{"id":51465,"date":"2025-03-20T10:22:00","date_gmt":"2025-03-20T08:22:00","guid":{"rendered":"https:\/\/tdcenter.org\/?tdc-native-operation=tdc-28381-2f29e36cc17df869fb09&amp;locale=it_IT"},"modified":"2026-10-05T02:02:11","modified_gmt":"2026-10-04T23:02:11","slug":"il-panorama-politico-contemporaneo-della-moldavia-piu-di-quanto-sembri","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/tdcenter.org\/it\/2025\/03\/20\/il-panorama-politico-contemporaneo-della-moldavia-piu-di-quanto-sembri\/","title":{"rendered":"Il panorama politico contemporaneo della Moldavia: pi\u00f9 di quanto sembri"},"content":{"rendered":"<h4 class=\"wp-block-heading\"><\/h4>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-quick-download-button-download-button aligncenter qdbn-wrapper\"><div class=\"qdbn\" data-plugin-name=\"qdbn\" data-style=\"small\" data-file=\"hide-file\" data-size=\"hide-size\"><div class=\"qdbn-download-button-inner\"><button type=\"button\" data-button-type=\"small\" class=\"g-btn f-l\" style=\"background-color:#0e107b;color:#ffffff;border-radius:25px;border:1px solid #e2e2e2\" data-attachment-id=\"47040\" data-page-id=\"18850\" data-post-id=\"\" data-have-external=\"false\" data-external-url=\"\" data-wait-duration=\"0\" data-target-blank=\"true\" data-msg=\"Attendere prego...\" data-member=\"0\" data-has-icon-dark=\"false\" title=\"Scarica in PDF\"><span class=\"download-btn-icon\"><svg xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewbox=\"0 0 24 24\" width=\"22\" height=\"22\" aria-hidden=\"true\"><path d=\"M18 11.3l-1-1.1-4 4V3h-1.5v11.3L7 10.2l-1 1.1 6.2 5.8 5.8-5.8zm.5 3.7v3.5h-13V15H4v5h16v-5h-1.5z\"><\/path><\/svg><\/span><span>Scarica in PDF<\/span><\/button><p class=\"up\" style=\"background:transparent;border-radius:0\"><i class=\"fi fi-pdf\"><\/i><\/p><p class=\"down\" style=\"background:transparent;border-radius:0\"><i class=\"fi-folder-o\"><\/i><span class=\"file-size\">2 MB<\/span><\/p><\/div><\/div><quick-download-button-info class=\"qdb-btn-info\"><\/quick-download-button-info><\/div>\n\n\n\n<h4 class=\"wp-block-heading\">Punti chiave<\/h4>\n\n\n\n<ul class=\"wp-block-list\">\n<li><strong>Divisione politica della Moldavia:<\/strong>&nbsp;il Paese rimane diviso tra fazioni filoeuropee e filorusse, e le elezioni parlamentari del luglio 2025 definiranno il suo corso geopolitico.<\/li>\n\n\n\n<li><strong>Influenza oligarchica:<\/strong>&nbsp;figure come Ilan Shor e Vlad Plahotniuc continuano a manipolare il sistema politico moldavo attraverso il controllo dei media, la corruzione e il potere finanziario.<\/li>\n\n\n\n<li><strong>Transnistria e Gagauzia come focolai di tensione:<\/strong>&nbsp;entrambe le regioni si oppongono all&#8217;integrazione della Moldavia nell&#8217;UE; la Transnistria \u00e8 strettamente allineata con la Russia e la leadership della Gagauzia cerca attivamente il sostegno di Mosca.<\/li>\n\n\n\n<li><strong>I media come campo di battaglia:<\/strong>&nbsp;la disinformazione sostenuta dalla Russia rimane diffusa nonostante gli sforzi del governo per limitare l&#8217;influenza straniera, approfondendo le divisioni politiche.<\/li>\n\n\n\n<li><strong>Elezioni del 2024 e referendum sull&#8217;UE:<\/strong>&nbsp;la presidente Maia Sandu ha ottenuto la rielezione, ma la forte opposizione nelle regioni filorusse ha evidenziato le fratture interne della Moldavia. Il referendum sull&#8217;UE \u00e8 passato con un margine risicatissimo (50,35% a favore).<\/li>\n\n\n\n<li><strong>Difficolt\u00e0 di politica estera:<\/strong>&nbsp;mentre il governo moldavo punta all&#8217;integrazione nell&#8217;UE e nella NATO, i gruppi di opposizione sostengono la federalizzazione e legami pi\u00f9 stretti con la Russia.<\/li>\n\n\n\n<li><strong>Crisi d&#8217;identit\u00e0:<\/strong>&nbsp;le tensioni storiche, linguistiche e geopolitiche alimentano i dibattiti sull&#8217;identit\u00e0 nazionale, polarizzando ulteriormente l&#8217;elettorato.<\/li>\n\n\n\n<li><strong>Un caso di prova per l&#8217;influenza regionale:<\/strong>&nbsp;la lotta della Moldavia offre insegnamenti cruciali per l&#8217;Ucraina e altri Stati post-sovietici che affrontano sfide simili.<\/li>\n<\/ul>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-full\"><img fetchpriority=\"high\" decoding=\"async\" width=\"1240\" height=\"507\" src=\"https:\/\/tdcenter.org\/wp-content\/uploads\/2025\/03\/image-3.png\" alt=\"\" class=\"wp-image-28382\" srcset=\"https:\/\/tdcenter.org\/wp-content\/uploads\/2025\/03\/image-3.png 1240w, https:\/\/tdcenter.org\/wp-content\/uploads\/2025\/03\/image-3-600x245.png 600w, https:\/\/tdcenter.org\/wp-content\/uploads\/2025\/03\/image-3-1024x419.png 1024w, https:\/\/tdcenter.org\/wp-content\/uploads\/2025\/03\/image-3-768x314.png 768w, https:\/\/tdcenter.org\/wp-content\/uploads\/2025\/03\/image-3-18x7.png 18w\" sizes=\"(max-width: 1240px) 100vw, 1240px\" \/><\/figure>\n<\/div>\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il panorama politico contemporaneo della Moldavia \u00e8 uno spazio dinamico e spesso volatile, plasmato da retaggi storici, pressioni geopolitiche e lotte