 dalla percezione: l\u2019ambiguit\u00e0 che circonda le linee rosse della NATO e l\u2019Articolo 5 ha accresciuto i timori che una postura transazionale degli Stati Uniti possa incoraggiare gli avversari a mettere alla prova la coesione dell\u2019Alleanza. In questo contesto, i leader europei hanno promosso l\u2019approccio della <em>Coalizione dei volenterosi<\/em>, che ha cercato di finalizzare <em>solide garanzie di sicurezza <\/em>per l\u2019Ucraina. L\u2019iniziativa \u00e8 stata guidata principalmente dalla Francia e dal Regno Unito, la cui leadership proattiva contrasta con l\u2019impegno pi\u00f9 cauto della Germania e della Polonia, Paesi che restano esitanti ad assumere un ruolo in prima linea. Ventisei Stati si sono impegnati a contribuire a una <em>forza di rassicurazione<\/em> post-conflitto, eppure molti restano riluttanti a dispiegare personale all\u2019interno dell\u2019Ucraina a meno che non lo facciano anche gli Stati Uniti. Di fatto, i gruppi UE-USA-Ucraina stanno lavorando per progettare un quadro operativo pragmatico, definendo <em>cosa debba essere attuato e quando <\/em>(con alcuni elementi da attuare prima che \u00abla guerra sia finita\u00bb) e<em> come garantire la coerenza tra gli attori<\/em>. La transizione da Biden a Trump cristallizza dunque un paradosso pi\u00f9 ampio: gli Stati Uniti rimangono centrali nell\u2019architettura di sicurezza dell\u2019Europa, ma la loro affidabilit\u00e0 non \u00e8 pi\u00f9 data per scontata. L\u2019imperativo strategico ora \u00e8 preservare l\u2019impegno statunitense e, al contempo, costruire capacit\u00e0 europee autonome in grado di agire quando cambiano le priorit\u00e0 americane.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il risultato di un tale paradigma, tuttavia, si \u00e8 finora materializzato in una risposta europea frammentata. Le capitali dell\u2019Europa occidentale sottolineano l\u2019urgenza di ridurre la dipendenza rafforzando la politica industriale della difesa, potenziando gli appalti congiunti\/comuni e investendo nell\u2019autonomia strategica a lungo termine. Gli Stati di prima linea, soprattutto nell\u2019Europa centrale e orientale, sono invece concentrati sull\u2019ottenimento di accordi bilaterali con gli Stati Uniti e sulla garanzia di una deterrenza NATO rafforzata sul fianco orientale, aumentando al contempo i propri bilanci della difesa. Entrambi gli approcci riflettono il riconoscimento condiviso che il patto transatlantico \u00e8 cambiato in modo fondamentale. Sotto Trump, l\u2019Europa non presume pi\u00f9 una solidariet\u00e0 automatica, ma deve negoziare attivamente il proprio posto nel calcolo di sicurezza americano. Questa dinamica ha generato sia ansia sia slancio: ansia per la durata degli impegni statunitensi, ma anche slancio a investire in una maggiore capacit\u00e0 europea mantenendo gli Stati Uniti impegnati come partner indispensabile per la sicurezza e l\u2019influenza internazionale dell\u2019Europa.<\/p>\n\n\n\n<h4 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-russia-s-calculus-amid-u-s-foreign-policy-shifts\"><strong>Il calcolo della Russia tra i cambiamenti della politica estera statunitense<\/strong><\/h4>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Dal punto di vista di Mosca, anche il contrasto tra il <em>multilateralismo limitato<\/em> di Joe Biden e l\u2019<em>America First<\/em> di Donald Trump \u00e8 stato netto. Sotto Biden, l\u2019unit\u00e0 della NATO e l\u2019imposizione di sanzioni alla Russia, insieme alla continua assistenza militare occidentale all\u2019Ucraina, hanno rafforzato quello che gli analisti considerano un approccio di <em>contenimento-plus<\/em>. Il Cremlino ha considerato la frequente rappresentazione del conflitto da parte di Biden come una contesa tra democrazia e autoritarismo non solo ideologica, ma esistenziale: un segnale implicito che Mosca veniva isolata e dipinta come uno Stato paria.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il ritorno di Trump, tuttavia, \u00e8 stato interpretato a Mosca sia come un rischio sia come un\u2019opportunit\u00e0. Gli analisti russi rilevano che l\u2019enfasi di Washington sulla condivisione degli oneri e sulle alleanze condizionali potrebbe diventare una prova di coesione: se gli alleati europei non riescono ripetutamente a soddisfare le aspettative di Washington, le frizioni interne potrebbero approfondirsi e la credibilit\u00e0 potrebbe erodersi. Tali tensioni sono considerate a Mosca un terreno fertile per tattiche ibride volte ad aggravare le divisioni all\u2019interno della NATO, attraverso disinformazione, intrusioni informatiche, leva energetica o escalation in spazi contesi. I funzionari russi hanno costantemente rappresentato la condizionalit\u00e0 statunitense come esitazione, rafforzando la narrativa secondo cui il tempo favorisce Mosca: sostengono che una pressione militare e politica sostenuta finir\u00e0 per spezzare la coesione alleata. Questa percezione \u00e8 alla base della convinzione di Mosca che l\u2019ambiguit\u00e0 delle intenzioni statunitensi definisca il margine di libert\u00e0 d\u2019azione per consolidare le conquiste territoriali in Ucraina, mettere alla prova la resilienza dei governi europei e preservare l\u2019influenza nella regione post-sovietica.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Tuttavia, Mosca riconosce anche vincoli e rischi. La diplomazia transazionale del Presidente Trump segnala possibili aggiustamenti, ma non un completo disimpegno statunitense dalla sicurezza europea. Al contrario, l\u2019aumento degli investimenti e della pianificazione della difesa a Washington viene interpretato come un rafforzamento della deterrenza nei confronti sia della Russia sia della Cina. Per esempio, la Russia ha criticato aspramente le iniziative statunitensi volte a espandere la difesa missilistica, come una proposta per <em>l\u2019Iron Dome per l\u2019America<\/em>, definendole tentativi di alterare l\u2019equilibrio strategico. Gli strateghi russi sottolineano che il Cremlino sta rispondendo accelerando la modernizzazione della difesa, fortificando le basi e mantenendo un\u2019elevata prontezza nei suoi distretti militari occidentale e meridionale. Queste misure sono inquadrate come necessit\u00e0 difensive, ma all\u2019esterno segnalano l\u2019intento di preservare una leva coercitiva sui vicini e mantenere rilevanza nell\u2019equilibrio globale.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Allo stesso tempo, i funzionari russi hanno avvertito di una potenziale <em>spirale di escalation<\/em>, rappresentando le azioni statunitensi come destabilizzanti e cercando al contempo di mantenere almeno canali minimi di comunicazione strategica. Le notifiche dei test missilistici e i meccanismi di deconflitto vengono mantenuti, riflettendo il riconoscimento di Mosca che un errore di calcolo potrebbe condurre a un confronto incontrollato. In pratica, il calcolo della Russia combina quindi <em>opportunismo<\/em> e <em>cautela<\/em>: sfruttare le percepite divisioni occidentali preparandosi al contempo a un confronto prolungato in cui la deterrenza, le tattiche ibride e l\u2019escalation restano strumenti centrali dell\u2019arte di governo.<\/p>\n\n\n\n<h4 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-exploiting-strategic-ambiguity\"><strong>Sfruttare l\u2019ambiguit\u00e0 strategica<\/strong><\/h4>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Mosca ha a lungo considerato l\u2019ambiguit\u00e0 degli impegni statunitensi come un\u2019apertura sfruttabile. Gli analisti russi inquadrano l\u2019incertezza sulla volont\u00e0 di Washington di sostenere la difesa collettiva come un\u2019opportunit\u00e0 per promuovere gli interessi strategici del Cremlino senza provocare una risposta decisiva. In quanto tali, i dibattiti sulla condivisione degli oneri, sulla stanchezza degli alleati e sulle garanzie statunitensi condizionali espongono vulnerabilit\u00e0 che possono essere messe sistematicamente alla prova. Le tattiche ibride \u2013 dalle operazioni informatiche e la disinformazione alla coercizione energetica e al finanziamento politico occulto \u2013 sono considerate particolarmente efficaci perch\u00e9 approfondiscono le divisioni all\u2019interno delle societ\u00e0 alleate e ritardano il processo decisionale collettivo. L\u2019ambiguit\u00e0 della leadership statunitense amplifica quindi l\u2019utilit\u00e0 di tali strumenti, offrendo libert\u00e0 d\u2019azione per radicare l\u2019influenza nella regione post-sovietica e mettere alla prova a basso costo la determinazione occidentale.<\/p>\n\n\n\n<h5 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-late-january-mid-march-2025-intelligence-suspension-and-strategic-signaling\"><em>Fine gennaio\u2013met\u00e0 marzo 2025: sospensione dell\u2019intelligence e segnalazione strategica<\/em><\/h5>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il primo grande test del nuovo contesto di segnali transatlantici si \u00e8 verificato tra la fine di gennaio e la met\u00e0 di marzo 2025, quando Washington ha temporaneamente ridotto il flusso di intelligence verso l&#8217;Ucraina. All&#8217;inizio di marzo, le autorit\u00e0 statunitensi hanno sospeso l&#8217;accesso di Kyiv a flussi informativi critici, inclusa la piattaforma di immagini satellitari Global Enhanced GEOINT Delivery (GEGD), gestita da Maxar. Per l&#8217;Ucraina, ci\u00f2 ha comportato un&#8217;improvvisa riduzione della consapevolezza situazionale: le unit\u00e0 di difesa aerea hanno segnalato una minore capacit\u00e0 di preallarme, mentre i comandanti al fronte hanno subito ritardi nella ricezione di dati di puntamento di precisione. L&#8217;accesso \u00e8 stato successivamente ripristinato intorno al 12 marzo 2025, ma l&#8217;interruzione stessa ha avuto un notevole peso strategico.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Dal punto di vista di Mosca, questa sospensione \u00e8 stata interpretata meno come un adeguamento tecnico che come un segnale rivelatore della condizionalit\u00e0 degli impegni statunitensi. I pianificatori russi sembrano aver concluso che il sostegno degli Stati Uniti all&#8217;Ucraina non fosse pi\u00f9 automatico o costante, bens\u00ec contingente e reversibile, dipendente da mutevoli calcoli politici a Washington. In risposta, le forze russe hanno intensificato la pressione offensiva. L&#8217;8 marzo, la Russia ha condotto l&#8217;operazione \u00abPotok\u00bb (Flusso), poi fallita: essa ha comportato una manovra d&#8217;infiltrazione attraverso il dismesso gasdotto Urengoy-Pomary-Uzhhorod verso il territorio ucraino nei pressi di Sudzha, nell&#8217;oblast&#8217; di Kursk \u2013 un raro esempio di utilizzo di vie di accesso non convenzionali per ottenere un vantaggio di posizione. Il Cremlino ha inoltre mantenuto altrove bombardamenti missilistici e d&#8217;artiglieria a lungo raggio, sfruttando la temporaneamente ridotta consapevolezza situazionale dell&#8217;Ucraina dovuta al deterioramento del sostegno in materia di intelligence, sorveglianza e ricognizione (ISR).<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">L&#8217;episodio ha avuto profondi effetti sul campo di battaglia e sul piano strategico. Sul campo di battaglia, l&#8217;Ucraina \u00e8 stata costretta a subire perdite e attriti operativi maggiori in un momento in cui la sua capacit\u00e0 di rispondere rapidamente dipendeva fortemente dagli apporti ISR. Kyiv ha dovuto fare maggiore affidamento su fonti europee di ricognizione e immagini disomogenee, spesso carenti sia in precisione sia in rapidit\u00e0. Strategicamente, Mosca ha ottenuto una prova a basso costo: Washington poteva ripristinare i flussi di intelligence, come effettivamente ha fatto, ma la frattura stessa ha consentito alla Russia di dipingere le garanzie statunitensi come episodiche anzich\u00e9 salde. Ci\u00f2 ha rafforzato la convinzione di lunga data del Cremlino secondo cui il tempo favorisce la Russia: una pressione militare sostenuta, unita allo sfruttamento selettivo dell&#8217;ambiguit\u00e0 occidentale, finir\u00e0 per incrinare la coesione dei sostenitori dell&#8217;Ucraina.<\/p>\n\n\n\n<h5 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-march-august-2025-administrative-annexation-by-paperwork\"><em>Marzo\u2013agosto 2025: annessione amministrativa tramite burocrazia<\/em><\/h5>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La seconda fase dello sfruttamento russo dell&#8217;ambiguit\u00e0 statunitense e occidentale si \u00e8 svolta meno attraverso battaglie aperte e pi\u00f9 tramite burocrazia e amministrazione coercitiva. Mentre gli Stati Uniti enfatizzavano la condivisione degli oneri e la condizionalit\u00e0 nel proprio quadro retorico e politico, Mosca ha accelerato la sua campagna di passaporto nei territori occupati. Il 5 marzo 2025, il presidente Vladimir Putin ha affermato che le autorit\u00e0 avevano <em>praticamente completato<\/em> il rilascio di passaporti russi ai residenti nei territori di Donec&#8217;k, Luhans&#8217;k, Zapori\u017e\u017eja e Cherson. Il ministro dell&#8217;Interno Vladimir Kolokol&#8217;cev ha riferito che erano stati rilasciati in totale 3,5 milioni di passaporti.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Sempre il 20 marzo 2025, Putin ha firmato un decreto che ordinava ai cittadini ucraini in quelle quattro regioni occupate (e in Crimea) di<em> <\/em><em>regolarizzare il proprio status giuridico<\/em> entro il 10 settembre 2025, oppure di <em>andarsene di propria iniziativa<\/em>; il mancato rispetto avrebbe comportato la classificazione come stranieri da parte delle autorit\u00e0 russe. Per i residenti dei territori occupati, il processo non \u00e8 n\u00e9 neutrale n\u00e9 facoltativo. I rapporti delle organizzazioni per i diritti umani descrivono un&#8217;intensa coercizione: negazione dell&#8217;accesso all&#8217;assistenza sanitaria, alle prestazioni sociali, al lavoro o ai diritti di propriet\u00e0 per chi non possiede passaporti russi; pressione burocratica per accettare documenti russi; e minacce legali (inclusa la deportazione o la classificazione come \u00abstranieri\u00bb) per chi resiste.