interne tra riforme e corruzione. Dall&#8217;indipendenza dall&#8217;Unione Sovietica nel 1991, il Paese ha oscillato tra forze politiche filoeuropee e filorusse, una divisione che continua a definire la sua governance, politica estera e identit\u00e0 nazionale. Sebbene la \u00abRivoluzione di Twitter\u00bb del 2009 abbia avviato la Moldavia sulla strada dell&#8217;integrazione europea, la corruzione sistemica e l&#8217;influenza oligarchica hanno ripetutamente compromesso i progressi. Al centro del tiro alla fune politico moldavo vi sono attori chiave quali il Partito di Azione e Solidariet\u00e0 (PAS) filoeuropeo, guidato dalla presidente Maia Sandu, e il Partito Socialista (PSRM) filorusso, rappresentato dall&#8217;ex presidente Igor Dodon. Il panorama mediatico del Paese complica ulteriormente la sua traiettoria politica, con testate schierate lungo linee ideologiche e la disinformazione sostenuta dalla Russia che plasma l&#8217;opinione pubblica. Nel frattempo, le dispute territoriali irrisolte della Moldavia, in particolare con la regione separatista della Transnistria e la regione autonoma della Gagauzia, costituiscono focolai di tensione cruciali che Mosca continua a sfruttare. In questo contesto, le elezioni presidenziali del 2024 e il referendum sull&#8217;adesione all&#8217;UE hanno approfondito le divisioni sociali, con margini ristretti che riflettono un elettorato lacerato tra aspirazioni europee e legami storici con la Russia. Mentre la Moldavia si prepara alle cruciali elezioni parlamentari del 2025, la posta in gioco resta alta. L&#8217;esito non determiner\u00e0 soltanto il percorso del Paese verso l&#8217;integrazione europea, ma metter\u00e0 anche alla prova la sua resilienza di fronte a sfide interne ed esterne.<\/p>\n\n\n\n<h4 class=\"wp-block-heading\">Attori chiave nel panorama politico interno<\/h4>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il panorama politico contemporaneo della Moldavia \u00e8 caratterizzato da una complessa interazione tra partiti politici, politici influenti, strutture oligarchiche e un ambiente mediatico diversificato. Esso riflette la lotta in corso del Paese per orientarsi nella propria identit\u00e0 e governance nel contesto post-sovietico, in particolare alla luce della sua collocazione geopolitica tra l&#8217;Unione europea e la Russia.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Vi dominano alcuni partiti politici chiave, allineati a ideologie filoeuropee o filorusse. Il Partito di Azione e Solidariet\u00e0 (PAS), guidato da Maia Sandu, \u00e8 emerso come forza significativa dopo le elezioni parlamentari del 2021, sostenendo l&#8217;integrazione europea e misure anticorruzione. La vittoria del PAS ha segnato un cambiamento nel panorama politico, poich\u00e9 ha capitalizzato il malcontento pubblico per la corruzione e i problemi di governance associati alle amministrazioni precedenti<strong>.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Al contrario, il Partito Socialista della Repubblica di Moldavia (PSRM), che storicamente ha favorito legami pi\u00f9 stretti con la Russia, rimane un attore di primo piano. Il PSRM ha utilizzato una retorica populista per attrarre elettori nostalgici dell&#8217;era sovietica, spesso incentrando la propria agenda sul welfare e sull&#8217;identit\u00e0 nazionale. Rappresentando il campo filorusso, il PSRM ha tradizionalmente goduto di un forte sostegno in regioni come la Gagauzia e la Transnistria. Si concentra sul preservare la neutralit\u00e0 della Moldavia e sul mantenere stretti legami con la Russia. Igor Dodon \u00e8 attualmente il rappresentante pi\u00f9 importante del partito, essendone l&#8217;ex presidente e leader, e sostiene la neutralit\u00e0 della Moldavia e stretti legami con la Russia.<\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-full\"><img decoding=\"async\" width=\"1049\" height=\"229\" src=\"https:\/\/tdcenter.org\/wp-content\/uploads\/2025\/03\/image-4.png\" alt=\"\" class=\"wp-image-28387\" srcset=\"https:\/\/tdcenter.org\/wp-content\/uploads\/2025\/03\/image-4.png 1049w, https:\/\/tdcenter.org\/wp-content\/uploads\/2025\/03\/image-4-600x131.png 600w, https:\/\/tdcenter.org\/wp-content\/uploads\/2025\/03\/image-4-1024x224.png 1024w, https:\/\/tdcenter.org\/wp-content\/uploads\/2025\/03\/image-4-768x168.png 768w, https:\/\/tdcenter.org\/wp-content\/uploads\/2025\/03\/image-4-18x4.png 18w\" sizes=\"(max-width: 1049px) 100vw, 1049px\" \/><figcaption class=\"wp-element-caption\"><em>Maia Sandu, Iian Shor e Vlad Filat. Varie fonti.<\/em><\/figcaption><\/figure>\n<\/div>\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Fondato dall&#8217;uomo d&#8217;affari e controverso politico Ilan Shor, il Partito Shor combina il populismo con promesse di sviluppo regionale. Shor \u00e8 stato implicato nello \u00abscandalo bancario da un miliardo di dollari\u00bb, ma il suo partito continua a guadagnare consenso nelle aree economicamente depresse.