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Gli effetti di questo piano strisciante sono significativi. In primo luogo, la popolazione sulla quale la Russia pu\u00f2 rivendicare responsabilit\u00e0, incluso ai fini della coscrizione, si \u00e8 notevolmente ampliata: coloro che possiedono passaporti ricadono ora formalmente sotto la giurisdizione russa in molte questioni legali e amministrative. In secondo luogo, la distinzione tra occupazione e annessione viene offuscata nella vita quotidiana, non solo nella documentazione ma anche attraverso l&#8217;imposizione dei sistemi giuridici, educativi e di servizio russi. In terzo luogo, a un costo militare minimo, la Russia crea fatti compiuti sul terreno che complicano qualsiasi futuro scenario di accordo o reintegrazione. I governi occidentali, pur condannando queste mosse come violazioni del diritto internazionale e della sovranit\u00e0 dell&#8217;Ucraina, finora le hanno affrontate con dichiarazioni e sanzioni, anzich\u00e9 con adeguamenti strutturali delle politiche.<\/p>\n\n\n\n<h5 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-august-early-september-2025-signalling-against-nato-s-new-purl-channel\"><em><em>Agosto\u2013inizio settembre 2025: segnali contro il nuovo canale PURL della NATO<\/em><\/em><\/h5>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Alla fine dell&#8217;estate 2025, il dibattito transatlantico su come sostenere l&#8217;Ucraina si era concentrato attorno a un nuovo meccanismo istituzionale: la <em>Prioritised Ukraine Requirements List<\/em> (PURL). Questa iniziativa NATO-USA era concepita per rispondere alla spinta dell&#8217;amministrazione statunitense verso la condivisione degli oneri: Washington avrebbe continuato a fornire armi dalle proprie scorte, mentre gli alleati europei avrebbero stanziato i fondi. Germania, Paesi Bassi, Canada e un gruppo congiunto (Danimarca, Norvegia, Svezia) hanno ciascuno promesso circa 500 milioni di dollari nell&#8217;ambito del meccanismo PURL all&#8217;inizio di agosto.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Mosca, tuttavia, ha interpretato questi impegni non come segnali di una maggiore unit\u00e0, bens\u00ec di condizionalit\u00e0 rivestita di impegni formali. I commenti dei media statali russi hanno rapidamente fatto propria la narrazione secondo cui gli Stati Uniti stavano<em> \u00ab<\/em><em>esternalizzando<\/em><em>\u00bb <\/em>il proprio onere, trasferendo il costo (finanziario, politico, logistico) della difesa dell&#8217;Ucraina sull&#8217;Europa. Nelle valutazioni strategiche russe, la struttura del PURL ha rafforzato l&#8217;idea che il sostegno statunitense fosse subordinato alla performance e alla continuit\u00e0 degli alleati, aumentando l&#8217;incentivo di Mosca a testare quanto sarebbero stati duraturi tali contributi, sia nelle consegne sia nella volont\u00e0 politica degli alleati.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Sul piano operativo, l&#8217;interpretazione di Mosca si \u00e8 tradotta in una campagna di attacchi deliberati e calibrati contro le infrastrutture, volta non solo a degradare la capacit\u00e0 dell&#8217;Ucraina di condurre la guerra, ma anche a indebolire la determinazione ucraina e occidentale. Colpendo nodi energetici e di trasporto, il Cremlino cerca di imporre costi ricorrenti all&#8217;economia civile e alla logistica militare, producendo al contempo difficolt\u00e0 altamente visibili, con l&#8217;obiettivo di diminuire la volont\u00e0 ucraina di combattere. In effetti, l&#8217;8 settembre 2025 un attacco russo ha colpito un impianto termoelettrico nella regione di Kyiv, causando blackout locali e interruzioni del gas e tagliando la fornitura a oltre 8.000 famiglie; la maggior parte dell&#8217;elettricit\u00e0 \u00e8 stata ripristinata entro la mattina successiva. Poi, il 17 settembre 2025, droni russi hanno attaccato la regione di Kirovohrad, interrompendo la fornitura elettrica e i servizi ferroviari.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Questi attacchi perseguono diversi obiettivi strategici nel calcolo di Mosca. In primo luogo, prendendo di mira l&#8217;energia e la rete ferroviaria \u2013 vitali sia per l&#8217;economia civile sia per la logistica militare \u2013 la Russia impone oneri finanziari e operativi ricorrenti all&#8217;Ucraina, costringendo Kyiv a dirottare risorse verso riparazioni e risposta alle emergenze. In secondo luogo, le interruzioni altamente visibili provocate da questi attacchi sono intese a plasmare le percezioni oltre il campo di battaglia: blackout, ritardi nei trasporti e costi economici a cascata mirano a erodere il morale pubblico, indebolire la resilienza sociale dell&#8217;Ucraina e amplificare la stanchezza della guerra tra le opinioni pubbliche europee. In terzo luogo, l&#8217;obiettivo del Cremlino non \u00e8 solo degradare la volont\u00e0 ucraina di combattere, ma anche segnalare che, mentre l&#8217;Europa promette milioni nell&#8217;ambito del PURL, la Russia pu\u00f2 imporre continuamente costi che erodono la resilienza ucraina <em>pi\u00f9 rapidamente<\/em> di quanto tali impegni possano stabilizzare la situazione, mettendo cos\u00ec alla prova la volont\u00e0 politica occidentale e la tenuta del sostegno alleato nel tempo.<\/p>\n\n\n\n<h5 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-september-2025-probing-nato-s-airspace\"><em>Settembre 2025: sondare lo spazio aereo della NATO<\/em><\/h5>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">All&#8217;inizio di settembre 2025, parallelamente all&#8217;intensificazione degli attacchi contro la logistica e le infrastrutture critiche dell&#8217;Ucraina, la Russia ha anche aumentato la propria campagna di test della periferia esterna della NATO. La sequenza di sonde illustra come Mosca combini una perturbazione calibrata delle arterie di rifornimento dell&#8217;Ucraina con test striscianti delle difese alleate. Nel loro insieme, queste azioni mostrano come la Russia sfrutti l&#8217;ambiguit\u00e0 degli impegni statunitensi e i dibattiti sulla condivisione degli oneri tra gli alleati per erodere la coesione sia all&#8217;interno dell&#8217;Ucraina sia lungo il fronte della NATO.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il 9\u201310 settembre 2025, tra 19 e 23 droni russi sono entrati nello spazio aereo polacco, alcuni rimanendovi per ore prima di essere intercettati. Varsavia ha invocato consultazioni ai sensi dell&#8217;articolo 4 e la NATO ha fatto decollare caccia, inclusi F-35 olandesi, per ingaggiare diversi intrusi. Ci\u00f2 ha segnato il primo ingaggio cinetico di difesa aerea sopra il territorio della NATO durante la guerra, costringendo l&#8217;alleanza a impiegare munizioni di alto valore contro droni a basso costo, mentre affrontava la complessit\u00e0 operativa della difesa di ampi spazi aerei. L&#8217;incidente \u00e8 stato immediatamente portato al Consiglio di sicurezza dell&#8217;ONU, sottolineandone la risonanza globale, e la NATO ha formalmente segnalato il modello come parte di una pi\u00f9 ampia campagna di pressione russa.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Appena tre giorni dopo, il 13 settembre 2025, il Cremlino ha ripetuto la tattica contro un altro alleato di prima linea. Un drone russo \u00e8 penetrato per circa 10 chilometri nel territorio rumeno ed \u00e8 rimasto per quasi 50 minuti prima di uscirne, nonostante fossero stati fatti decollare F-16 per intercettarlo. Il lungo tempo di permanenza ha suggerito un test deliberato delle procedure di rilevamento e risposta della NATO, ma ha anche evidenziato l&#8217;ambiguit\u00e0 di tali intrusioni: il bersaglio non era n\u00e9 abbastanza decisivo da giustificare una rappresaglia, n\u00e9 abbastanza innocuo da poter essere ignorato. Ripetendo la prova cos\u00ec poco dopo la Polonia, Mosca ha cercato di normalizzare queste brevi e ambigue incursioni come una caratteristica dell&#8217;ambiente di sicurezza regionale.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il modello \u00e8 nuovamente escalato il 19 e il 21\u201322 settembre 2025, quando tre caccia MiG-31 sono entrati nello spazio aereo estone per circa 12 minuti prima di allontanarsi. A differenza dei droni, l&#8217;uso di velivoli con equipaggio ha alzato la posta politica, provocando una sessione del Consiglio NATO ma senza arrivare a costituire un incontestabile <em>casus belli<\/em>. Mosca ha negato la violazione, preservando la possibilit\u00e0 di negarla e aumentando al contempo l&#8217;ansia degli alleati. Scegliendo l&#8217;Estonia \u2013 il fianco nord-orientale della NATO \u2013 la Russia ha inviato un segnale esplicito: persino sfide aeree dirette potevano essere calibrate per alzare la tensione politica senza innescare un&#8217;escalation militare.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Questi casi di alto profilo si inserivano sullo sfondo persistente di intercettazioni quasi quotidiane di velivoli russi da intelligence, come gli IL-20, sopra il Mar Baltico. Pur essendo tecnicamente legali quando effettuate nello spazio aereo internazionale, tali sortite richiedono risposte costanti della NATO, mantenendo alto il ritmo operativo e dirottando risorse alleate dall&#8217;Ucraina. Per Mosca, il ritmo costante delle sonde aeree serve come strumento a basso costo per <em>\u00abmantenere l&#8217;acqua a sobbollire\u00bb<\/em> \u2013 normalizzando gradualmente il rischio, abituando gli alleati a una tensione elevata e costringendo la NATO a consumare tempo e risorse nella sorveglianza aerea.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">L&#8217;effetto strategico di questa campagna di settembre \u00e8 stato cumulativo. Combinando droni, permanenze prolungate, incursioni di caccia con equipaggio e voli ISR costanti, la Russia ha dimostrato di poter aumentare i costi per l&#8217;alleanza e metterne alla prova la coesione senza oltrepassare linee rosse. Ogni mossa era reversibile e negabile, ma insieme hanno eroso la prevedibilit\u00e0 dell&#8217;ambiente di sicurezza della NATO. Per Mosca, queste azioni riguardavano meno l&#8217;effetto militare che lo sfruttamento dell&#8217;ambiguit\u00e0 strategica negli impegni statunitensi e l&#8217;ampliamento del divario tra le garanzie condizionali di Washington e la disomogenea capacit\u00e0 europea di rispondere.<\/p>\n\n\n\n<h5 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-what-s-next-spiral-of-escalation-without-end\"><em>Cosa succeder\u00e0: spirale di escalation senza fine<\/em><\/h5>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Nonostante i periodici appelli dei governi occidentali a una tregua o le previsioni di una possibile fine della guerra, la Russia non mostra segni di prepararsi alla pace. Al contrario, gli indicatori sia politici sia militari suggeriscono che il Cremlino si stia preparando a un lungo confronto. Sul piano politico, le recenti dimissioni di Dmitry Kozak \u2013 un tempo considerato sostenitore di approcci ibridi e di un accomodamento limitato \u2013 insieme allo smantellamento del suo Ufficio per la cooperazione transfrontaliera, segnalano il trionfo della cosiddetta <em>\u00abfazione della guerra\u00bb <\/em>attorno a Sergei Kirienko. La rilevanza di figure come il generale Andrei Mordvichev, che ha accompagnato il presidente Putin alle esercitazioni Zapad-2025 ed \u00e8 noto per le brutali tattiche di <em>\u00abassalto di carne\u00bb<\/em>, sottolinea ulteriormente il consolidamento dei falchi nella cerchia ristretta di Putin. Questi cambiamenti non indicano negoziati, bens\u00ec l&#8217;istituzionalizzazione della guerra senza fine quale postura predefinita del Cremlino.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Sul campo di battaglia, le azioni della Russia rafforzano questa conclusione. Le due <em>\u00abtregue\u00bb<\/em> annunciate nel 2025 \u2013 per Pasqua e maggio \u2013 erano stratagemmi tattici, sfruttati per riorganizzarsi e ridispiegarsi anzich\u00e9 autentiche pause delle ostilit\u00e0. Gli attuali ridispiegamenti, come il trasferimento di unit\u00e0 d&#8217;\u00e9lite della fanteria navale e aviotrasportate dalla direttrice di Sumy per rafforzare il fronte di Pokrovsk, riflettono la preparazione di Mosca a un&#8217;attivit\u00e0 offensiva sostenuta nella campagna autunno-inverno e oltre, nel 2026. Il rafforzamento delle direttrici settentrionale e di Kupyansk mostra che la Russia sta gi\u00e0 allineando le forze per la prossima fase di logoramento, con pochi segnali di de-escalation operativa. Persino l&#8217;incursione di droni nello spazio aereo polacco di settembre, senza precedenti per portata e durata, dimostra che Mosca preferisce mettere alla prova le soglie della NATO piuttosto che creare le condizioni per i colloqui.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Nel loro insieme, questi indicatori politici e militari confermano che la strategia russa non \u00e8 orientata verso un cessate il fuoco o negoziati di pace, bens\u00ec verso la gestione di una<em> guerra di logoramento prolungata<\/em>. L&#8217;escalation \u2013 sia attraverso l&#8217;integrazione burocratica dei territori occupati, attacchi calibrati alle infrastrutture ucraine o incursioni esplorative nello spazio aereo della NATO \u2013 \u00e8 al contempo il metodo e il messaggio. L&#8217;obiettivo di Mosca \u00e8 consolidare il controllo territoriale, erodere l&#8217;unit\u00e0 occidentale e normalizzare un clima di confronto permanente. In questo senso, ci\u00f2 che ci attende non \u00e8 un percorso verso la pace, ma una <em>Spirale di escalation senza fine<\/em>, che mette in discussione non solo la sopravvivenza nazionale dell&#8217;Ucraina, ma anche la credibilit\u00e0 delle istituzioni internazionali e la tenuta dello stesso ordine di sicurezza post-Guerra fredda.<\/p>\n\n\n\n<h4 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-calibrated-amp-creeping-escalation\"><strong>Escalation calibrata e strisciante<\/strong><\/h4>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La condotta russa della guerra contro l&#8217;Ucraina va compresa non come una campagna statica, ma come una strategia dinamica di adattamento incrementale. Due concetti sovrapposti descrivono l&#8217;approccio del Cremlino: <em>\u00abescalation calibrata\u00bb<\/em> ed <em>\u00abescalation strisciante\u00bb.<\/em> Entrambi servono ad ampliare la libert\u00e0 d&#8217;azione di Mosca, minare la deterrenza e mettere alla prova i limiti della determinazione occidentale.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-table\"><table class=\"has-fixed-layout\"><tbody><tr><td><strong>Escalation calibrata<\/strong><\/td><td><strong>Escalation strisciante<\/strong><\/td><\/tr><tr><td>Una strategia di <strong>azioni controllate, visibili e reversibili<\/strong> progettata per imporre costi e inviare segnali senza oltrepassare soglie che innescherebbero una ritorsione schiacciante. La sua essenza risiede nella <em>segnalazione, coercizione<\/em> e <em>pressione psicologica<\/em>.