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ion Marandici introduce il concetto di cattura oligarchica dello Stato nello studio di caso della Moldavia per descrivere il dominio temporaneo di \u00e9lite facoltose su tutti i rami del governo, che ostacola la democrazia e perpetua la corruzione. Gli oligarchi, vincitori della transizione economica post-sovietica, hanno sfruttato le istituzioni statali per il proprio tornaconto. Per questo svolgono un ruolo cruciale nel panorama politico moldavo, esercitando spesso una notevole influenza sui partiti politici e sul processo elettorale. L&#8217;intreccio tra affari e politica ha portato a un sistema in cui gli interessi oligarchici possono oscurare i processi democratici, contribuendo a una corruzione diffusa e alla disillusione pubblica. <\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Figure notevoli come Vlad Plahotniuc, che in precedenza ha guidato il Partito Democratico, esemplificano le sfide poste dal controllo oligarchico, poich\u00e9 sono state accusate di manipolare gli esiti politici per mantenere il potere. Oltre a Ilan Shor, anche Vlad Filat \u00e8 stato un attore centrale, sfruttando partiti politici e risorse statali per guadagni privati. Questi oligarchi hanno utilizzato meccanismi quali il controllo sui media e sulla magistratura, il finanziamento dei partiti e l&#8217;impegno diretto in politica, nonch\u00e9 lo sfruttamento delle risorse statali tramite schemi come la frode bancaria del 2014, chiamata anche il \u00abfurto del secolo\u00bb. Nell&#8217;ambito di questo schema, 1 miliardo di dollari \u00e8 stato sottratto all&#8217;economia, pari al 12% del PIL della Moldavia. Le rivalit\u00e0 tra oligarchi hanno innescato riforme e arresti, ma hanno anche intensificato lo sfruttamento delle risorse statali. La reazione popolare e la pressione internazionale hanno evidenziato la necessit\u00e0 di riforme sistemiche.<\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-full\"><img decoding=\"async\" width=\"1048\" height=\"536\" src=\"https:\/\/tdcenter.org\/wp-content\/uploads\/2025\/03\/image-6.png\" alt=\"\" class=\"wp-image-28389\" srcset=\"https:\/\/tdcenter.org\/wp-content\/uploads\/2025\/03\/image-6.png 1048w, https:\/\/tdcenter.org\/wp-content\/uploads\/2025\/03\/image-6-600x307.png 600w, https:\/\/tdcenter.org\/wp-content\/uploads\/2025\/03\/image-6-1024x524.png 1024w, https:\/\/tdcenter.org\/wp-content\/uploads\/2025\/03\/image-6-768x393.png 768w, https:\/\/tdcenter.org\/wp-content\/uploads\/2025\/03\/image-6-18x9.png 18w\" sizes=\"(max-width: 1048px) 100vw, 1048px\" \/><figcaption class=\"wp-element-caption\"><em>Fonte: <a href=\"https:\/\/www.rise.md\/english\/laundromat-two-huge-scams-one-moldovan-businessman\/\">Rise Moldova<\/a><\/em><\/figcaption><\/figure>\n<\/div>\n\n\n<h4 class=\"wp-block-heading\">Tentare di definire la politica estera moldava<\/h4>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La politica estera della Moldavia \u00e8 plasmata dalla sua oscillazione storica tra allineamenti filoeuropei e filorussi e riflette la divisione politica interna del Paese. Attualmente include tre tendenze principali: l&#8217;integrazione nell&#8217;UE e nella NATO, relazioni speciali con la Romania e la federalizzazione. Le aspirazioni verso l&#8217;UE in Moldavia riflettono una preferenza per l&#8217;internazionalismo cooperativo, limitata dall&#8217;insoddisfazione economica e dall&#8217;influenza russa, mentre l&#8217;adesione alla NATO \u00e8 la tendenza meno sostenuta, vincolata dalla neutralit\u00e0 costituzionale e dalla forte opposizione della Russia. La federalizzazione \u00e8 spesso considerata una politica filorussa per il suo potenziale di rafforzare l&#8217;influenza della Transnistria. La povert\u00e0, quale indicatore multidimensionale, \u00e8 significativamente correlata all&#8217;opposizione all&#8217;apertura della politica estera in Moldavia: la povert\u00e0 soggettiva si allinea alla resistenza all&#8217;adesione all&#8217;UE e all&#8217;unificazione con la Romania. Anche la fiducia nei media russi \u00e8 fortemente correlata all&#8217;opposizione all&#8217;adesione all&#8217;UE e alla NATO, sottolineando la capacit\u00e0 di Mosca di plasmare le narrazioni in Moldavia. Un livello di istruzione pi\u00f9 elevato e i gruppi demografici pi\u00f9 giovani favoriscono l&#8217;internazionalismo cooperativo, opponendosi a misure isolazioniste e federaliste<strong>. <\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Alla fine del 2024, la Moldavia rimane politicamente polarizzata. Le recenti elezioni hanno mostrato un elettorato diviso, con un sostegno significativo sia alle fazioni filoeuropee sia a quelle filorusse. Le imminenti elezioni parlamentari del 2025 saranno cruciali per determinare la futura direzione della Moldavia, nel contesto delle persistenti pressioni della Russia e delle aspirazioni all&#8217;adesione all&#8217;UE. Questa polarizzazione tra partiti filoeuropei e filorussi ha creato un ambiente politico dinamico in cui le alleanze di partito possono cambiare in base al sentimento pubblico e alle influenze esterne.