<\/td><td>Una strategia di <strong>azioni incrementali, ambigue e cumulative<\/strong> progettata per normalizzare gradualmente nuove realt\u00e0 e accrescere la tolleranza al rischio. La sua essenza risiede nella <em>normalizzazione, assuefazione<\/em> e <em>graduale fatto compiuto<\/em>.<\/td><\/tr><tr><td><strong>Attacchi alle infrastrutture energetiche<\/strong> <br>Visibili: gli attacchi sono abbastanza grandi da essere notati. <br>Controllati: gli obiettivi sono scelti per perturbare gravemente \u2013 non distruggere \u2013 la rete. <br>Reversibili: i danni possono spesso essere riparati entro giorni o settimane. <br><br><strong><em>-&gt; Dimostrano capacit\u00e0 e determinazione, mantenendo al contempo la possibilit\u00e0 di fermare ulteriori attacchi e consentire il ripristino.<\/em><\/strong> <strong><em>&nbsp;<\/em><\/strong> &nbsp;<\/td><td><strong>Sconfinamenti di droni\/aerei a reazione nello spazio aereo NATO<\/strong> <br>Incrementali: incursioni frequenti ma limitate diventano \u00abdi routine\u00bb. <br>Ambigui: ogni incidente pu\u00f2 essere negato come errore di navigazione o incidente. <br>Cumulativi: normalizzano un livello di rischio pi\u00f9 elevato per la difesa aerea della NATO. <br><br><strong><em>-&gt; Invece di uno scontro eclatante, ripetute piccole incursioni mettono alla prova i confini della NATO, creando divisioni tra gli alleati e minando la fiducia.<\/em><\/strong><\/td><\/tr><tr><td><strong>Esercitazioni militari vicino ai confini NATO<\/strong> <br>Visibili: i movimenti di truppe e attrezzature sono altamente visibili e pubblici. <br>Controllati: possono essere ritirati o ridispiegati rapidamente se \u00e8 stato conseguito il segnale deterrente o coercitivo previsto. <br>Reversibili: gli alleati devono rispondere con misure di prontezza, ma nessun territorio viene conquistato e l&#8217;escalation pu\u00f2 essere invertita. <br><strong><em>-&gt; Aumenta la tensione, mette alla prova le risposte alleate e comunica il rischio, ma resta temporanea e reversibile.<\/em><\/strong> <strong>&nbsp;<\/strong> <strong>&nbsp;<\/strong><\/td><td><strong>Integrazione graduale dei territori occupati<\/strong> <br>Incrementale: imposizione del rublo, introduzione dei programmi scolastici nelle scuole, svolgimento di elezioni locali, rilascio di passaporti russi. <br>Ambigua: ogni passo appare \u00abamministrativo\u00bb. <br>Cumulativa: insieme, istituzionalizzano le strutture di governo russe. <br><br><strong><em>-&gt; Nessuna singola mossa decisiva, ma una costante normalizzazione dell&#8217;autorit\u00e0 russa nel tempo.<\/em><\/strong> <strong><em>&nbsp;<\/em><\/strong> <strong>&nbsp;<\/strong><\/td><\/tr><tr><td><strong>Gestione del canale negoziale<\/strong> <br>Visibile: Mosca dichiara una \u00absospensione\u00bb dei colloqui o si ritira dal dialogo mentre mantiene simultaneamente gli attacchi, usando la sospensione della diplomazia come segnale coercitivo. <br>Controllata: il Cremlino mantiene canali secondari minimi e pu\u00f2 in qualsiasi momento annunciare la disponibilit\u00e0 a riprendere il dialogo, preservando la propria flessibilit\u00e0 <br>Reversibile: la Russia pu\u00f2 rientrare nei negoziati o uscirne a piacimento, presentando tali mosse come concessioni o ritorsioni a seconda delle proprie esigenze tattiche. <br><strong><em>-&gt; Guadagna tempo, ottiene una copertura diplomatica e mette alla prova l&#8217;unit\u00e0 occidentale, mentre in realt\u00e0 non ha alcun interesse reale in colloqui di pace sostanziali, ma solo nel plasmare le percezioni e mantenere la leva.<\/em><\/strong> <strong>&nbsp;<\/strong> <strong>&nbsp;<\/strong><\/td><td><strong>Espansione graduale delle intrusioni informatiche<\/strong> <br><br>Incrementale: operazioni informatiche continue a bassa intensit\u00e0 contro le infrastrutture occidentali. <br>Ambigua: attribuite in modo ambiguo, spesso mascherate da incidenti criminali o tecnici. <br>Cumulativa: nel tempo, gli attori occidentali si adattano all&#8217;interferenza persistente come alla \u00abnuova normalit\u00e0\u00bb. <br><br><strong><em>-&gt; Nessun singolo attacco giustifica una ritorsione completa, ma il ritmo costante abitua alla perdurante pressione russa nel dominio informatico.<\/em><\/strong> <strong><em>&nbsp;<\/em><\/strong> <strong>&nbsp;<\/strong><\/td><\/tr><tr><td><strong>Sospensione temporanea degli obblighi di controllo degli armamenti<\/strong> <br>Visibile: annuncio pubblico che la Russia sta sospendendo le ispezioni o la condivisione di informazioni (ad es., New START). <br>Controllata: la sospensione riguarda alcune disposizioni mentre altre restano in vigore. <br>Reversibile: la conformit\u00e0 pu\u00f2 essere rapidamente ripristinata se i negoziati cambiano. <br><br><strong><em>-&gt; Aumenta la pressione strategica minando la trasparenza, ma lascia spazio al ripristino, mostrando un intento coercitivo senza un punto di non ritorno.<\/em><\/strong><\/td><td><strong>Gestione del canale negoziale<\/strong> <br>Incrementale: istituzione di nuove basi, siti radar o rotte di pattugliamento, uno alla volta.<br>Ambigua: ogni mossa \u00e8 presentata come \u00abdifesa di routine\u00bb o \u00abmodernizzazione delle infrastrutture\u00bb.<br>Cumulativa: nel corso degli anni, la Russia ottiene il controllo de facto di zone chiave dell&#8217;Artico senza un singolo scontro eclatante.<br><br><strong><em>-> Passi individualmente poco costosi normalizzano gradualmente un&#8217;accresciuta presenza militare russa e rivendicazioni strategiche.\u00a0<\/em><\/strong><\/td><\/tr><\/tbody><\/table><\/figure>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Scala dell&#8217;escalation vs escalation calibrata e strisciante<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La <strong><em>scala dell&#8217;escalation<\/em><\/strong>, originariamente concettualizzata da Herman Kahn e successivamente adattata nei dibattiti della NATO e russi, \u00e8 un modello <strong>gerarchico, basato su fasi, strutturato e lineare<\/strong> che mappa la progressione dalla pressione diplomatica allo scambio nucleare totale. Ogni gradino indica un livello qualitativamente pi\u00f9 elevato di violenza e rischio, rendendo la scala un modello ampio e formale particolarmente adatto a cogliere l&#8217;intero spettro della potenziale escalation, soprattutto alle soglie nucleari.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Al contrario, la distinzione tra <em>escalation calibrata e strisciante<\/em> descrive modalit\u00e0 d&#8217;azione piuttosto che gradini.<\/p>\n\n\n\n<ul class=\"wp-block-list\">\n<li>L&#8217;<strong><em>escalation calibrata<\/em><\/strong> riflette l&#8217;uso selettivo di gradini pi\u00f9 alti in modo visibile ma reversibile, volto a inviare segnali e imporre costi senza procedere irreversibilmente verso l&#8217;alto. <strong>Formula (semplificata): <\/strong><em>azioni brevi, controllate, reversibili \u2192 segnalazione, coercizione, pressione psicologica.<\/em><\/li>\n\n\n\n<li>L&#8217;<strong><em>escalation strisciante<\/em><\/strong> riflette l&#8217;occupazione incrementale dei gradini inferiori e intermedi attraverso passi ambigui e negabili che si accumulano nel tempo, normalizzando di fatto nuove realt\u00e0 senza un salto eclatante. <strong>Formula (semplificata): <\/strong><em>mosse a lungo termine, incrementali, negabili \u2192 normalizzazione, assuefazione, graduale fatto compiuto.<\/em><\/li>\n<\/ul>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Sul piano analitico, la <strong><em>scala dell&#8217;escalation<\/em><\/strong> fornisce la mappa strutturale, mentre l&#8217;<strong><em>escalation calibrata vs. strisciante<\/em><\/strong> offre una comprensione comportamentale di come la Russia si muove all&#8217;interno e tra i gradini. Per valutare la strategia quotidiana della Russia in Ucraina e nei confronti della NATO, la distinzione calibrata\/strisciante \u00e8 spesso pi\u00f9 precisa, poich\u00e9 spiega non solo dove Mosca opera sulla scala, ma anche come avanza \u2013 talvolta attraverso attacchi dimostrativi e controllati, altre volte attraverso tattiche graduali a fette di salame.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>Per l&#8217;Ucraina e i suoi partner, la sfida centrale consiste nel riconoscere queste tattiche come parte di una dottrina coerente anzich\u00e9 come provocazioni disparate. L&#8217;escalation calibrata non deve essere liquidata come \u00abmera segnalazione\u00bb, e l&#8217;escalation strisciante non dovrebbe essere tollerata come un inevitabile sottoprodotto della guerra. \u00c8 invece necessaria una strategia di resilienza preventiva e deterrenza proattiva: rafforzare la difesa civile contro gli attacchi alle infrastrutture, potenziare la capacit\u00e0 europea di contrasto al sabotaggio e di difesa aerea, e integrare la sicurezza ucraina nel pi\u00f9 ampio quadro di pianificazione occidentale.<\/em><\/p>\n\n\n\n<h4 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-china-s-silent-gains\"><strong>I silenziosi guadagni della Cina<\/strong><br><\/h4>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Durante gli anni di Biden, Pechino ha coltivato l&#8217;immagine di un <em>mediatore neutrale<\/em>. Nel febbraio 2023 ha pubblicato il suo <em>piano di pace in 12 punti<\/em>, che invocava il dialogo, l&#8217;integrit\u00e0 territoriale e la fine della mentalit\u00e0 da Guerra fredda, evitando accuratamente di criticare l&#8217;invasione russa. Le dichiarazioni ufficiali accusavano spesso la NATO e gli Stati Uniti di <em>alimentare le fiamme<\/em> del conflitto, ma la Cina ha evitato di avallare esplicitamente l&#8217;aggressione di Mosca.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Dopo il ritorno di Trump alla presidenza, la retorica cinese si \u00e8 inasprita. I media cinesi accusano gli Stati Uniti di esercitare coercizione unilaterale contro i propri alleati, facendo pressione affinch\u00e9 impongano sanzioni pi\u00f9 dure contro la Russia e interrompano gli acquisti di petrolio e gas russi. Pechino ha inoltre promosso con maggiore assertivit\u00e0 la propria narrativa di un <em>mondo multipolare ordinato<\/em>, spesso allineando il proprio messaggio alla denuncia russa dell&#8217;<em>egemonia occidentale<\/em>. Pur continuando a invocare colloqui di pace, il tono di Pechino \u00e8 passato dalla mediazione alla critica della disunione occidentale, capitalizzando le tensioni tra Stati Uniti ed Europa sotto Trump. Ciononostante, Pechino sembra essere tra coloro che traggono grandi benefici dalla guerra \u2013 strategicamente, economicamente e politicamente \u2013 perseguendo la propria agenda sotto la proclamata <em>neutralit\u00e0<\/em>.<\/p>\n\n\n\n<h4 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-drawing-lessons-from-the-war\"><strong>Trarre insegnamenti dalla guerra<\/strong><\/h4>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><br>Per la Cina, uno dei pi\u00f9 significativi guadagni strategici derivanti dall&#8217;invasione russa dell&#8217;Ucraina \u00e8 stata l&#8217;opportunit\u00e0 di studiare in tempo reale le dinamiche del moderno campo di battaglia. I ricercatori dell&#8217;Esercito Popolare di Liberazione (PLA) hanno analizzato attentamente le prestazioni dei sistemi d&#8217;arma e delle tecnologie statunitensi, nonch\u00e9 le innovazioni sviluppate congiuntamente dall&#8217;Ucraina e dai suoi partner occidentali. In effetti, Pechino potrebbe persino tentare di replicare capacit\u00e0 che si sono rivelate decisive nella guerra, come l&#8217;uso di Starlink per comunicazioni sicure e il coordinamento sul campo di battaglia.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Forse l&#8217;insegnamento pi\u00f9 rilevante per gli strateghi cinesi riguarda i limiti della base industriale della difesa statunitense. Le valutazioni del PLA evidenziano sempre pi\u00f9 che Washington non pu\u00f2 facilmente sostenere un conflitto prolungato ad alta intensit\u00e0 agli attuali livelli di produzione, scorte ed efficienza dei costi. Sebbene gli Stati Uniti mantengano un chiaro vantaggio tecnologico sulla Russia, la loro capacit\u00e0 di conservarlo si indebolisce in una guerra di logoramento \u2013 proprio il tipo di conflitto in cui si \u00e8 trasformata l&#8217;Ucraina.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Pechino osserva con altrettanta attenzione anche la dimensione politica della guerra. Gli analisti cinesi studiano come le alleanze statunitensi abbiano risposto all&#8217;aggressione russa, valutando se i governi occidentali agiscano in modo preventivo o reattivo e quanto duratura resti la loro unit\u00e0 sotto pressione. Al contempo, la Cina ha tratto insegnamenti dall&#8217;esperienza russa sul campo di battaglia, assimilando sia gli errori tattici di Mosca sia gli adattamenti che le hanno consentito di resistere.<\/p>\n\n\n\n<h4 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-china-s-stake-in-the-war-continuation\"><strong>L&#8217;interesse della Cina nella prosecuzione della guerra<\/strong><\/h4>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La Cina ha scarso incentivo a promuovere una rapida fine della guerra russo-ucraina, perch\u00e9 il conflitto produce dividendi strategici, economici e geopolitici per Pechino. Nel 2024, il commercio sino-russo \u00e8 salito a un livello record di circa 237 miliardi di dollari. Anche con il rallentamento della crescita, il volume sottolinea quanto la Cina sia diventata essenziale per Mosca. La relazione commerciale \u00e8 fortemente asimmetrica: la Russia dipende dalla Cina per un mercato di esportazione chiave e per la fornitura di beni industriali; la Cina beneficia di energia a prezzi scontati e di legami economici pi\u00f9 profondi.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Al di l\u00e0 del volume degli scambi, Pechino ha svolto un ruolo fondamentale nel rendere possibile lo sforzo bellico russo. Le esportazioni cinesi di microelettronica, ottica, componenti per droni, macchine utensili e altri beni a duplice uso continuano ad affluire in Russia, agevolando la base industriale della difesa di Mosca sottoposta a sanzioni. Solo all&#8217;inizio del 2025, la Cina ha aumentato le esportazioni di ottiche per UAV, parti per riflettori aerei\/radar, circuiti stampati e componenti per motori. Secondo le accuse, aziende cinesi hanno inoltre fornito polvere da sparo, sostanze chimiche speciali, attrezzature di lavorazione e componenti per la difesa ad almeno 20 impianti russi di produzione militare, spesso attraverso societ\u00e0 di comodo per mascherare la transazione. Ci\u00f2 colloca evidentemente <em>la Cina nel ruolo di facilitatrice della macchina bellica russa<\/em>.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Dal punto di vista della Cina, una Russia crollata, frammentata o attraversata da gravi turbolenze interne comporterebbe rischi seri. L&#8217;instabilit\u00e0 lungo il confine di 4.200 chilometri, i flussi di rifugiati o un regime imprevedibile a Mosca sarebbero costosi. \u00c8 quindi nell&#8217;interesse della Cina consentire alla Russia di rimanere indebolita, ma abbastanza stabile da essere un partner o un cuscinetto affidabile. L&#8217;approccio di Pechino alla Russia \u00e8 <em>difensivo<\/em> sotto questo profilo: impedire la sconfitta o il collasso di Mosca contribuisce a preservare un cuscinetto geopolitico prevedibile e garantisce la continuit\u00e0 dell&#8217;accesso a energia e risorse. Inoltre, perdere la Russia come contrappeso in Eurasia lascerebbe la Cina pi\u00f9 esposta in senso geostrategico. Lasciando che il conflitto si protragga, la Cina trae indirettamente beneficio dalle frizioni e dalle fratture geopolitiche che pu\u00f2 sfruttare: tensioni nelle relazioni tra Stati Uniti ed Europa, pressione sui bilanci della difesa occidentali e messa in discussione della coesione delle alleanze.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Infine, pi\u00f9 a lungo dura il conflitto, maggiore \u00e8 la leva che la Cina accumula <em>nei confronti<\/em> di Mosca e, potenzialmente, dell&#8217;Occidente. Poich\u00e9 la Russia dipende dalla Cina per il sostentamento economico, gli input militari e l&#8217;accesso agli scambi sotto le sanzioni, Pechino dispone di carte negoziali. Al di l\u00e0 di questa leva, Cina e Russia condividono interessi convergenti attraverso la Belt and Road Initiative (BRI), che ha ancorato la cooperazione nelle infrastrutture, nel commercio e nell&#8217;energia. Progetti quali il Corridoio economico Cina-Mongolia-Russia, il Nuovo ponte terrestre eurasiatico e infrastrutture transfrontaliere come il ponte Heihe-Blagoveshchensk legano pi\u00f9 profondamente la Russia all&#8217;agenda cinese della connettivit\u00e0, mentre le discussioni congiunte sull&#8217;allineamento della BRI con l&#8217;Unione economica eurasiatica mirano ad armonizzare le regole commerciali e la logistica in tutta l&#8217;Eurasia. Per Pechino, questi progetti assicurano un accesso affidabile all&#8217;energia, alle materie prime e a rotte pi\u00f9 rapide verso l&#8217;Europa; per Mosca, offrono opportunit\u00e0 di investimento e transito nel contesto delle sanzioni occidentali. Tuttavia, l&#8217;asimmetria \u00e8 evidente: la Russia rischia sempre pi\u00f9 di diventare <em>un partner minore<\/em> e un hub di transito nella grande strategia cinese, il che non fa che accrescere la capacit\u00e0 di Pechino di esigere concessioni politiche, economiche o di sicurezza in qualsiasi futuro accordo del dopoguerra.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Allo stesso tempo, la Russia ha scarso interesse a essere percepita come un partner minore, poich\u00e9 viene ridotta a fornitrice di materie prime e corridoio di transito per il commercio cinese. Queste dinamiche rappresentano punti di attrito nella relazione che possono essere sfruttati strategicamente: sebbene una rottura completa tra Mosca e Pechino sia improbabile, si possono aumentare i costi della cooperazione, per esempio attraverso sanzioni secondarie e dazi che inciderebbero significativamente sulle aziende cinesi che commerciano con la Russia. Tali misure potrebbero attenuare la propensione di Pechino ad approfondire i legami economici, indebolendo cos\u00ec la struttura di incentivi alla base del partenariato.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>La percezione di Kyiv del ruolo di Pechino<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Kyiv ha oscillato tra cautela e scetticismo nei confronti di Pechino. Sotto Biden, l&#8217;Ucraina ha accolto la visita nel 2023 dell&#8217;inviato cinese Li Hui, ma i funzionari ucraini hanno costantemente espresso dubbi sulla neutralit\u00e0 della Cina, rilevando il suo rifiuto di condannare l&#8217;aggressione russa. Il presidente Zelenskyy ha segnalato apertura al coinvolgimento cinese negli sforzi di pace, sebbene solo come complemento al sostegno occidentale.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il secondo mandato di Trump ha allontanato ulteriormente Kyiv da Pechino. Nell&#8217;aprile 2025, l&#8217;Ucraina ha imposto sanzioni a diverse aziende cinesi per aver fornito alla Russia tecnologie legate ai missili. L&#8217;Ucraina considera sempre pi\u00f9 la Cina troppo strettamente allineata con Mosca per poter svolgere un ruolo costruttivo. Ciononostante, la Cina ha continuato a proporsi come potenziale mediatrice nella guerra. Per tutto il 2025, Pechino ha promosso proposte di cessate il fuoco sotto l&#8217;egida della sua Global Security Initiative, mentre l&#8217;inviato Li Hui ha mantenuto contatti a Kyiv e Mosca. Tuttavia, i funzionari ucraini guardano a questi sforzi di pace con profondo scetticismo, osservando che la Cina evita di fare pressione sulla Russia affinch\u00e9 ritiri le sue truppe e inquadra i negoziati in modo da congelare il conflitto a condizioni sfavorevoli. Inoltre, il coinvolgimento attivo della Cina negli sforzi di pace rischia di emarginare gli Stati Uniti e l&#8217;Europa, rafforzando la posizione della Russia e consolidando la narrativa secondo cui l&#8217;Occidente porta la responsabilit\u00e0 del conflitto.&nbsp;&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Nonostante le persistenti tensioni geopolitiche, l&#8217;Ucraina \u00e8 rimasta fortemente dipendente dai componenti cinesi per la produzione di droni. Il Paese ha fatto affidamento in particolare su DJI, un&#8217;azienda cinese sostenuta dallo Stato e uno dei principali fornitori mondiali di componenti per droni. In modo incoraggiante per l&#8217;Ucraina, tuttavia, questa dipendenza sta iniziando a cambiare. Tra gli elementi pi\u00f9 critici che non possono ancora essere prodotti internamente figurano fibra ottica, trasmettitori, batterie e motori elettrici. All&#8217;inizio di quest&#8217;anno, il presidente Zelenskyy ha annunciato che la Cina aveva limitato le esportazioni di droni verso l&#8217;Ucraina, continuando al contempo le consegne alla Russia, dove i componenti cinesi rappresentano fino all&#8217;80% della fornitura.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Questa situazione ha accelerato l&#8217;impegno dell&#8217;Ucraina a sviluppare capacit\u00e0 nazionali. Considerato il potenziale di esportazione di droni fabbricati in Ucraina verso i mercati europei, i produttori locali si concentrano sempre pi\u00f9 sulla creazione di una produzione indipendente di componenti chiave. Per esempio, nel luglio 2024 Vyriy Drone ha annunciato la produzione riuscita del primo lotto di 1.000 droni FPV assemblati interamente con componenti fabbricati in Ucraina. Analogamente, altre aziende come Wild Hornets e Odd Systems stanno sviluppando componenti prodotti internamente che non solo sono pi\u00f9 economici, ma anche meglio adatti alle esigenze specifiche del settore della difesa ucraino.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Riducendo la dipendenza dalle catene di approvvigionamento cinesi, l&#8217;Ucraina rafforza la propria resilienza difensiva e getta le basi per una pi\u00f9 stretta integrazione nell&#8217;industria europea della difesa. Nel lungo periodo, l&#8217;emergere di un solido ecosistema nazionale per la produzione di droni posiziona l&#8217;Ucraina non solo come consumatrice, ma anche come potenziale esportatrice di tecnologia di difesa all&#8217;avanguardia, approfondendo il suo ruolo di partner strategico nella comunit\u00e0 di sicurezza euro-atlantica.<\/p>\n\n\n\n<h4 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-ukraine-from-hopes-of-victory-to-national-survival\"><strong>Ucraina: dalle speranze di vittoria alla sopravvivenza nazionale<\/strong><\/h4>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Nel primo anno dell&#8217;invasione russa su vasta scala, la narrazione ucraina della guerra era dominata dalla prospettiva della vittoria. Dopo aver fermato l&#8217;assalto russo a Kyiv e aver riconquistato Kharkiv e Kherson alla fine del 2022, i leader occidentali e ucraini parlavano apertamente di respingere ulteriormente le forze russe e ripristinare la piena integrit\u00e0 territoriale. Il discorso mediatico e politico nel 2022\u20132023 ha spesso presentato la resilienza ucraina come prova che la sconfitta di Mosca fosse plausibile con un sostegno occidentale continuativo. L&#8217;assistenza militare occidentale rifletteva questo ottimismo: sistemi avanzati quali l&#8217;artiglieria missilistica HIMARS, i carri armati Leopard e, infine, i caccia F-16 furono consegnati nell&#8217;aspettativa che l&#8217;Ucraina potesse trasformare i vantaggi qualitativi in rapidi guadagni sul campo di battaglia.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Nel 2023\u20132024, tuttavia, questa narrazione della <em>vittoria<\/em> ha lasciato il posto alla realt\u00e0 di una <em>guerra di logoramento prolungata<\/em>. La tanto attesa controffensiva ucraina dell&#8217;estate 2023 non ha prodotto i risultati attesi, mentre la Russia si \u00e8 trincerata in linee difensive, ha intensificato la mobilitazione e ha adattato la propria economia per sostenere combattimenti prolungati. Analisti e funzionari hanno iniziato ad avvertire della <em>stanchezza per la guerra<\/em> nelle capitali occidentali, poich\u00e9 le carenze di munizioni e i ritardi nelle consegne di aiuti indebolivano il ritmo operativo. I pacchetti di sostegno si sono spostati dalle piattaforme di prestigio verso esigenze pi\u00f9 fondamentali, quali proiettili d&#8217;artiglieria, intercettori di difesa aerea e capacit\u00e0 di riparazione per equipaggiamenti logorati nelle estenuanti battaglie posizionali. Tale transizione pu\u00f2 essere spiegata dalla natura prolungata della guerra e dalla necessit\u00e0 di sostenere l&#8217;efficacia di combattimento in un contesto operativo estenuante.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Entro il 2025, con l&#8217;arrivo dell&#8217;amministrazione Trump e la crescente incertezza sugli impegni degli Stati Uniti, il discorso politico e strategico dell&#8217;Ucraina si \u00e8 spostato decisamente verso la sopravvivenza nazionale. Il presidente Volodymyr Zelensky e ministri chiave hanno sottolineato che il compito centrale non era l&#8217;immediata liberazione di tutto il territorio, bens\u00ec garantire la continuazione dell&#8217;esistenza dell&#8217;Ucraina come Stato sovrano e funzionante. Ci\u00f2 richiedeva di sostenere lo sforzo bellico su pi\u00f9 dimensioni: una base difensiva e industriale capace di produrre almeno il 60% del fabbisogno ucraino di equipaggiamenti entro la fine del 2025, un sistema energetico resiliente agli attacchi russi, un&#8217;economia in grado di finanziare una spesa per la difesa a livelli record e una strategia diplomatica volta a mantenere l&#8217;impegno dei partner internazionali nonostante le difficolt\u00e0 politiche. In questa nuova narrazione, la vittoria \u00e8 ridefinita non come una rapida svolta sul campo di battaglia, ma come la capacit\u00e0 di resistere, garantendo la sopravvivenza nazionale a lungo termine. Ci\u00f2 non dovrebbe essere considerato uno stallo, bens\u00ec un approccio strategico, poich\u00e9 l&#8217;obiettivo dell&#8217;Ucraina passa a imporre costi sufficienti alla Russia finch\u00e9 l&#8217;aggressione continuata non diventi chiaramente futile. Quel momento di consapevolezza, in cui Mosca conclude che ulteriori combattimenti non producono alcun ritorno strategico, pu\u00f2 essere raggiunto prima se l&#8217;Ucraina riceve la giusta combinazione di capacit\u00e0. In pratica, ci\u00f2 significa dare priorit\u00e0 agli elementi di sostegno (munizioni d&#8217;artiglieria, intercettori di difesa aerea, pezzi di ricambio e capacit\u00e0 di riparazione, logistica e produzione di munizioni) rispetto alle piattaforme di prestigio, affinch\u00e9 le forze ucraine possano sostenere il combattimento a un ritmo e a un costo che erodano costantemente la volont\u00e0 della Russia.<\/p>\n\n\n\n<h4 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-defense-amp-industrial-base\"><strong>Base difensiva e industriale<\/strong><\/h4>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">L&#8217;approccio dell&#8217;amministrazione Trump all&#8217;inizio del 2025 ha introdotto uno shock in due fasi: diversi congelamenti dell&#8217;assistenza estera, seguiti da un rinnovato impegno pi\u00f9 condizionale e transazionale che enfatizza l&#8217;autorit\u00e0 presidenziale statunitense (prelievi dalle scorte, garanzie di sicurezza, pacchetti negoziati) anzich\u00e9 gli stanziamenti costanti del Congresso e le linee di approvvigionamento chiare e prevedibili che caratterizzavano la precedente politica degli Stati Uniti. Questo cambiamento ha accelerato il passaggio europeo da \u00abinviare armi\u00bb a \u00abcomprare e co-produrre armi\u00bb e ha spinto Kyiv a dare priorit\u00e0 all&#8217;autosufficienza industriale, all&#8217;accumulo di munizioni e alla capacit\u00e0 di difesa aerea. Il risultato \u00e8 un contesto operativo a breve termine pi\u00f9 incerto per l&#8217;Ucraina a causa delle interruzioni delle forniture, ma anche un beneficio strutturale parziale: una mobilitazione industriale europea pi\u00f9 rapida e un impulso alla produzione di difesa dell&#8217;Ucraina stessa.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Come risultato degli sviluppi sul campo di battaglia durati pi\u00f9 di tre anni, della rapida adozione di nuove tattiche e tecnologie e della natura fluttuante del sostegno occidentale, la base industriale della difesa ucraina ha subito una profonda trasformazione. \u00c8 passata da una struttura in gran parte ereditata dall&#8217;Unione Sovietica a un polo di innovazione bellica che d\u00e0 priorit\u00e0 all&#8217;adattabilit\u00e0, alla produzione decentralizzata e all&#8217;integrazione con le catene di approvvigionamento europee. Con stanziamenti per il bilancio della difesa pari a circa il 26% del PIL dell&#8217;Ucraina, la base industriale della difesa del Paese ha mobilitato un ampio spettro di risorse, a partire da finanziamenti e appalti esteri, passando per joint venture con aziende occidentali, fino alla proattivit\u00e0 della societ\u00e0 civile, al fine di espandere la produzione interna e coprire il maggior numero possibile delle esigenze di difesa del Paese. Ci\u00f2 comprende sistemi aerei senza pilota, carri armati, veicoli da combattimento della fanteria, veicoli corazzati per il trasporto del personale, munizioni, missili da crociera e apparecchiature per le comunicazioni. Secondo il presidente Zelenskyy, a settembre 2025, <em>\u00abL&#8217;Ucraina \u00e8 arrivata al punto in cui quasi il 60% delle armi che possediamo, delle armi nelle mani dei nostri soldati, \u00e8 fabbricato in Ucraina\u00bb.