<\/p>\n\n\n\n<h4 class=\"wp-block-heading\"><strong>Panorama mediatico in Moldavia<\/strong><\/h4>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il panorama mediatico in Moldavia nel periodo 2020\u20132025 riflette le pi\u00f9 ampie dinamiche sociopolitiche e culturali del Paese, definite dalle tensioni tra aspirazioni filoeuropee e influenza russa. Il settore \u00e8 caratterizzato da allineamento politico, propriet\u00e0 oligarchica e difficolt\u00e0 nel promuovere un giornalismo indipendente. Fattori esterni, quali il percorso della Moldavia verso l&#8217;integrazione nell&#8217;UE, e questioni interne, quali l&#8217;alfabetizzazione mediatica, svolgono ruoli cruciali nel suo sviluppo. Nonostante Internet sia diventato la principale fonte di informazione nel Paese, la televisione rimane una fonte primaria di notizie in Moldavia, aspetto particolarmente importante poich\u00e9 ogni importante canale televisivo moldavo dispone di un proprio portale web. Secondo Media Ownership Monitor Moldova, nella prima met\u00e0 del 2024 Cinema1 \u00e8 stato il canale televisivo pi\u00f9 seguito del Paese, seguito da PRO TV e Jurnal TV. Ci\u00f2 dimostra che, nonostante i tentativi di bloccarla, l&#8217;influenza russa attraverso i media \u00e8 ancora piuttosto diffusa in Moldavia.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Cinema 1 \u00e8 un canale televisivo aggregatore utilizzato per trasmettere contenuti russi prodotti da servizi radiotelevisivi russi esteri dopo che le autorit\u00e0 di Chi\u0219in\u0103u hanno sospeso o revocato le licenze di diverse emittenti televisive che ritrasmettevano programmi prodotti in Russia. TRM, l&#8217;emittente pubblica, si presenta come entit\u00e0 neutrale, ma \u00e8 stata criticata per presunti pregiudizi a favore del governo al potere. Sono stati avviati sforzi per modernizzare l&#8217;infrastruttura e la programmazione di TRM, con l&#8217;obiettivo di soddisfare gli standard europei di radiodiffusione. Nota per la sua posizione filoeuropea e il giornalismo investigativo, Jurnal TV si \u00e8 guadagnata una reputazione per aver denunciato la corruzione. \u00c8 una fonte popolare tra il pubblico urbano critico dell&#8217;influenza oligarchica. Posizionata come testata neutrale e indipendente, TV8 si concentra sul giornalismo investigativo e sull&#8217;analisi politica. Riceve finanziamenti da organizzazioni internazionali per mantenere la propria indipendenza editoriale. Parte della rete rumena ProTV, ProTV Chisinau si concentra su intrattenimento, programmi culturali e notizie. I suoi contenuti attraggono un pubblico pi\u00f9 giovane e promuovono una narrazione filoeuropea. Precedentemente legata all&#8217;oligarca Vladimir Plahotniuc, Publika TV propende per narrazioni filorusse e contenuti sensazionalistici. La sua credibilit\u00e0 \u00e8 stata messa in dubbio a causa delle sue affiliazioni politiche. La sua licenza televisiva \u00e8 stata sospesa nel 2023 e attualmente trasmette soltanto via web.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Testata leader del giornalismo investigativo in Moldavia, Ziarul de Gard\u0103 si concentra sulla denuncia della corruzione e delle questioni relative ai diritti umani. \u00c8 molto rispettata nella comunit\u00e0 internazionale, ma affronta difficolt\u00e0 finanziarie. Posizionata come testata indipendente e multilingue, NewsMaker.md copre in modo approfondito la politica, l&#8217;economia e le questioni sociali moldave. Si \u00e8 costruita una reputazione per un&#8217;informazione equilibrata. Nota per la sua posizione filoeuropea, Deschide.md fornisce notizie e analisi sulla politica moldava e le relazioni internazionali. \u00c8 stata una fonte affidabile per aggiornamenti tempestivi.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Legata all&#8217;oligarca in esilio Ilan Shor, TV6 \u00e8 stata privata della licenza di trasmissione per accuse di diffusione di propaganda russa. I suoi contenuti sono inoltre migrati sulle piattaforme online. Un altro canale associato all&#8217;impero mediatico di Shor, Orizont TV, incentrato su notizie locali e regionali, \u00e8 stato sospeso nel 2023 per la diffusione di disinformazione.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Mezzo filocremlino rivolto al pubblico russofono, Sputnik Moldova \u00e8 criticato per promuovere propaganda e disinformazione in linea con gli interessi geopolitici russi. Un&#8217;edizione moldava del tabloid russo Komsomolskaya Pravda promuove le narrazioni del Cremlino e si rivolge al pubblico russofono in Moldova.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il panorama mediatico varia in modo significativo tra aree urbane e rurali. Il pubblico urbano ha accesso a fonti diverse, mentre le regioni rurali spesso dipendono da mezzi filorussi. I social media sono diventati una forza dominante, in particolare tra le popolazioni pi\u00f9 giovani. Tuttavia, sono stati anche un canale per campagne di disinformazione, soprattutto su questioni quali l&#8217;integrazione nell&#8217;UE e i diritti delle minoranze, per esempio attraverso una rete di canali Telegram in russo.