&nbsp;<\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">L&#8217;Ucraina ha intensificato drasticamente la propria industria dei droni, trasformando i sistemi aerei senza pilota (UAS) e i droni con visuale in prima persona (FPV) in uno degli strumenti pi\u00f9 importanti della guerra asimmetrica sui suoi campi di battaglia. Nata dalla necessit\u00e0, l&#8217;industria ucraina dei droni \u00e8 diventata un pilastro centrale della risposta industriale in tempo di guerra: sistemi aerei senza pilota (UAS) e droni FPV <em>\u201c<\/em><em>kamikaze<\/em><em>\u201d<\/em> economici e rapidamente producibili offrono un elevato rapporto costo-uccisione, adatto a un conflitto prolungato di logoramento. La produzione \u00e8 aumentata vertiginosamente: i media ucraini e gli osservatori del settore indicano ora una produzione mensile di oltre 200.000 droni, mentre Kyiv ha fissato piani di approvvigionamento per circa 4,5 milioni di droni FPV nel solo 2025, sostenuti da un bilancio di approvvigionamento di vari miliardi di dollari.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">L&#8217;Ucraina ha inoltre avviato un approccio strategico istituendo linee di produzione di armamenti all&#8217;estero. Questa misura consente di fabbricare equipaggiamenti militari progettati in Ucraina nei Paesi alleati, aggirando le limitazioni della produzione interna e riducendo la vulnerabilit\u00e0 agli attacchi russi. Per esempio, nel settembre 2025 la societ\u00e0 ucraina Fire Point ha inaugurato in Danimarca il suo primo impianto di produzione congiunto. L&#8217;iniziativa fa parte del pi\u00f9 ampio programma &#8220;Build for Ukraine&#8221;, volto a proteggere le infrastrutture di difesa critiche trasferendo la produzione negli Stati membri della NATO. La Danimarca ha contribuito con 50 milioni di dollari a sostenere la localizzazione delle linee produttive sul proprio territorio. Anche Norvegia, Germania, Regno Unito e Lituania hanno espresso interesse a partecipare al programma. Queste linee produttive all&#8217;estero non solo migliorano la sicurezza e la scalabilit\u00e0 delle capacit\u00e0 ucraine nel settore dei droni, ma favoriscono anche legami di difesa pi\u00f9 profondi con i partner europei.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Anche l&#8217;autonomia e le capacit\u00e0 coprono un ampio spettro: dai quadricotteri FPV a corto raggio impiegati per attacchi e ricognizione a livello di trincea, che operano comunemente su pochi chilometri, alle munizioni circuitanti tattiche e agli UAS da attacco progettati appositamente, con un raggio superiore a 40\u2013300 km. I produttori ucraini sono inoltre andati oltre gli sciami di economici droni FPV, sviluppando capacit\u00e0 a lungo raggio. Gli esempi includono il Peklo <em>\u201cdrone-razzo\u201d,<\/em> un&#8217;arma alimentata da turbo\/razzo, simile a un missile da crociera, destinata ad attacchi a diverse centinaia di chilometri, nonch\u00e9 progetti molto pi\u00f9 grandi in stile missile da crociera, come il Flamingo di Fire Point, capace di percorrere 3.000 km e trasportare un carico utile di 1.150 kg. Dal punto di vista strategico, armi credibili per attacchi in profondit\u00e0 ampliano le opzioni deterrenti e operative dell&#8217;Ucraina, costringendo le forze russe a disperdersi e a difendere le aree nelle retrovie, complicando la logistica e l&#8217;assetto di comando di Mosca. Al contempo, i droni a medio raggio hanno consentito all&#8217;Ucraina di istituire una zona di uccisione, un territorio fino a 30 km su entrambi i lati della linea del fronte, dove gli UAV seguono ogni movimento e neutralizzano facilmente i bersagli. Questa tattica \u00e8 ampiamente usata da entrambe le parti e il costante sviluppo di tali capacit\u00e0 definisce sempre pi\u00f9 chi guida la competizione per l&#8217;iniziativa sul campo di battaglia.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Anche l&#8217;esposizione dell&#8217;Ucraina alle interruzioni delle forniture estere e alle sospensioni politiche degli aiuti si riduce. Tuttavia, i componenti all&#8217;avanguardia (sensori ottici, motori, sistemi di guida sicuri e sistemi di comunicazione) dipendono ancora fortemente dalle importazioni, in particolare dall&#8217;Europa e dagli Stati Uniti.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ciononostante, l&#8217;Ucraina dipende ancora fortemente dall&#8217;assistenza militare, dalla tecnologia e dalle capacit\u00e0 straniere. In particolare, l&#8217;Ucraina dipende dai sistemi di difesa aerea occidentali e dalle capacit\u00e0 di intelligence, sorveglianza e ricognizione (ISR). La difesa aerea resta la carenza pi\u00f9 critica: l&#8217;Ucraina fa affidamento sui sistemi Patriot e NASAMS forniti dagli Stati Uniti e su contributi europei quali IRIS-T (Germania), SAMP\/T (Francia\u2013Italia) e cannoni antiaerei Gepard (Germania). \u00c8 incoraggiante che i produttori occidentali della difesa siano sempre pi\u00f9 disposti a creare linee produttive e joint venture in Ucraina. La tedesca Diehl Defence ha firmato con Kyiv un contratto da 2,2 miliardi di euro per produrre sistemi e missili di difesa aerea IRIS-T, mentre la norvegese Kongsberg Defence &amp; Aerospace prevede di fabbricare localmente missili NASAMS e sta negoziando una joint venture per consentire la produzione di massa basata sulla tecnologia ucraina. Inizi\u0148ative simili sono in corso con la francese Thales International, che collaborer\u00e0 su difesa aerea, radar, guerra elettronica e sistemi di comunicazione, e la Danimarca ha accettato di ospitare sul proprio territorio la produzione ucraina di combustibile solido per razzi, una prima per un Paese NATO. Questi sforzi evidenziano una pi\u00f9 ampia tendenza verso il trasferimento tecnologico e la crescente fiducia nei partner ucraini.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Allo stesso tempo, i produttori ucraini stanno testando sistemi avanzati di difesa aerea sviluppati internamente, sostenuti dall&#8217;incubatore di tecnologie per la difesa Brave1, appoggiato dal governo, per contribuire a colmare le lacune create dalle limitate forniture e munizioni occidentali.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Sotto l&#8217;amministrazione Trump, gli Stati Uniti hanno segnalato un allontanamento dal sostegno a tempo indeterminato, portando alla creazione di un nuovo meccanismo NATO, la Prioritized Ukraine Requirements List (PURL), progettata per coordinare le esigenze urgenti del campo di battaglia. La PURL convoglia armi statunitensi dalle scorte americane, ma richiede agli alleati europei di finanziare le consegne, in linea con l&#8217;approccio di Trump alla condivisione degli oneri. Finora i Paesi Bassi, gli Stati nordici e la Germania hanno promesso circa 1,5 miliardi di dollari attraverso la PURL, e i primi pacchetti sono fortemente incentrati sulla difesa aerea e sulle munizioni. Consentendo all&#8217;Ucraina di fare affidamento sui finanziamenti degli alleati per acquistare armi prodotte negli Stati Uniti, la PURL offre un cuscinetto contro flussi imprevedibili di aiuti statunitensi. A luglio 2025, gli Stati Uniti si sono impegnati per quasi 960 milioni di dollari in vendite di armi all&#8217;Ucraina nell&#8217;ambito del programma FMS. Tuttavia, qualora le scorte statunitensi si riducessero, ulteriori Foreign Military Sales (FMS) potrebbero essere soggette alla politica estera pi\u00f9 transazionale di Trump.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Per quanto riguarda l&#8217;ISR, l&#8217;Ucraina dipende fortemente dalle capacit\u00e0 occidentali. Le immagini satellitari, l&#8217;intelligence dei segnali e le piattaforme aviotrasportate statunitensi restano importanti per il puntamento e l&#8217;allerta precoce. La sospensione del marzo 2025 dei trasferimenti di intelligence statunitensi, compresa la disabilitazione dell&#8217;accesso ucraino alla piattaforma di immagini satellitari Global Enhanced GEOINT Delivery (GEGD), ha avuto conseguenze immediate sul campo di battaglia: gli operatori della difesa aerea ucraina hanno perso l&#8217;allarme tempestivo sugli attacchi in arrivo di missili e droni, mentre i comandanti al fronte hanno segnalato ritardi nei dati per il puntamento di precisione. Gli attori europei hanno tentato di incrementare i propri contributi, con l&#8217;UE che ha destinato nuovi finanziamenti alla ricognizione satellitare nell&#8217;ambito del Fondo europeo per la difesa. Tuttavia, la capacit\u00e0 ISR europea resta sottosviluppata: la maggior parte degli Stati membri dell&#8217;UE non dispone di costellazioni satellitari sovrane in grado di fornire immagini persistenti e ad alta risoluzione del campo di battaglia, e i progetti congiunti sono ancora a anni dalla maturit\u00e0 operativa. Gli analisti osservano che la natura frammentata e lenta degli appalti europei per la difesa rende improbabile che l&#8217;Europa riesca a colmare il divario ISR nel breve-medio termine. Senza un accesso costante all&#8217;ISR spaziale statunitense, l&#8217;Ucraina \u00e8 costretta a fare affidamento su sistemi europei frammentari, lasciando le infrastrutture critiche pi\u00f9 esposte e limitando la capacit\u00e0 di Kyiv di sostenere operazioni efficaci sul campo di battaglia.<\/p>\n\n\n\n<h4 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-energy-amp-critical-infrastructure\"><strong>Energia e infrastrutture critiche<\/strong><\/h4>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Dal 2022, le infrastrutture energetiche e critiche dell&#8217;Ucraina hanno subito gravi danni dopo essere diventate uno degli obiettivi principali della Russia. Dalla capacit\u00e0 prebellica di generare 25 GW, la produzione energetica dell&#8217;Ucraina \u00e8 precipitata a circa 9 GW nel 2023-2024. In seguito alle campagne di riparazione, la capacit\u00e0 di generazione elettrica ammontava a circa 15 GW all&#8217;inizio del 2025, con un deficit di 3 GW per soddisfare il fabbisogno elettrico di base del Paese.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">L&#8217;Ucraina ha gradualmente costruito un sistema stratificato per proteggere le proprie infrastrutture energetiche e critiche, imparando nel processo. All&#8217;inizio, la risposta era ad hoc: generatori di emergenza, riparazioni provvisorie e consegne umanitarie di carburante mantenevano operativi i servizi essenziali. Questa evoluzione graduale ha trasformato la protezione delle infrastrutture da un insieme di interventi d&#8217;emergenza in uno sforzo nazionale coordinato di resilienza. Entro il 2025, l&#8217;enfasi si \u00e8 spostata dalla semplice riparazione degli impianti centralizzati danneggiati verso la rimodellazione dell&#8217;architettura stessa della rete. Il decentramento \u00e8 diventato un principio guida: i comuni e le zone industriali sono stati incoraggiati a installare capacit\u00e0 di generazione locale, spesso alimentata da turbine a gas o fonti rinnovabili, in grado di mantenere operativi i servizi critici anche in caso di interruzione delle linee di trasmissione. Allo stesso tempo, i donatori e i pianificatori ucraini hanno iniziato a considerare l&#8217;energia rinnovabile non soltanto come parte della transizione verde del Paese, ma come una risorsa di sicurezza: impianti solari ed eolici distribuiti, abbinati all&#8217;accumulo a batterie, offrivano una ridondanza che le grandi centrali termiche o nucleari non potevano garantire.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Gli aiuti esteri hanno svolto un ruolo chiave nel sostenere la resilienza energetica dell&#8217;Ucraina. Gli Stati Uniti, un tempo fonte primaria di assistenza tecnica e finanziaria diretta, hanno modificato il proprio approccio sotto il presidente Trump. Tra il 2022 e il 2024, il sostegno statunitense, erogato in larga misura attraverso l&#8217;Energy Security Project dell&#8217;USAID e programmi correlati, ha finanziato riparazioni di emergenza, la stabilizzazione della rete e supporto consultivo per le riforme del mercato delle rinnovabili. Ci\u00f2 ha portato l&#8217;impegno complessivo degli Stati Uniti per il sistema energetico ucraino a circa 1,5 miliardi di dollari dal 2022. Dall&#8217;inizio del 2025, Washington ha riformulato il proprio ruolo attorno agli investimenti strategici e alla sicurezza delle risorse. L&#8217;Accordo sulle risorse minerarie tra Stati Uniti e Ucraina, firmato nel maggio 2025, garantisce alle societ\u00e0 americane accesso preferenziale ai minerali critici dell&#8217;Ucraina in cambio del sostegno alla ricostruzione del settore energetico. Secondo il CSIS, \u00e8 attualmente in esame l&#8217;idea di un Fondo per l&#8217;energia pulita dell&#8217;Ucraina, finanziato inizialmente congiuntamente dalla U.S. International Development Finance Corporation (DFC) e da partner europei. Ci\u00f2 consentirebbe loro di co-investire in progetti rinnovabili decentralizzati in tutto il Paese. A differenza dei precedenti programmi USAID, questo approccio privilegia i partenariati con il settore privato rispetto agli aiuti diretti.<\/p>\n\n\n\n<h4 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-economy-amp-fiscal-resilience\"><strong>Economia e resilienza fiscale<\/strong><br><\/h4>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">L&#8217;economia dell&#8217;Ucraina resta sottoposta a forte pressione fiscale, poich\u00e9 la guerra continua a ridurre la produzione e a richiedere ingenti spese pubbliche. La crescita reale del PIL \u00e8 modesta (circa il 2% nel 2025), mentre l&#8217;inflazione resta elevata. La posizione fiscale del governo \u00e8 sotto pressione: la spesa pubblica, in particolare gli elevati stanziamenti per la difesa, ha portato il disavanzo di bilancio a circa il 20% del PIL nel 2025, con il debito pubblico e garantito dallo Stato in aumento verso valori a tre cifre in percentuale del PIL. Queste dinamiche hanno costretto Kyiv a fare forte affidamento sul sostegno estero al bilancio e sul finanziamento agevolato per coprire sia le esigenze ricorrenti sia le priorit\u00e0 di ricostruzione.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">I finanziamenti dei donatori e il sostegno delle istituzioni finanziarie internazionali sostengono la stabilit\u00e0 fiscale nel breve termine e la pianificazione della ricostruzione nel medio termine. Una valutazione aggiornata della Banca mondiale stima il fabbisogno dell&#8217;Ucraina per ripresa e ricostruzione in circa 524 miliardi di dollari nel prossimo decennio, mentre il divario finanziario a breve termine per il solo 2025 \u00e8 stato stimato a circa 10 miliardi di dollari dopo le assegnazioni dei donatori. Il fabbisogno di finanziamento esterno di Kyiv per il 2025 \u00e8 stato stimato intorno a 39-40 miliardi di dollari, di cui una quota significativa deve essere assicurata da finanziatori multilaterali, pacchetti dell&#8217;UE e partner bilaterali.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Sotto l&#8217;amministrazione Biden, gli Stati Uniti hanno fornito una sostanziale assistenza economica e finanziaria all&#8217;Ucraina per sostenere la sua economia devastata dalla guerra e gli sforzi di ricostruzione. Tra il 2022 e l&#8217;inizio del 2025, il Congresso ha stanziato circa 37,8 miliardi di dollari per il sostegno finanziario diretto al bilancio centrale ucraino. Questi fondi miravano a stabilizzare l&#8217;economia ucraina, coprire spese essenziali quali pensioni e stipendi del settore pubblico e agevolare iniziative di ricostruzione. Inoltre, gli Stati Uniti hanno adempiuto integralmente al loro impegno di fornire sostegno economico attraverso prestiti di Extraordinary Revenue Acceleration (ERA), mettendo a disposizione circa 20 miliardi di dollari nell&#8217;ambito del pi\u00f9 ampio pacchetto ERA del G7, pari a 50 miliardi di dollari. Questi prestiti, erogati attraverso il FORTIS Financial Intermediary Fund della Banca mondiale, erano concepiti per essere rimborsati usando le entrate generate da beni sovrani russi immobilizzati, garantendo che il sostegno non gravasse sui contribuenti statunitensi.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Al contrario, l&#8217;amministrazione Trump, entrata in carica nel gennaio 2025, ha adottato un approccio pi\u00f9 transazionale agli aiuti economici. Gli Stati Uniti e l&#8217;Ucraina hanno istituito lo United States\u2013Ukraine Reconstruction Investment Fund, in seguito alla firma dell&#8217;Accordo USA-Ucraina sui minerali critici. L&#8217;Ucraina e la U.S. International Development Finance Corporation hanno recentemente annunciato impegni di 75 milioni di dollari per il fondo, concepito per finanziare progetti nei settori dell&#8217;energia, delle infrastrutture e dei minerali critici. In base all&#8217;accordo, gli Stati Uniti ottengono accesso preferenziale a nuovi progetti minerari ucraini, mentre met\u00e0 delle entrate generate dall&#8217;estrazione mineraria \u00e8 destinata al fondo, con gli utili condivisi tra Kyiv e Washington. Sfruttando le ricche risorse naturali dell&#8217;Ucraina, l&#8217;accordo mira a fornire un flusso costante di finanziamenti per i progetti di ricostruzione, contribuendo cos\u00ec alla resilienza economica del Paese di fronte alle sfide in corso. Ciononostante, la riduzione degli aiuti finanziari diretti degli Stati Uniti ha esercitato ulteriore pressione sull&#8217;Ucraina affinch\u00e9 si assicuri finanziamenti da altri partner internazionali.<\/p>\n\n\n\n<h4 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-references\">Riferimenti<\/h4>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Dal multilateralismo all\u2019America First: il cambiamento della politica estera statunitense<\/strong><\/p>\n\n\n\n<ol class=\"wp-block-list\">\n<li>Shapiro, Jeremy (aprile 2021). <em>La dottrina del tutto di Biden. Il mantello della leadership globale non si adatta a una politica estera per la classe media.<\/em> Foreign Affaris. https:\/\/www.foreignaffairs.com\/articles\/united-states\/2021-04-22\/bidens-everything-doctrine<\/li>\n\n\n\n<li>Colin Dueck (marzo 2024). <em>La dottrina Biden.<\/em> Hoover Institution. https:\/\/www.hoover.org\/research\/biden-doctrine<\/li>\n\n\n\n<li>Editorial Staff (ottobre 2022). <em>Strategia di sicurezza nazionale.<\/em> The White House. https:\/\/bidenwhitehouse.archives.gov\/wp-content\/uploads\/2022\/10\/Biden-Harris-Administrations-National-Security-Strategy-10.2022.pdf<\/li>\n\n\n\n<li>Ashley J. Tellis (maggio 2024). <em>Fratture inevitabili: la guerra in Ucraina e il sistema globale. <\/em>Carnegie Endowment for International Peace. https:\/\/carnegieendowment.org\/research\/2024\/05\/inevitable-fractures-the-ukraine-war-and-the-global-system?lang=en<\/li>\n\n\n\n<li>Stewart M. Patrick (aprile 2021). <em>L\u2019amministrazione Biden e il futuro del multilateralismo.<\/em> Council on Foreign Relations. https:\/\/www.cfr.org\/blog\/biden-administration-and-future-multilateralism<\/li>\n\n\n\n<li>Editorial Staff (2021). <em>Rapporto annuale \u2013 2021.<\/em> Brookings Institute. https:\/\/annualreport.brookings.edu\/foreign-policy<\/li>\n\n\n\n<li>Patrick Quirk (luglio 2024). <em>Promuovere la libert\u00e0, sconfiggere l\u2019autoritarismo: un programma per la democrazia per il 2025-2029.<\/em> Atlantic Council. https:\/\/www.atlanticcouncil.org\/in-depth-research-reports\/report\/advancing-freedom-defeating-authoritarianism-a-democracy-agenda-for-2025-2029<\/li>\n\n\n\n<li>Christopher Preble (gennaio 2024). <em>Una grande strategia credibile: l\u2019urgente necessit\u00e0 di stabilire le priorit\u00e0.<\/em> Stimson. https:\/\/www.stimson.org\/2024\/a-credible-grand-strategy-the-urgent-need-to-set-priorities<\/li>\n\n\n\n<li>Fabrice Pothier &amp; Alexander Vershbow (giugno 2017). <em>La NATO e Trump: le ragioni di un nuovo patto transatlantico.<\/em> Atlantic Council. https:\/\/espas.secure.europarl.europa.eu\/orbis\/system\/files\/generated\/document\/en\/NATO_and_Trump_web_0623.pdf<\/li>\n\n\n\n<li>Alexander Velez-Green &amp; Robert Peters (agosto 2024). <em>L\u2019imperativo della priorit\u00e0: una strategia per difendere gli interessi dell\u2019America in un mondo pi\u00f9 pericoloso.<\/em> The Heritage Foundation. https:\/\/www.heritage.org\/sites\/default\/files\/2024-09\/SR288_0.pdf<\/li>\n\n\n\n<li>Saraphin Dhanani &amp; Tyler McBrien (novembre 2022). Un racconto di due strategie: confronto tra le strategie di sicurezza nazionale di Biden e Trump. LawFare. https:\/\/www.lawfaremedia.org\/article\/tale-two-strategies-comparing-biden-and-trump-national-security-strategies<\/li>\n\n\n\n<li>Editorial Staff (ottobre 2022). <em>Strategia di difesa nazionale 2022: implicazioni per la Cina e l\u2019Indo-Pacifico.<\/em> Center for Strategic International Studies. https:\/\/www.csis.org\/analysis\/2022-national-defense-strategy-implications-china-and-indo-pacific<\/li>\n\n\n\n<li>Max Bergmann &amp; Jon Alterman (febbraio 2025). <em>L\u2019Europa conta in Medio Oriente?<\/em> Center for Strategic International Studies. https:\/\/www.csis.org\/analysis\/max-bergmann-does-europe-matter-middle-east<\/li>\n\n\n\n<li>Nicholas Adamopoulos (maggio 2025). <em>Cosa vogliono gli alleati: le priorit\u00e0 europee in un contesto di sicurezza conteso. <\/em>Center for Strategic International Studies. https:\/\/www.csis.org\/analysis\/what-allies-want-european-priorities-contested-security-environment<\/li>\n\n\n\n<li>Victor Cha (novembre 2024). <em>Come Trump vede alleati e partner.<\/em> Center for Strategic International Studies. https:\/\/www.csis.org\/analysis\/how-trump-sees-allies-and-partners<\/li>\n\n\n\n<li>Editorial Staff (giugno 2025). <em>Briefing stampa del CSIS: anteprima del vertice G7.<\/em> Center for Strategic International Studies. https:\/\/www.csis.org\/analysis\/csis-press-briefing-previewing-g7-summit<\/li>\n\n\n\n<li>Lawrence Anderson (gennaio 2025). <em>Prevedere l\u2019imprevedibile: la politica estera Trump 2.0.<\/em> RSIS. https:\/\/rsis.edu.sg\/wp-content\/uploads\/2025\/01\/CO25004.pdf<\/li>\n\n\n\n<li>Roseanne McManus (gennaio 2025). <em>I limiti della teoria del pazzo: come l\u2019imprevedibilit\u00e0 di Trump potrebbe danneggiare la sua politica estera<\/em>.<em> <\/em>Foreign Affairs. https:\/\/www.foreignaffairs.com\/united-states\/limits-madman-theory<\/li>\n\n\n\n<li>Charles W. Dunne (febbraio 2025). <em>La politica estera di Trump nel secondo mandato: altamente centralizzata e altamente personale. <\/em>Arab Center Washington D.C. https:\/\/arabcenterdc.org\/resource\/trumps-second-term-foreign-policy-highly-centralized-and-highly-personal<\/li>\n\n\n\n<li>Missy Ryan, Jonathan Lemitre &amp; others (agosto 2025). <em>Il piccolo club della Casa Bianca che prende importanti decisioni sulla sicurezza nazionale. <\/em>The Atlantic. https:\/\/www.theatlantic.com\/national-security\/archive\/2025\/08\/trump-national-security-decisions\/683887<\/li>\n\n\n\n<li>Luis da Vinha &amp; Anthony Dutton (marzo 2022). <em>Abbracciare l\u2019anticonformista: l\u2019evoluzione della gestione di Donald Trump dell\u2019elaborazione della politica estera.<\/em> CEJISS. https:\/\/cejiss.org\/embracing-the-maverick-the-evolution-of-president-donald-trump-s-management-of-foreign-policy-making<\/li>\n\n\n\n<li>Michael McFaul (febbraio 2025). <em>Politica estera: dove sta andando Trump?<\/em> Hoover Institution. https:\/\/www.hoover.org\/research\/foreign-policy-where-trump-going<\/li>\n\n\n\n<li>Ruben Ortiz (maggio 2025). <em>Un allontanamento dalle norme diplomatiche: la rottura di Trump con le tradizioni della politica estera statunitense.<\/em> Fordham Political Review. https:\/\/fordhampoliticalreview.org\/a-departure-from-diplomatic-norms-trumps-break-with-u-s-foreign-policy-traditions<\/li>\n\n\n\n<li>Thomas Wright (settembre 2019). <em>Commento: l\u2019uscita di Bolton segnala la svolta di Trump nella politica estera.<\/em> Brookings Institution. https:\/\/www.brookings.edu\/articles\/boltons-departure-signals-trumps-foreign-policy-pivot<\/li>\n\n\n\n<li>Osama S. Qatrani (maggio 2025). <em>Trump, lo spettacolo e il declino della diplomazia: l\u2019ascesa della terza generazione nelle relazioni internazionali. <\/em>SSRN. https:\/\/papers.ssrn.com\/sol3\/papers.cfm?abstract_id=5239744<\/li>\n\n\n\n<li>Stewart Patrick (gennaio 2023). <em>Quattro approcci statunitensi concorrenti al multilateralismo.<\/em> Carnegie Endowment for International Peace. https:\/\/carnegieendowment.org\/research\/2023\/01\/four-contending-us-approaches-to-multilateralism?lang=en<\/li>\n\n\n\n<li>Ferid Belhaj (novembre 2024). <em>La nuova amministrazione Trump: multilateralismo selettivo e la sfida del Nuovo Sud per la rilevanza globale.<\/em> Policy Center for the New South. http:\/\/www.policycenter.ma\/publications\/new-trump-administration-selective-multilateralism-and-new-souths-challenge-global<\/li>\n\n\n\n<li>James M. 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Castillo, John M. Schuessler &amp; Miranda Priebe (gennaio 2025). <em>Ecco perch\u00e9 \u00e8 difficile definire con precisione la politica estera di Trump.<\/em> RAND. https:\/\/www.rand.org\/pubs\/commentary\/2025\/01\/heres-why-trumps-foreign-policy-is-hard-to-pin-down.html<\/li>\n\n\n\n<li>Mara Karlin (giugno 2025). <em>Commento: <\/em><em>L\u2019America, l\u2019Europa e l\u2019ordine internazionale in mutamento. <\/em>Brookings Institution. https:\/\/www.brookings.edu\/articles\/america-europe-and-the-shifting-international-order<\/li>\n<\/ol>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>L\u2019Europa \u00e8 rimasta senza basi solide, ma cerca un equilibrio equo<\/strong><\/p>\n\n\n\n<ol class=\"wp-block-list\">\n<li>Editorial Staff (marzo 2023). <em>Dichiarazione congiunta del presidente Biden e della presidente von der Leyen.<\/em> The White House. https:\/\/bidenwhitehouse.archives.gov\/briefing-room\/statements-releases\/2023\/03\/10\/joint-statement-by-president-biden-and-president-von-der-leyen-2<\/li>\n\n\n\n<li>Editorial Staff (ottobre 2023). <em>Dichiarazione congiunta del vertice USA-UE.<\/em> The White House. https:\/\/bidenwhitehouse.archives.gov\/briefing-room\/statements-releases\/2023\/10\/20\/u-s-eu-summit-joint-statement\/<\/li>\n\n\n\n<li>Editorial Staff (aprile 2023). <em>Dichiarazione congiunta sulla task force USA-UE per la sicurezza energetica.<\/em> The White House. https:\/\/bidenwhitehouse.archives.gov\/briefing-room\/statements-releases\/2023\/04\/03\/joint-statement-on-u-s-eu-task-force-on-energy-security<\/li>\n\n\n\n<li>Editorial Staff (luglio 2024). <em>Scheda informativa: contributi degli Stati Uniti alla deterrenza e alla difesa della NATO. <\/em>The White House. https:\/\/bidenwhitehouse.archives.gov\/briefing-room\/statements-releases\/2024\/07\/11\/fact-sheet-u-s-contributions-to-nato-deterrence-and-defense\/<\/li>\n\n\n\n<li>Editorial Staff (luglio 2024). <em>Dichiarazione del vertice di Washington. <\/em>NATO. https:\/\/www.nato.int\/cps\/uk\/natohq\/official_texts_227678.htm?selectedLocale=en<\/li>\n\n\n\n<li>James FitzGerald (febbraio 2023). <em>Gli Stati Uniti difenderanno ogni centimetro del territorio NATO \u2013 Biden.<\/em> BBC News. https:\/\/www.bbc.com\/news\/live\/world-64726329<\/li>\n\n\n\n<li>Laura Kayali (marzo 2025). <em>Gli Stati Uniti dominano gli acquisti europei di armi: rapporto.<\/em> Politico. https:\/\/www.politico.eu\/article\/us-dominates-european-weapons-purchases-report\/<\/li>\n\n\n\n<li>Alex Burilikov, Katelyn Bushnell &amp; others (giugno 2025). <em>Pronta alla guerra entro il 2030? 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Wolff &amp; Uri Dabush (ottobre 2020). <em>Cosa dovrebbe aspettarsi l\u2019Europa dalla politica commerciale americana dopo le elezioni? <\/em>Bruegel. https:\/\/www.bruegel.org\/blog-post\/what-should-europe-expect-american-trade-policy-after-election<\/li>\n\n\n\n<li>Maria Demertzis (febbraio 2023). <em>La risposta dell\u2019UE all\u2019Inflation Reduction Act degli Stati Uniti. <\/em>Bruegel. https:\/\/www.bruegel.org\/comment\/eu-response-united-states-inflation-reduction-act<\/li>\n\n\n\n<li>Asl\u0131 Ayd\u0131nta\u015fba\u015f, Julien Barnes-Dacey, Esfandyar Batmanghelidj &amp; altri (agosto 2021). <em>La caduta del governo afghano e cosa significa per l\u2019Europa.