<\/p>\n\n\n\n<h4 class=\"wp-block-heading\">Transnistria &amp; Gagauzia come variabile pi\u00f9 importante della politica moldava<\/h4>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La situazione della Transnistria \u00e8 pi\u00f9 o meno nota al grande pubblico. Dopo la fase attiva del conflitto armato, durata dal 1990 al 1992, nel Paese \u00e8 rimasto un contingente militare russo, motivo per cui il conflitto stesso \u00e8 ancora considerato \u00abcongelato\u00bb. L&#8217;invasione su vasta scala dell&#8217;Ucraina da parte della Russia ha ravvivato il dibattito sulla Transnistria, poich\u00e9 l&#8217;esercito russo ivi stanziato rappresenta un rischio per la sicurezza sia dell&#8217;Ucraina sia della stessa Moldova. La Transnistria e le sue \u00abautorit\u00e0\u00bb non riconosciute a livello internazionale si oppongono debolmente al corso di integrazione europea della Moldova e stanno gradualmente sincronizzando la propria legislazione con il diritto russo. Per esempio, dal 2017 la bandiera russa \u00e8 diventata la seconda bandiera ufficiale utilizzata in Transnistria. Recentemente, le \u00abautorit\u00e0\u00bb transnistriane hanno chiesto alla Russia di contribuire a risolvere il problema del \u00abblocco dei trasporti e dell&#8217;economia della Moldova\u00bb, rivolgendosi all&#8217;OSCE per \u00abnuovi metodi di risoluzione del conflitto\u00bb. <\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"alignright size-full is-resized\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"616\" height=\"400\" src=\"https:\/\/tdcenter.org\/wp-content\/uploads\/2025\/03\/image-8.png\" alt=\"\" class=\"wp-image-28391\" style=\"width:469px;height:auto\" srcset=\"https:\/\/tdcenter.org\/wp-content\/uploads\/2025\/03\/image-8.png 616w, https:\/\/tdcenter.org\/wp-content\/uploads\/2025\/03\/image-8-600x390.png 600w, https:\/\/tdcenter.org\/wp-content\/uploads\/2025\/03\/image-8-18x12.png 18w\" sizes=\"(max-width: 616px) 100vw, 616px\" \/><\/figure>\n<\/div>\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Sostenuta in misura significativa dalla Federazione Russa, la Transnistria funziona come Stato de facto. Il governo della regione \u00e8 stato caratterizzato da un regime ibrido che combina elementi di autoritarismo con un certo grado di pluralismo, particolarmente evidente durante le elezioni presidenziali del 2011, quando il leader di lunga data Igor Smirnov fu estromesso, indicando un mutamento delle dinamiche politiche. Spesso descritta come un&#8217;\u00abenclave\u00bb russa, la Transnistria assomiglia alla Russia e dipende da essa. I funzionari transnistriani sostengono frequentemente l&#8217;annessione alla Russia, sebbene la Russia stessa non la riconosca ufficialmente. Un referendum del 2006 ha indicato un forte sostegno (98%) all&#8217;adesione alla Federazione Russa, nonostante una serie di modalit\u00e0 che la Russia utilizza per distorcere il concetto di \u00abreferendum\u00bb. I titolari di passaporto russo in Transnistria possono votare alle elezioni russe presso seggi elettorali locali, e la regione mantiene ancora sul proprio territorio 1.500 soldati russi come personale di \u00abmantenimento della pace\u00bb. L&#8217;esistenza economica della Transnistria come \u00abStato fallito di successo\u00bb dipende fortemente dal sostegno russo tramite aiuti finanziari, sussidi e gas naturale gratuito, anche se sta lentamente cambiando. Dal punto di vista culturale, oltre il 95% dei transnistriani considera la propria regione parte del <em>russkiy mir<\/em>, termine ideologico per la sfera d&#8217;influenza russa. Eppure, la Transnistria promuove un&#8217;identit\u00e0 civica che trascende le divisioni etniche radicate nell&#8217;internazionalismo sovietico.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Inizialmente si \u00e8 ipotizzato che la Transnistria potesse svolgere un ruolo militare nella guerra russa contro l&#8217;Ucraina. Tuttavia, questa idea si \u00e8 rivelata implausibile a causa dell&#8217;isolamento logistico dalla Russia, della limitata capacit\u00e0 militare e della mancanza di sostegno alle narrazioni filobelliche nella regione. Dopo l&#8217;invasione russa su vasta scala dell&#8217;Ucraina, i cosiddetti \u00abfunzionari\u00bb transnistriani, come il presidente transnistriano Krasnoselsky, hanno definito l&#8217;aggressione russa non una \u00abOperazione militare speciale\u00bb, come nei media russi, bens\u00ec una guerra. Da allora, la Transnistria ha mantenuto una posizione neutrale sulla guerra, cosa che ha lasciato perplessi i ricercatori. La decisione sembra essere legata agli ampi legami con l&#8217;Ucraina e alla minoranza ucraina. Circa 100.000 residenti possiedono la cittadinanza ucraina, il che attenua il sentimento antiucraino. Potrebbe anche essere collegata alla lieve delusione per la mancanza di azione da parte della Russia e al ruolo transnistriano nell&#8217;Accordo di libero scambio della Moldova con l&#8217;UE. Tuttavia, la situazione \u00e8 cambiata a causa della recente decisione dell&#8217;Ucraina di interrompere il transito del gas russo verso l&#8217;Europa, che ha portato a blackout nella regione. Ora le \u00abautorit\u00e0\u00bb della Transnistria accusano l&#8217;Ucraina di aver causato il collasso energetico, e tale retorica \u00e8 amplificata dalla propaganda russa presente nei canali Telegram locali.