<\/em> European Council on Foreign Relations. https:\/\/ecfr.eu\/publication\/the-fall-of-the-afghan-government-and-what-it-means-for-europe<\/li>\n\n\n\n<li>Richard Higgott &amp; Simon Reich (2021). <em>Hedging per impostazione predefinita: i limiti dell\u2019\u00abautonomia strategica\u00bb dell\u2019UE in un ordine mondiale binario. <\/em>LSE Ideas. https:\/\/www.lse.ac.uk\/ideas\/Assets\/Documents\/reports\/LSE-IDEAS-Hedging-by-Default.pdf<\/li>\n\n\n\n<li>Christina Ke\u00dfler (gennaio 2024). <em>L\u2019Indo-Pacifico chiama: dove si sta dirigendo gli Stati Uniti e cosa significa per l\u2019Europa?<\/em> The Heinrich B\u00f6ll Foundation. https:\/\/www.boell.de\/en\/2024\/01\/24\/indo-pacific-calling-where-us-heading-and-what-does-it-mean-europe<\/li>\n\n\n\n<li>Ashley Townshend, Susannah Patton &amp; altri (agosto 2021). <em>Correggere la rotta: come l\u2019amministrazione Biden dovrebbe competere per l\u2019influenza nell\u2019Indo-Pacifico.<\/em> USSC. https:\/\/www.ussc.edu.au\/correcting-the-course-how-the-biden-administration-should-compete-for-influence-in-the-indo-pacific<\/li>\n\n\n\n<li>Brian Katulis (settembre 2023). <em>Procedere con cautela sulle sabbie mobili: una valutazione dell\u2019approccio della politica mediorientale di Biden, 2021-2023.<\/em> MEI. https:\/\/mei.edu\/publications\/treading-cautiously-shifting-sands-assessment-bidens-middle-east-policy-approach-2021-2023<\/li>\n\n\n\n<li>Nils Lukacs &amp; Corina Lozovan (2024). <em>Le elezioni americane del 2024 e il dilemma dell\u2019Europa in Medio Oriente.<\/em> GIGA. https:\/\/www.giga-hamburg.de\/en\/publications\/giga-focus\/america-s-2024-election-and-europe-s-middle-east-dilemma<\/li>\n\n\n\n<li>Alicia Garc\u00eda-Herrero, Th\u00e9o Storella &amp; Jianwei Xu (luglio 2025). <em>Le aziende europee operanti in Cina: dal radicarsi al ripensare la propria presenza.<\/em> Bruegel. https:\/\/www.bruegel.org\/working-paper\/european-companies-operating-china-digging-rethinking-their-presence<\/li>\n\n\n\n<li>Richard Youngs (febbraio 2025). <em>Le reazioni europee al ritiro degli Stati Uniti dalla democrazia.<\/em> Carnegie Endowment for International Peace. https:\/\/carnegieendowment.org\/posts\/2025\/02\/european-reactions-to-the-us-retreat-from-democracy?lang=en<\/li>\n\n\n\n<li>Hannes Greve (2021). <em>Joe Biden e una nuova era del multilateralismo.<\/em> GIGA. https:\/\/www.giga-hamburg.de\/en\/publications\/giga-focus\/joe-biden-and-a-new-era-of-multilateralism<\/li>\n\n\n\n<li>Giuseppe Spatafora (febbraio 2025). <em>La carta Trump: come potrebbe apparire l\u2019abbandono dell\u2019Europa da parte degli Stati Uniti?<\/em> EUISS. https:\/\/www.iss.europa.eu\/publications\/briefs\/trump-card-what-could-us-abandonment-europe-look<\/li>\n\n\n\n<li>Johannes Greubel, Elizabeth Kuiper &amp; altri (gennaio 2025). 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Questa volta, \u00e8 contro il mondo. <\/em>Carnegie Endowment for International Peace. https:\/\/carnegieendowment.org\/emissary\/2025\/03\/trump-foreign-policy-second-american-revolution-nato-un?lang=en<\/li>\n\n\n\n<li>Micha\u0142 Oleksiejuk (aprile 2025). <em>Condividere l\u2019onere: come Polonia e Germania stanno cambiando il livello della spesa europea per la difesa. <\/em>NATO. https:\/\/www.nato.int\/docu\/review\/articles\/2025\/04\/14\/sharing-the-burden-how-poland-and-germany-are-shifting-the-dial-on-european-defence-expenditure\/index.html<\/li>\n\n\n\n<li>Camille Grand (luglio 2024). <em>Difendere l\u2019Europa con meno America.<\/em> ECFR. https:\/\/ecfr.eu\/publication\/defending-europe-with-less-america<\/li>\n\n\n\n<li>Guntram B. Wolff (maggio 2024). <em>Debito dell\u2019Unione europea per rafforzare la difesa aerea europea.<\/em> Bruegel. https:\/\/www.bruegel.org\/first-glance\/european-union-debt-boost-european-air-defence<\/li>\n\n\n\n<li>Rosa Balfour, Eugenia Baroncelli, Lizza Bomassi &amp; altri (novembre 2024). <em>Geopolitica e arte di governo economico nell\u2019Unione europea.<\/em> Carnegie Endowment for International Peace. https:\/\/carnegieendowment.org\/research\/2024\/11\/geopolitics-and-economic-statecraft-in-the-european-union?lang=en<\/li>\n\n\n\n<li>Juan Mejuno&#8211;L\u00f3pez &amp; Guntram B. Wolff (novembre 2024). <em>Una strategia industriale europea per la difesa in un mondo ostile.<\/em> Bruegel. https:\/\/www.bruegel.org\/policy-brief\/european-defence-industrial-strategy-hostile-world<\/li>\n\n\n\n<li>Ben Barry, Douglas Barrie, Henry Boyd &amp; altri (maggio 2025). <em>Difendere l\u2019Europa senza gli Stati Uniti: costi e conseguenze.<\/em> IISS. https:\/\/www.iiss.org\/globalassets\/media-library&#8212;content&#8211;migration\/files\/research-papers\/2025\/05\/defending-europe-without-the-united-states\/iiss_defending-europe-without-the-united-states_costs-and-consequences_052025.pdf<\/li>\n<\/ol>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>I calcoli della Russia tra i cambiamenti della politica estera statunitense<\/strong><\/p>\n\n\n\n<ol class=\"wp-block-list\">\n<li>John Tefft &amp; William Courtney (luglio 2024). <em>Al vertice NATO, contenimento plus per la Russia.<\/em> RAND. https:\/\/www.rand.org\/pubs\/commentary\/2024\/07\/at-the-nato-summit-containment-plus-for-russia.html<\/li>\n\n\n\n<li>Richard Youngs (luglio 2022). <em>Autocrazia contro democrazia dopo l\u2019invasione dell\u2019Ucraina: mappare una via di mezzo.<\/em> Carnegie Endowment for International Peace. https:\/\/carnegieendowment.org\/research\/2022\/07\/autocracy-versus-democracy-after-the-ukraine-invasion-mapping-a-middle-way?lang=en<\/li>\n\n\n\n<li>Jean-Dominique Merchet (ottobre 2022). <em>Ucraina: l\u2019Occidente isolato di fronte alla Russia? La prova attraverso l\u2019ONU.<\/em> L\u2019opinion. https:\/\/www.lopinion.fr\/international\/ukraine-loccident-isole-face-a-la-russie<\/li>\n\n\n\n<li>Dmitriy Danilov (aprile 2022). <em>\u0412 \u041d\u0410\u0422\u041e \u0434\u0435\u043b\u0430\u044e\u0442 \u0440\u0430\u0441\u0447\u0435\u0442 \u043d\u0430 \u0438\u0441\u0442\u043e\u0449\u0435\u043d\u0438\u0435 \u0438 \u043f\u043e\u0431\u0435\u0434\u0443. [La NATO conta sull\u2019esaurimento e sulla vittoria].<\/em> Russian Council. https:\/\/russiancouncil.ru\/analytics-and-comments\/interview\/v-nato-delayut-raschet-na-istoshchenie-i-pobedu\/<\/li>\n\n\n\n<li>Kathleen McInnis, Daniel P. Fata, Benjamin Jensen &amp; Jose M. Macias (febbraio 2024). <em>Fare la propria parte: i dati sulla condivisione delle responsabilit\u00e0 nella NATO. <\/em>CSIS. https:\/\/www.jstor.org\/stable\/resrep58044?seq=1<\/li>\n\n\n\n<li>William Chislett (aprile 2025). <em>La Spagna sotto pressione per spendere di pi\u00f9 per la difesa.<\/em> Real Instituto Elcano. https:\/\/www.realinstitutoelcano.org\/en\/commentaries\/spain-under-pressure-to-spend-more-on-defence<\/li>\n\n\n\n<li>Zhao Huasheng (marzo 2025). <em>Il nuovo \u00abreset\u00bb delle relazioni USA-Russia e le sue possibili prospettive.<\/em> Valdai Club. https:\/\/valdaiclub.com\/a\/highlights\/the-new-reset-of-us-russia-relations<\/li>\n\n\n\n<li>Ivan Timofeev (novembre 2024). <em>Russia-Occidente: lo scenario radicale e le sue alternative.<\/em> RIAC. https:\/\/russiancouncil.ru\/en\/analytics-and-comments\/analytics\/russia-west-the-radical-scenario-and-its-alternatives\/<\/li>\n\n\n\n<li>Camilla Pletuhina-Tonev (luglio 2025). <em>Unit\u00e0 della NATO: richiede un certo assemblaggio.<\/em> New America. https:\/\/www.newamerica.org\/future-frontlines\/blogs\/nato-unity-some-assembly-required\/<\/li>\n\n\n\n<li>Johannes Thimm (aprile 2018). <em>NATO: il dominio strategico degli Stati Uniti e l\u2019ineguale condivisione degli oneri sono due facce della stessa medaglia.<\/em> SWP. https:\/\/www.swp-berlin.org\/publikation\/nato-us-strategic-dominance-and-unequal-burden-sharing-are-two-sides-of-the-same-coin<\/li>\n\n\n\n<li>Catherine Belton &amp; Robyn Dixon (luglio 2025). <em>Mentre Trump si rivolge verso l\u2019Ucraina, i russi si chiedono se sia stata persa un\u2019opportunit\u00e0.<\/em> The Washington Post. https:\/\/www.washingtonpost.com\/world\/2025\/07\/15\/trump-russia-putin-war<\/li>\n\n\n\n<li>Ivan Timofeev (agosto 2025). <em>Dopo l\u2019Alaska. Una nuova fase nelle relazioni internazionali.<\/em> RIAC. https:\/\/russiancouncil.ru\/en\/analytics-and-comments\/analytics\/after-alaska-a-new-stage-in-international-relations<\/li>\n\n\n\n<li>Dmitry Antonov (gennaio 2025). <em>La Russia condanna il piano di Trump per uno scudo di difesa missilistica, accusando gli Stati Uniti di progettare la militarizzazione dello spazio.<\/em> Reuters. https:\/\/www.reuters.com\/world\/russia-condemns-trump-missile-defence-shield-plan-accuses-us-plotting-militarise-2025-01-31<\/li>\n\n\n\n<li>Redazione (giugno 2025). <em>Rapporto analitico sulla Russia.<\/em> Harvard Kennedy School \u2013 Russia Matters. https:\/\/www.russiamatters.org\/news\/russia-analytical-report\/russia-analytical-report-june-23-30-2025<\/li>\n\n\n\n<li>Mark Trevelyan (novembre 2024). <em>La Russia mette in guardia gli Stati Uniti contro una \u00abspirale di escalation\u00bb, ma afferma che manterr\u00e0 aperti i canali. <\/em>Reuters. https:\/\/www.reuters.com\/world\/russia-warns-us-against-spiral-escalation-says-it-will-keep-channels-open-2024-11-27<\/li>\n<\/ol>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Sfruttare l\u2019ambiguit\u00e0 strategica<\/strong><\/p>\n\n\n\n<ol class=\"wp-block-list\">\n<li>Redazione (marzo 2025). <em>Il governo statunitense revoca parte dell\u2019accesso alle immagini satellitari per l\u2019Ucraina.<\/em> Reuters. https:\/\/www.reuters.com\/world\/us-aerospace-firm-maxar-disables-satellite-photos-ukraine-2025-03-07<\/li>\n\n\n\n<li>Stepan Haftko (marzo 2025). <em>Maxar ripristina l\u2019accesso alle immagini satellitari commerciali per l\u2019Ucraina. <\/em>Ukrainska Pravda. https:\/\/www.pravda.com.ua\/eng\/news\/2025\/03\/12\/7502459<\/li>\n\n\n\n<li>Redazione (marzo 2025). <em>In che modo la sospensione statunitense della condivisione di intelligence influir\u00e0 sull\u2019Ucraina?<\/em> AlJazeera. https:\/\/www.aljazeera.com\/news\/2025\/3\/6\/how-will-us-pause-on-intelligence-sharing-affect-ukraine<\/li>\n\n\n\n<li>Redazione (marzo 2025).<em> Operazione Potok \u2013 la storia interna dell\u2019infiltrazione (fallita) del gasdotto russo.<\/em> KyivPost. https:\/\/www.kyivpost.com\/post\/4934<\/li>\n\n\n\n<li>Redazione (marzo 2025). <em>La Russia ha terminato il rilascio di passaporti nelle regioni ucraine occupate, afferma Putin.<\/em> The Moscow Times. https:\/\/www.themoscowtimes.com\/2025\/03\/05\/russia-finishes-issuing-passports-in-occupied-ukrainian-regions-putin-says-a88258<\/li>\n\n\n\n<li>Redazione (giugno 2025). <em>\u00abUna falsa parvenza di scelta\u00bb: l\u2019ultima scadenza di Putin per la passaportizzazione aumenta la pressione sui civili nei territori occupati dell\u2019Ucraina. <\/em>Meduza. https:\/\/meduza.io\/en\/feature\/2025\/06\/19\/a-false-semblance-of-choice<\/li>\n\n\n\n<li>Elina Beketova (maggio 2025). <em>Dietro le linee: la Russia rende gli ucraini stranieri nel proprio Paese.<\/em> CEPA. https:\/\/cepa.org\/article\/behind-the-lines-russia-makes-ukrainians-foreigners-in-their-own-country<\/li>\n\n\n\n<li>Kseniya Kvitka (marzo 2025). <em>Prendi un passaporto o vattene: l\u2019ultimatum della Russia agli ucraini. Il nuovo decreto minaccia i diritti dei civili nelle aree occupate dalla Russia. <\/em>HRW. https:\/\/www.hrw.org\/news\/2025\/03\/25\/get-passport-or-leave-russias-ultimatum-ukrainians<\/li>\n\n\n\n<li>Redazione (agosto 2025). <em>La Germania finanzier\u00e0 un pacchetto PURL da $500m per l\u2019Ucraina.<\/em> NATO. https:\/\/www.nato.int\/cps\/en\/natohq\/news_237162.htm<\/li>\n\n\n\n<li>Redazione (settembre 2025).<em> Le forze russe attaccano una centrale elettrica nella regione di Kyiv, afferma il ministero dell\u2019Energia dell\u2019Ucraina.<\/em> Reuters. https:\/\/www.reuters.com\/world\/europe\/russian-forces-attack-power-station-kyiv-region-ukraines-energy-ministry-says-2025-09-08<\/li>\n\n\n\n<li>Redazione (settembre 2025). <em>L\u2019attacco russo alla regione ucraina di Kirovohrad interrompe l\u2019elettricit\u00e0, afferma il governatore.<\/em> Reuters. https:\/\/www.reuters.com\/world\/europe\/russian-attack-ukraines-kirovohrad-region-cuts-power-governor-says-2025-09-17<\/li>\n<\/ol>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>I silenziosi guadagni della Cina<\/strong><\/p>\n\n\n\n<ol class=\"wp-block-list\">\n<li>Howard Wang &amp; Brett Zakheim (maggio 2025). Le lezioni della Cina dalla guerra Russia-Ucraina: nuove opportunit\u00e0 strategiche percepite e un emergente modello di guerra ibrida. RAND. https:\/\/www.rand.org\/pubs\/research_reports\/RRA3141-4.html<\/li>\n\n\n\n<li>Redazione (aprile 2025). L\u2019Ucraina vieta le aziende cinesi per aver aiutato la Russia a produrre missili. Reuters. https:\/\/www.reuters.com\/world\/ukraine-hits-chinese-firms-with-sanctions-after-accusing-beijing-arming-russia-2025-04-18\/<\/li>\n\n\n\n<li>Luke Harding (febbraio 2023). <em>Zelenskyy aperto al piano di pace della Cina ma respinge il compromesso con il \u00abmalato\u00bb Putin. <\/em>The Guardian. https:\/\/www.theguardian.com\/world\/2023\/feb\/24\/zelenskiy-open-to-chinas-peace-plan-but-rejects-compromise-with-sick-putin<\/li>\n\n\n\n<li>Jasper Ward (settembre 2025). <em>Zelenskyy ritiene che Trump potrebbe contribuire a cambiare la posizione di Xi sulla guerra della Russia in Ucraina. <\/em>Reuters. https:\/\/www.reuters.com\/world\/china\/zelenskiy-thinks-trump-could-help-change-xis-position-russias-war-ukraine-2025-09-23\/<\/li>\n\n\n\n<li>Redazione (settembre 2025). <em>La coercizione statunitense sulla crisi ucraina \u00e8 un tentativo di scaricare la responsabilit\u00e0 e perseguire i propri interessi.<\/em> Global Times. https:\/\/www.globaltimes.cn\/page\/202509\/1343588.shtml<\/li>\n\n\n\n<li>Christopher S. Chivvis &amp; Jack Keating (ottobre 2024). <em>Cooperazione tra Cina, Iran, Corea del Nord e Russia: minacce attuali e potenziali future per l&#8217;America.<\/em> Carnegie Endowment for International Peace. https:\/\/carnegieendowment.org\/research\/2024\/10\/cooperation-between-china-iran-north-korea-and-russia-current-and-potential-future-threats-to-america?lang=en<\/li>\n\n\n\n<li>Redazione (gennaio 2025). <em>Il valore degli scambi Cina-Russia nel 2024 raggiunge il massimo storico &#8211; dogane cinesi. <\/em>Reuters. https:\/\/www.reuters.com\/markets\/china-russia-2024-trade-value-hits-record-high-chinese-customs-2025-01-13\/<\/li>\n\n\n\n<li>Filip Rudnik (maggio 2025). <em>Commercio Cina-Russia: asimmetrico, ma indispensabile.<\/em>&nbsp; MERICS. https:\/\/merics.org\/en\/comment\/china-russia-trade-asymmetrical-yet-indispensable<\/li>\n\n\n\n<li>Patricia M. Kim, Asli Kim,&nbsp; Asl\u0131 Ayd\u0131nta\u015fba\u015f,&nbsp; Asl\u0131 Ayd\u0131nta\u015fba\u015f, Angela Stent &amp; Tara Varma (dicembre 2024).<em> Il rapporto Cina-Russia e le minacce agli interessi vitali degli Stati Uniti.<\/em> Brookings Institution https:\/\/www.brookings.edu\/articles\/the-china-russia-relationship-and-threats-to-vital-us-interests\/<\/li>\n\n\n\n<li>Maciej Kalwasi\u0144ski (luglio 2025). <em>Commercio Cina-Russia all&#8217;inizio del 2025: alimenta la guerra di Mosca nonostante le difficolt\u00e0.<\/em> OSW. https:\/\/www.osw.waw.pl\/en\/publikacje\/analyses\/2025-07-30\/china-russia-trade-early-2025-fueling-moscows-war-despite-headwinds<\/li>\n\n\n\n<li>Redazione (giugno 2025). <em>La Cina \u00e8 diventata il pi\u00f9 importante sostenitore della macchina bellica russa.<\/em> The Economist. https:\/\/www.economist.com\/china\/2025\/06\/19\/china-has-become-the-most-important-enabler-of-russias-war-machine<\/li>\n\n\n\n<li>Redazione (luglio 2025). <em>La Cina assiste la Russia nella produzione di polvere da sparo per la guerra contro l&#8217;Ucraina.<\/em> RLI. https:\/\/lansinginstitute.org\/2025\/07\/14\/china-assists-russia-in-gunpowder-production-for-war-against-ukraine\/<\/li>\n\n\n\n<li>Redazione (settembre 2025). <em>La Russia in un mondo multipolare: attore alla pari o partner minore della Cina?<\/em><em> <\/em>NEST Centre. https:\/\/nestcentre.org\/russia-in-a-multipolar-world\/<\/li>\n\n\n\n<li>Anna Fratsyvir (maggio 2025). <em>La Cina riduce le vendite di droni all&#8217;Ucraina e all&#8217;Occidente, ma continua a rifornire la Russia, riferisce Bloomberg.<\/em> Kyiv Independent. https:\/\/kyivindependent.com\/china-suts-drone-sales-to-ukraine-west-but-continues-supplying-russia-bloomberg-reports\/<\/li>\n\n\n\n<li>Kollen Post (agosto 2025). <em>\u00abPoco a poco lontano dalla Cina\u00bb \u2013 All&#8217;interno della nuova produzione di massa ucraina di componenti per droni.<\/em> Kyiv Independent. https:\/\/kyivindependen2t.com\/little-by-little-away-from-china-ukraines-new-mass-production-of-drone-parts\/<\/li>\n\n\n\n<li>David Hambling (aprile 2025). <em>L&#8217;Ucraina sta producendo droni FPV senza componenti cinesi e a un costo inferiore.<\/em> Forbes. https:\/\/www.forbes.com\/sites\/davidhambling\/2025\/04\/08\/ukraine-is-making-fpv-drones-without-chinese-parts-and-at-lower-cost\/<\/li>\n\n\n\n<li>Kyrylo Kushnikov (marzo 2025). <em>L&#8217;Ucraina produce i primi mille droni FPV interamente nazionali.<\/em> Militarnyi. https:\/\/militarnyi.com\/en\/news\/ukraine-produces-first-thousand-fully-domestic-fpv-drones\/<\/li>\n\n\n\n<li>Pavel K. Baev, Robin Brooks, Jonathan A. Czin &amp; altri (marzo 2025). <em>La Cina dovrebbe avere un ruolo nel porre fine alla guerra in Ucraina? <\/em>Brookings Institution. https:\/\/www.brookings.edu\/articles\/rivals-and-responders-the-us-china-and-global-crisis-management\/<\/li>\n<\/ol>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Ucraina: dalle speranze di vittoria alla sopravvivenza nazionale<\/strong><\/p>\n\n\n\n<ol class=\"wp-block-list\">\n<li>Dr. Jack Watling, Oleksandr V. Danylyuk &amp; Nick Reynolds (luglio 2024). <em>Lezioni preliminari dalle operazioni offensive dell&#8217;Ucraina, 2022\u201323. <\/em>RUSI. https:\/\/www.rusi.org\/explore-our-research\/publications\/special-resources\/preliminary-lessons-ukraines-offensive-operations-2022-23<\/li>\n\n\n\n<li>William Courtney (gennaio 2025). <em>L&#8217;Ucraina \u00e8 determinata, ma stanca.<\/em> RAND. https:\/\/www.rand.org\/pubs\/commentary\/2025\/01\/ukraine-is-determined-but-tired.html<\/li>\n\n\n\n<li>Redazione (novembre 2024). <em>Zelensky presenta il \u00abpiano di resilienza\u00bb: \u00abNon rinunceremo ai nostri diritti sul nostro territorio\u00bb.<\/em> Ukrinform. https:\/\/www.ukrinform.net\/rubric-polytics\/3928784-zelensky-unveils-resilience-plan-we-will-not-give-up-our-rights-to-our-territory.html<\/li>\n\n\n\n<li>Olena Harmash (novembre 2024). <em>L&#8217;Ucraina approva il bilancio 2025 con una spesa record per la difesa.<\/em> Reuters. https:\/\/www.reuters.com\/markets\/europe\/ukraines-parliament-approves-2025-budget-boosts-funds-defence-efforts-lawmaker-2024-11-19\/<\/li>\n\n\n\n<li>Redazione (settembre 2025). Zelenskyy afferma che quasi il 60% delle armi ucraine \u00e8 prodotto in patria. Reuters. https:\/\/www.reuters.com\/business\/aerospace-defense\/zelenskiy-says-nearly-60-ukrainian-arms-home-produced-2025-09-06\/<\/li>\n\n\n\n<li>Redazione (febbraio 2025). <em>Spiegazione: quali armi pu\u00f2 produrre l&#8217;Ucraina e dove ha bisogno di aiuto?<\/em> BBC. https:\/\/monitoring.bbc.co.uk\/product\/b0003eae<\/li>\n\n\n\n<li>Julia Struck (luglio 2025). <em>La produzione di droni dell&#8217;Ucraina aumenta del 900%, producendo 200.000 UAV al mese.<\/em> Kyiv Post. https:\/\/www.kyivpost.com\/post\/55897<\/li>\n\n\n\n<li>Redazione (marzo 2025). <em>L&#8217;Ucraina aumenter\u00e0 nettamente gli acquisti di droni FPV prodotti in patria nel 2025.<\/em> Reuters. https:\/\/www.reuters.com\/business\/aerospace-defense\/ukraine-sharply-raise-purchases-home-produced-fpv-drones-2025-2025-03-10\/<\/li>\n\n\n\n<li>Vladyslav Smilianets &amp; Max Hunder (dicembre 2024). <em>L&#8217;Ucraina mostra un nuovo \u00abdrone-missile\u00bb nel tentativo di potenziare gli attacchi a lungo raggio.<\/em> Reuters. https:\/\/www.reuters.com\/world\/europe\/ukraine-shows-off-new-rocket-drone-bid-boost-long-range-strikes-2024-12-06\/<\/li>\n\n\n\n<li>Johanna Urbancik (agosto 2025). <em>Il nuovo missile da crociera Flamingo a lungo raggio dell&#8217;Ucraina metter\u00e0 la Russia in stato di massima allerta?<\/em> EuroNews. https:\/\/www.euronews.com\/next\/2025\/08\/26\/flamingo-will-ukraines-new-wonder-weapon-replace-the-taurus<\/li>\n\n\n\n<li>Redazione (14 agosto 2025). <em>Zelenskyy afferma che l&#8217;Ucraina ha ottenuto 1,5 miliardi di dollari dagli alleati europei per armi statunitensi.<\/em> Reuters. https:\/\/www.reuters.com\/world\/europe\/zelenskiy-says-ukraine-has-secured-15-billion-european-allies-us-weapons-2025-08-14\/<\/li>\n\n\n\n<li>Mark F. Cancian &amp; Chris H. Park (luglio 2025). <em>L&#8217;amministrazione Trump incrementa le consegne immediate di aiuti militari all&#8217;Ucraina. <\/em>CSIS. https:\/\/www.csis.org\/analysis\/trump-administration-boosts-immediate-military-aid-deliveries-ukraine<\/li>\n\n\n\n<li>Redazione (marzo 2025). <em>Il governo statunitense revoca parte dell&#8217;accesso alle immagini satellitari per l&#8217;Ucraina.<\/em> Reuters. https:\/\/www.reuters.com\/world\/us-aerospace-firm-maxar-disables-satellite-photos-ukraine-2025-03-07\/<\/li>\n\n\n\n<li>Alex Horton &amp; Siobh\u00e1n O&#8217;Grady (marzo 2025). <em>Gli Stati Uniti sospendono il servizio commerciale di immagini satellitari per l&#8217;Ucraina. <\/em>The Washington Post. https:\/\/www.washingtonpost.com\/national-security\/2025\/03\/07\/maxar-ukraine-sateliite-imagery\/&nbsp;<\/li>\n\n\n\n<li>Redazione (aprile 2025). <em>La Commissione investe 910 milioni di euro per potenziare la difesa europea e colmare le lacune nelle capacit\u00e0.<\/em> European Commission. https:\/\/enlargement.ec.europa.eu\/news\/commission-invests-eu910-million-boost-european-defence-and-close-capability-gaps-2025-04-30_en<\/li>\n\n\n\n<li>Rudy Ruitenberg (maggio 2025). Il Fondo europeo per la difesa destina fondi a droni, difesa ipersonica e IA. DefenseNews. https:\/\/www.defensenews.com\/global\/europe\/2025\/05\/01\/european-defence-fund-funnels-money-to-drones-hypersonic-defense-ai\/<\/li>\n\n\n\n<li>Dr. Jack Watling &amp; Darya Dolzikova (agosto 2024). <em>Combattere per la luce: proteggere il sistema energetico dell&#8217;Ucraina.<\/em> RUSI. https:\/\/www.rusi.org\/explore-our-research\/publications\/commentary\/fighting-light-protecting-ukraines-energy-system<\/li>\n\n\n\n<li>Dan Black (luglio 2024). <em>La campagna informatica della Russia si sposta verso le linee del fronte dell&#8217;Ucraina.<\/em> RUSI. https:\/\/www.rusi.org\/explore-our-research\/publications\/commentary\/russias-cyber-campaign-shifts-ukraines-frontlines&nbsp;<\/li>\n\n\n\n<li>Christoph Winkler, Kristina Dabrock, Serhiy Kapustyan, Craig Hart &amp; altri (2024). Valutazione ad alta risoluzione del potenziale fotovoltaico sui tetti per un sistema energetico resiliente in Ucraina. IEA. https:\/\/www.iea.org\/reports\/empowering-ukraine-through-a-decentralised-electricity-system<\/li>\n\n\n\n<li>Romina Bandura &amp; Alexander Romanishyn (luglio 2025). <em>Impegnarsi per accesso, sicurezza e sostenibilit\u00e0: la transizione dell&#8217;Ucraina verso un sistema energetico moderno e decentralizzato. <\/em>CSIS. https:\/\/www.csis.org\/analysis\/striving-access-security-and-sustainability<\/li>\n\n\n\n<li>Redazione (giugno 2024). <em>Azioni a sostegno della ripresa economica dell&#8217;Ucraina.<\/em> U.S. Embassy in Poland. https:\/\/pl.usembassy.gov\/actions-to-support-ukraines-economic-recovery\/<\/li>\n\n\n\n<li>Redazione (giugno 2025). Ucraina: ottava revisione nell&#8217;ambito dell&#8217;Accordo esteso ai sensi del Meccanismo di finanziamento esteso, richieste di modifica dei criteri di performance, riprogrammazione dell&#8217;accesso e revisione delle garanzie di finanziamento \u2014 comunicato stampa; rapporto dello staff; e dichiarazione del direttore esecutivo supplente per l&#8217;Ucraina. IMF. https:\/\/www.elibrary.imf.org\/view\/journals\/002\/2025\/156\/article-A001-en.xml<\/li>\n\n\n\n<li>Redazione (febbraio 2025). <em>Pubblicata la valutazione aggiornata delle necessit\u00e0 di ripresa e ricostruzione dell&#8217;Ucraina. <\/em>World Bank Group. https:\/\/www.worldbank.org\/en\/news\/press-release\/2025\/02\/25\/updated-ukraine-recovery-and-reconstruction-needs-assessment-released<\/li>\n\n\n\n<li>Nick Brown &amp; Emily McCabe (gennaio 2025). <em>Sostegno finanziario diretto degli Stati Uniti all&#8217;Ucraina.<\/em> Congress GOV. https:\/\/www.congress.gov\/crs-product\/IF12305<\/li>\n\n\n\n<li>Yuliia Dysa (settembre 2025). <em>L&#8217;Ucraina e gli Stati Uniti lanciano un fondo per progetti sui minerali critici con un investimento di 150 milioni di dollari.<\/em> Reuters. https:\/\/www.reuters.com\/business\/finance\/ukraine-us-launch-fund-critical-minerals-projects-with-150-million-investment-2025-09-17<\/li>\n\n\n\n<li>Redazione (agosto 2025). <em>Sulle linee del fronte ucraine, la zona di uccisione si sta approfondendo.<\/em> The Economist. https:\/\/www.economist.com\/europe\/2025\/08\/04\/on-ukraines-front-lines-the-kill-zone-is-getting-deeper&nbsp;<\/li>\n\n\n\n<li>Max Hunder, Sabine Siebold &amp; Manuel Ausloos (luglio 2025). <em>Entrate nella zona di uccisione: il fronte ucraino infestato di droni rallenta l&#8217;avanzata russa. <\/em>Reuters. https:\/\/www.reuters.com\/business\/aerospace-defense\/enter-kill-zone-ukraines-drone-infested-front-slows-russian-advance-2025-07-17\/<\/li>\n\n\n\n<li>Bohdan Babaiev (settembre 2025). <em>L&#8217;Ucraina pianifica una zona di uccisione di 30 chilometri per intrappolare le forze russe.<\/em> RBC. https:\/\/newsukraine.rbc.ua\/news\/ukraine-plans-30-kilometer-kill-zone-to-trap-1757794534.html<\/li>\n\n\n\n<li>Oleksandr Kunytskyi (febbraio 2025). <em>Il produttore di missili di difesa aerea NASAMS istituir\u00e0 una societ\u00e0 in Ucraina [Il produttore di missili di difesa aerea NASAMS istituir\u00e0 una societ\u00e0 in Ucraina].<\/em> DW. https:\/\/www.dw.com\/uk\/virobnik-raket-ppo-nasams-stvorit-kompaniu-v-ukraini\/a-71783042<\/li>\n\n\n\n<li>Lara Finke (maggio 2025). <em>Pistorius promette circa cinque miliardi di euro di sostegno all&#8217;Ucraina [Pistorius promette circa cinque miliardi di euro di sostegno all&#8217;Ucraina].<\/em> Bundesministerium der Verteidigun. https:\/\/www.bmvg.de\/de\/aktuelles\/pistorius-ukraine-unterstuetzung-rund-fuenf-milliarden-euro-5949746<\/li>\n\n\n\n<li>Inder Singh Bisht (marzo 2025). <em>Kongsberg produrr\u00e0 in Ucraina missili di difesa aerea NASAMS.<\/em> The Defense Post. https:\/\/thedefensepost.com\/2025\/03\/03\/kongsberg-nasams-air-defense\/<\/li>\n\n\n\n<li>Redazione (agosto 2025). <em>Analisi: l&#8217;Ucraina sviluppa sistemi di difesa aerea nazionali per ridurre la dipendenza dagli aiuti militari esteri.<\/em> Army Recognition Group. https:\/\/armyrecognition.com\/news\/army-news\/2025\/analysis-ukraine-develops-indigenous-air-defense-systems-to-reduce-reliance-on-foreign-military-aid<\/li>\n\n\n\n<li>Redazione (agosto 2025). <em>L\u2019Ucraina sta lavorando per sviluppare i propri sistemi di difesa aerea.<\/em> TWZ.<em> <\/em>https:\/\/www.twz.com\/news-features\/ukraine-is-working-to-develop-its-own-air-defense-systems<\/li>\n\n\n\n<li>Sin\u00e9ad Baker&nbsp; (settembre 2025). <em>L\u2019Ucraina sta iniziando a trasferire la produzione di armi nella NATO, dove i missili russi non possono raggiungerla senza rischiare una guerra totale. <\/em>Business Insider. https:\/\/www.businessinsider.com\/ukraine-starting-produce-nato-state-away-from-russia-attacks-2025-9<\/li>\n\n\n\n<li>Redazione (giugno 2025). <em>Il programma ucraino Build with Ukraine 2025 incrementa le esportazioni e la produzione di tecnologia militare.<\/em> Mezha. https:\/\/mezha.net\/eng\/bukvy\/ukraine-s-2025-build-with-ukraine-program-boosts-military-tech-exports-and-production\/<\/li>\n<\/ol>\n\n\n\n<hr class=\"wp-block-separator has-alpha-channel-opacity\"\/>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>Questa pubblicazione \u00e8 stata realizzata con il sostegno della International Renaissance Foundation. Il suo contenuto \u00e8 di esclusiva responsabilit\u00e0 degli autori e non riflette necessariamente le opinioni della International Renaissance Foundation.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><br><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><br><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><br><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><br><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><br><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Sintesi esecutiva La guerra russo-ucraina si \u00e8 trasformata in una contesa prolungata di logoramento, nella quale la capacit\u00e0 di resistere \u2014 difesa aerea, continuit\u00e0 delle attivit\u00e0 di intelligence, sorveglianza e ricognizione (ISR), munizioni, resilienza energetica e produzione industriale \u2014 conta pi\u00f9 di qualsiasi singola svolta diplomatica o militare. 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