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Rispetto alla Transnistria, la situazione della Gagauzia \u00e8 piuttosto diversa. Sotto il dominio sovietico, la Gagauzia si \u00e8 trasformata da regione relativamente povera a regione ben sviluppata dal punto di vista economico e culturale. Ci\u00f2 ha innescato un&#8217;ascesa del nazionalismo gagauzo negli anni Ottanta. All&#8217;epoca, i leader gagauzi espressero il desiderio di autodeterminazione politica, motivato dal timore dell&#8217;estinzione culturale, data l&#8217;assenza altrove di un protettore politico dei gagauzi. Essi cercarono l&#8217;autonomia o persino l&#8217;indipendenza dalla Moldova, tenendo nel 1990 un referendum per istituire una repubblica sovietica indipendente e funzionando in modo semi-indipendente per diversi anni.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Dopo il conflitto in Transnistria, le preoccupazioni per una potenziale secessione gagauza hanno portato a negoziati complessi e spesso controversi tra il governo moldavo di Chi\u0219in\u0103u e le autorit\u00e0 gagauze di Comrat sul conseguimento dell&#8217;autonomia. L&#8217;autonomia della Gagauzia \u00e8 stata formalizzata attraverso una legge del dicembre 1994 che ha creato l&#8217;Unit\u00e0 territoriale autonoma della Gagauzia, nota come Gagauz Yeri. Questa legge ha concesso alla Gagauzia il diritto all&#8217;autodeterminazione qualora la Moldova avesse perso la propria sovranit\u00e0, rispecchiando in larga misura le preoccupazioni gagauze per una potenziale unificazione della Moldova con la Romania. La legge ha inoltre riconosciuto il moldavo, il gagauzo e il russo come lingue ufficiali della regione e ha istituito le strutture politiche della Gagauzia: l&#8217;Assemblea Popolare quale organo legislativo e il Bashkan (governatore) quale capo dell&#8217;esecutivo. I confini regionali sono stati determinati in base alla demografia etnica e a referendum tenuti nel 1995. Quasi un decennio dopo, i principi dell&#8217;autonomia gagauza sono stati integrati nella Costituzione moldava mediante modifiche all&#8217;articolo 111.<\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"alignright size-full\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"385\" height=\"578\" src=\"https:\/\/tdcenter.org\/wp-content\/uploads\/2025\/03\/image-10.png\" alt=\"\" class=\"wp-image-28393\" srcset=\"https:\/\/tdcenter.org\/wp-content\/uploads\/2025\/03\/image-10.png 385w, https:\/\/tdcenter.org\/wp-content\/uploads\/2025\/03\/image-10-8x12.png 8w\" sizes=\"(max-width: 385px) 100vw, 385px\" \/><figcaption class=\"wp-element-caption\"><em>Evgenia Gutsul, capo dell&#8217;autonomia gagauza, ha incontrato Vladimir Putin.<\/em><\/figcaption><\/figure>\n<\/div>\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il sistema politico della Gagauzia \u00e8 caratterizzato da un certo grado di autogoverno, ma resta intrecciato al panorama politico nazionale della Moldova. Il rapporto tra le \u00e9lite regionali della Gagauzia e il governo centrale \u00e8 stato storicamente difficile, con tensioni persistenti riguardo all&#8217;autonomia e alla rappresentanza. Il popolo gagauzo, prevalentemente turcofono, ha cercato di affermare la propria identit\u00e0 e le proprie rivendicazioni politiche, spesso in risposta a una percepita emarginazione da parte dello Stato moldavo. Le dinamiche politiche della regione sono ulteriormente complicate da fattori esterni, in particolare dall&#8217;influenza della politica russa, che storicamente ha sostenuto l&#8217;autonomia gagauza come contrappeso al nazionalismo moldavo. La simpatia per la Russia \u00e8 in crescita ed \u00e8 evidente dai risultati delle pi\u00f9 recenti elezioni. In particolare, nel caso di Evgenia Gutsul, attuale Bashkan della Gagauzia, ella ha compiuto un viaggio al Festival mondiale della giovent\u00f9 in Russia, ha avuto un incontro personale con Putin e ha firmato accordi di cooperazione con diverse amministrazioni locali russe, compresa quella della regione di Krasnodar. Come le \u00abautorit\u00e0\u00bb della Transnistria, anche Gutsul ha chiesto a Mosca aiuto per la questione del \u00abblocco\u00bb. Entrambe le regioni definiscono<strong> <\/strong>blocco la recente attuazione di una nuova versione del Codice doganale della Moldova, secondo cui sia la Transnistria sia la Gagauzia devono rimborsare autonomamente agli imprenditori le tasse. Il Bashkan della Gagauzia ha risposto con un clich\u00e9 della propaganda russa: ha affermato che si trattava di una \u00abviolazione dei diritti dei gagauzi\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Gutsul \u00e8 una persona della cerchia di Shor. N\u00e9 Maia Sandu n\u00e9 i diplomatici occidentali sono in contatto con lei. Funzionari della squadra di Gutsul figurano negli elenchi delle sanzioni dell&#8217;UE, e la stessa Gutsul \u00e8 sottoposta a sanzioni statunitensi. La propaganda russa alimenta questo conflitto tramite canali Telegram anonimi, diffondendo messaggi all&#8217;interno di vari messaggi localizzati nel contesto moldavo e talvolta in linea con la propaganda russa in altre parti del mondo.<\/p>\n\n\n\n<h4 class=\"wp-block-heading\">Le elezioni e il referendum del 2024 come catalizzatore della divisione moldava<\/h4>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-full\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"929\" height=\"526\" src=\"https:\/\/tdcenter.org\/wp-content\/uploads\/2025\/03\/image-12.png\" alt=\"\" class=\"wp-image-28395\" srcset=\"https:\/\/tdcenter.org\/wp-content\/uploads\/2025\/03\/image-12.png 929w, https:\/\/tdcenter.org\/wp-content\/uploads\/2025\/03\/image-12-600x340.png 600w, https:\/\/tdcenter.org\/wp-content\/uploads\/2025\/03\/image-12-768x435.png 768w, https:\/\/tdcenter.org\/wp-content\/uploads\/2025\/03\/image-12-18x10.png 18w\" sizes=\"(max-width: 929px) 100vw, 929px\" \/><\/figure>\n<\/div>\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Le elezioni presidenziali e il referendum sull&#8217;UE del 2024 in Moldova rivestono notevole importanza, in particolare nel contesto delle sue relazioni con la Transnistria e la Gagauzia. Le elezioni sono state viste come un voto sull&#8217;allineamento geopolitico della Moldova. La Transnistria e la Gagauzia, con le loro posizioni prevalentemente filorusse, potrebbero reagire chiedendo una maggiore autonomia o persino cercando la secessione con il sostegno russo se la traiettoria del Paese si spostasse verso Occidente. I risultati del voto hanno rivelato significativi sentimenti regionali e divisioni politiche.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il 20 ottobre 2024, la Moldova ha tenuto un referendum per modificare la propria Costituzione includendovi l&#8217;impegno all&#8217;adesione all&#8217;UE. I risultati sono stati estremamente ravvicinati: 749.719 persone hanno votato a sostegno di tale idea (50,35%) e 739.155 persone hanno votato contro (49,65%). Questo margine ristretto indica profonde divisioni nell&#8217;elettorato. In particolare, regioni come la Gagauzia e la Transnistria hanno contribuito all&#8217;opposizione contro l&#8217;integrazione nell&#8217;UE a causa delle loro inclinazioni filorusse.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Nel ballottaggio presidenziale tenutosi il 3 novembre 2024, la presidente uscente Maia Sandu ha ottenuto il suo secondo mandato con circa il 55% dei voti contro lo sfidante Alexandr Stoianoglo, che ha raccolto circa il 45%. Tuttavia, i risultati sono variati notevolmente per regione. Sandu ha ricevuto meno del 3% dei voti in Gagauzia, mostrando un forte sentimento filorusso in questa regione autonoma. In Transnistria, Sandu ha ottenuto circa il 20% dei voti, riflettendo un livello di sostegno altrettanto basso in una popolazione che favorisce in larga misura l&#8217;allineamento con la Russia.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il referendum sull&#8217;UE, tenutosi contestualmente alle elezioni, \u00e8 stato fondamentale per unire ulteriormente o polarizzare ulteriormente la Moldova. La decisione di procedere verso l&#8217;adesione all&#8217;UE incontra una ferma opposizione da parte della Transnistria e della Gagauzia, che sostengono legami pi\u00f9 stretti con la Russia. I risultati delle elezioni e del referendum possono spingere la Transnistria a fare pressione per il riconoscimento internazionale o persino a intensificare le tensioni in collaborazione con Mosca, ma essa affronta maggiori difficolt\u00e0 connesse alla sua politica energetica a causa dei recenti sviluppi.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Gli esiti sia delle elezioni presidenziali sia del referendum sull&#8217;adesione all&#8217;UE sottolineano le tensioni geopolitiche all&#8217;interno della Moldova, in particolare in Gagauzia e Transnistria. I forti sentimenti filorussi in queste regioni pongono sfide all&#8217;agenda filo-europea di Sandu e riflettono dinamiche regionali pi\u00f9 ampie influenzate da attori esterni come la Russia.<\/p>\n\n\n\n<h4 class=\"wp-block-heading\"><strong>Crisi d&#8217;identit\u00e0?<\/strong><\/h4>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La lotta per definire un&#8217;identit\u00e0 moldava coesa \u00e8 una questione complessa<strong> <\/strong>profondamente radicata nei contesti storico, politico e sociale del Paese. Dopo il crollo dell&#8217;Unione Sovietica nel 1991, la Moldova si \u00e8 confrontata con narrazioni nazionali concorrenti, distinzioni linguistiche e influenze esterne che hanno plasmato la sua contemporanea crisi d&#8217;identit\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La storia della Moldova di dominazione straniera, compresi i periodi sotto l&#8217;Impero ottomano e l&#8217;Unione Sovietica, ha prodotto una popolazione diversificata con differenti affiliazioni culturali. Questo retroterra eclettico ha alimentato una dualit\u00e0 nell&#8217;identit\u00e0 nazionale, per cui molti moldavi si identificano come rumeni oppure come appartenenti a una distinta etnia moldava. La Dichiarazione d&#8217;indipendenza del 1991 inizialmente enfatizzava un legame con l&#8217;eredit\u00e0 rumena, ma i successivi sviluppi politici hanno complicato questa narrazione.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il panorama politico riflette questa lotta identitaria. Vi sono moldavi di lingua rumena che spesso sostengono politici filorussi e moldavi di lingua russa che propendono per partiti filo-europei. Questa divisione non \u00e8 meramente linguistica, ma anche ideologica, poich\u00e9 influenza le alleanze politiche e il sentimento pubblico riguardo alla futura direzione della Moldova. Molti giovani moldavi e le popolazioni urbane sostengono l&#8217;integrazione nell&#8217;UE, considerandola un percorso verso la modernizzazione e la stabilit\u00e0 economica. Al contrario, le generazioni pi\u00f9 anziane possono favorire legami pi\u00f9 stretti con la Russia, spesso a causa dei legami culturali e delle dipendenze economiche.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il dibattito sull&#8217;unionismo \u2014 l&#8217;idea di unire la Moldova alla Romania \u2014 \u00e8 un aspetto significativo della lotta identitaria. I sostenitori sostengono che una tale unione migliorerebbe le opportunit\u00e0 economiche e rafforzerebbe i legami culturali. Tuttavia, gli oppositori temono che comprometterebbe la sovranit\u00e0 della Moldova e alienerebbe le popolazioni russofone. Questo dibattito si intensifica durante i cicli elettorali, influenzando le piattaforme dei partiti e la mobilitazione degli elettori.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La Moldavia ospita vari gruppi etnici, tra cui ucraini, russi e bulgari. Questa diversit\u00e0 aggiunge ulteriori livelli al dibattito sull&#8217;identit\u00e0 nazionale, poich\u00e9 diversi gruppi sostengono i propri interessi e il riconoscimento all&#8217;interno del pi\u00f9 ampio Stato moldavo.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La questione della lingua<strong> <\/strong>complica ulteriormente la formazione dell&#8217;identit\u00e0. La designazione della lingua come \u00abmoldavo\u00bb anzich\u00e9 \u00abrumeno\u00bb \u00e8 stata politicamente controversa ed \u00e8 uno strumento nella cassetta degli attrezzi del soft power russo nel Paese. <\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il panorama mediatico svolge un ruolo cruciale nel plasmare la percezione pubblica dell&#8217;identit\u00e0 nazionale. I mezzi d&#8217;informazione filorussi spesso promuovono<strong> <\/strong>narrazioni che sottolineano la separazione della Moldavia dalla Romania e sostengono legami pi\u00f9 stretti con la Russia. Al contrario, i media filo-europei si concentrano sull&#8217;integrazione con l&#8217;Occidente ed evidenziano i benefici dell&#8217;adesione all&#8217;UE. Questa polarizzazione contribuisce alla persistente crisi d&#8217;identit\u00e0 rafforzando le divisioni esistenti nella societ\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Tutte queste tendenze avranno sicuramente un impatto sulle elezioni parlamentari di quest&#8217;anno, ed \u00e8 per questo che \u00e8 importante comprenderle. In questo momento, la Moldavia appare come un caso di studio perfetto, o persino come il \u00abpaziente zero\u00bb, per osservare come le influenze russe e occidentali si scontrino in tempo reale. Ci\u00f2 pu\u00f2 costituire un buon insegnamento non solo per l&#8217;Ucraina, soprattutto nel contesto del sostegno europeo all&#8217;Ucraina che attualmente versa in uno stato cos\u00ec turbolento, ma anche per i responsabili politici occidentali e altri portatori di interesse rilevanti, riguardo a ci\u00f2 che funziona bene nel contesto post-sovietico e a ci\u00f2 che potrebbe effettivamente essere migliorato. La parte pi\u00f9 triste di tutti questi processi, tuttavia, \u00e8 che la Moldavia, essendo un Paese con un urgente bisogno di riprendersi da tutti i problemi del suo passato, non riesce a trovare tregua perch\u00e9 viene dilaniata dalla Russia, il che lascia i moldavi un po&#8217; meno fiduciosi nel loro futuro. <\/p>\n\n\n\n<hr class=\"wp-block-separator has-alpha-channel-opacity\"\/>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>Esclusione di responsabilit\u00e0: le opinioni, i pensieri e le valutazioni espresse negli articoli pubblicati su questo sito appartengono esclusivamente agli autori e non riflettono necessariamente quelle del Transatlantic Dialogue Center, dei suoi comitati o delle sue organizzazioni affiliate. Gli articoli sono intesi a stimolare il dialogo e la discussione e non rappresentano posizioni politiche ufficiali del Transatlantic Dialogue Center o di altre organizzazioni alle quali gli autori possano essere associati.<br><\/em><\/p>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Punti chiave Il panorama politico contemporaneo della Moldavia \u00e8 uno spazio dinamico e spesso volatile, plasmato da retaggi storici, pressioni geopolitiche e lotte interne tra riforme e corruzione. 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