{"id":38143,"date":"2026-07-30T16:27:02","date_gmt":"2026-07-30T13:27:02","guid":{"rendered":"https:\/\/tdcenter.org\/?p=38143"},"modified":"2026-08-13T16:54:53","modified_gmt":"2026-08-13T13:54:53","slug":"ukraine-defense-innovation-brave1","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/tdcenter.org\/it\/2026\/07\/30\/ukraine-defense-innovation-brave1\/","title":{"rendered":"L\u2019Ucraina come Stato organizzatore: come sono state strutturate le istituzioni della guerra prima che il sistema internazionale potesse adattarsi"},"content":{"rendered":"<div class=\"wp-block-quick-download-button-download-button aligncenter qdbn-wrapper\"><div class=\"qdbn\" data-plugin-name=\"qdbn\" data-style=\"small\" data-file=\"hide-file\" data-size=\"hide-size\" data-icon-position=\"left\"><div class=\"qdbn-download-button-inner\"><button type=\"button\" data-button-type=\"small\" class=\"g-btn f-l\" style=\"background-color:#0e107b;color:#ffffff;border-radius:25px\" data-attachment-id=\"56782\" data-page-id=\"18850\" data-post-id=\"\" data-have-external=\"false\" data-external-url=\"\" data-wait-duration=\"0\" data-target-blank=\"true\" data-msg=\"Please wait...\" data-member=\"0\" data-has-icon-dark=\"true\" title=\"Scarica il PDF in inglese\"><span class=\"download-btn-icon\"><svg xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewbox=\"0 0 24 24\" width=\"20\" height=\"20\" aria-hidden=\"true\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M18 11.3l-1-1.1-4 4V3h-1.5v11.3L7 10.2l-1 1.1 6.2 5.8 5.8-5.8zm.5 3.7v3.5h-13V15H4v5h16v-5h-1.5z\"><\/path><\/svg><\/span><span>Scarica il PDF in inglese<\/span><\/button><p class=\"up\" style=\"border-radius:0\"><i class=\"fi fi-pdf\"><\/i><\/p><p class=\"down\" style=\"border-radius:0\"><svg xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewbox=\"0 0 24 24\" width=\"20\" height=\"20\" aria-hidden=\"true\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M10 4H4c-1.1 0-1.99.9-1.99 2L2 18c0 1.1.9 2 2 2h16c1.1 0 2-.9 2-2V8c0-1.1-.9-2-2-2h-8l-2-2z\"><\/path><\/svg><span class=\"file-size\">2 MB<\/span><\/p><\/div><\/div><quick-download-button-info class=\"qdb-btn-info\"><\/quick-download-button-info><\/div>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img fetchpriority=\"high\" decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"576\" src=\"https:\/\/tdcenter.org\/wp-content\/uploads\/2026\/08\/unnamed-1024x576.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-38144\" srcset=\"https:\/\/tdcenter.org\/wp-content\/uploads\/2026\/08\/unnamed-1024x576.jpg 1024w, https:\/\/tdcenter.org\/wp-content\/uploads\/2026\/08\/unnamed-600x338.jpg 600w, https:\/\/tdcenter.org\/wp-content\/uploads\/2026\/08\/unnamed-768x432.jpg 768w, https:\/\/tdcenter.org\/wp-content\/uploads\/2026\/08\/unnamed-18x10.jpg 18w, https:\/\/tdcenter.org\/wp-content\/uploads\/2026\/08\/unnamed.jpg 1280w\" sizes=\"(max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><figcaption class=\"wp-element-caption\"><em>Soldati ucraini osservano le immagini trasmesse dai droni da un centro di comando sotterraneo a Bakhmut, nella regione di Donetsk, in Ucraina. Fonte: <\/em><a href=\"https:\/\/spectrumlocalnews.com\/us\/snplus\/international\/2022\/12\/28\/minister--ukraine-aims-to-develop-air-to-air-combat-drones\"><em>Spectrum news<\/em><\/a><\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Tutte le guerre producono, consapevolmente o inconsapevolmente, una narrazione ufficiale di s\u00e9. Una coppia che si sposa pochi giorni prima che entrambi partano per il fronte. Nonne che intrecciano reti mimetiche. \u00c8 questa la narrazione attraverso cui l\u2019Occidente ha finito per identificare la guerra. \u00c8 vera e legittima; la retorica del coraggio e della resistenza \u00e8 diventata la <a href=\"https:\/\/www.mdpi.com\/2076-0752\/13\/1\/38\">pietra angolare<\/a> dell\u2019immagine che l\u2019Ucraina presenta di s\u00e9 al mondo esterno dall\u2019inizio dell\u2019invasione su vasta scala. E, data la crescente stanchezza per la guerra, si dimostra particolarmente efficace nel sostenere la comunicazione strategica e il morale nazionale.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Detto questo, dove risiede dunque il problema della narrazione eroica, se non \u00e8 n\u00e9 falsa n\u00e9 esagerata? Il problema principale consiste nel fatto che presentarla come l\u2019unico quadro interpretativo disponibile per spiegare il successo della resistenza ucraina non \u00e8 sufficiente. <strong>La narrazione eroica risponde alla domanda \u00abLa societ\u00e0 civile ucraina \u00e8 coraggiosa e resiliente?\u00bb, ma non alla domanda \u00abPerch\u00e9 e in che modo lo Stato ucraino \u00e8 in grado di resistere indefinitamente in una guerra asimmetrica?\u00bb<\/strong> Se si analizza soltanto il coraggio individuale, si trascura di spiegare come sia nato un sistema produttivo su vasta scala o come venga coordinata la rete militare sulla linea del fronte.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La spiegazione principale risiede nelle istituzioni che hanno avviato una trasformazione accelerata e formalizzato questi singoli atti di coraggio della societ\u00e0 civile in infrastrutture istituzionali. Per comprendere meglio perch\u00e9 Kyiv abbia deciso di attuare queste rapide trasformazioni, quale sia stato il punto di svolta e perch\u00e9 siano state realizzate proprio queste trasformazioni anzich\u00e9 altre, occorre tornare al 2014 e alla loro espressione pi\u00f9 compiuta: Brave1. Analizzare la creazione di questo ecosistema significa esaminare le forme pi\u00f9 avanzate di espressione istituzionale attraverso le quali l\u2019Ucraina, sotto la pressione dell\u2019aggressione esterna, ha costruito un\u2019architettura tecnologica multidimensionale capace di collegare orizzontalmente, quasi simultaneamente, start-up, investitori, sviluppatori e strutture statali. In una gerarchia verticale e centralizzata, questi attori opererebbero in modo lento e burocratico.<\/p>\n\n\n\n<h4 id=\"h-the-limits-of-the-heroic-narrative-and-its-danger\" class=\"wp-block-heading\"><strong><strong>I limiti della narrazione \u00aberoica\u00bb e il pericolo che comporta<\/strong><\/strong><\/h4>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Non si tratta di togliere meriti a una parte per attribuirli a un\u2019altra, bens\u00ec di individuare il problema nel modo in cui i media occidentali raccontano la vicenda. Concentrandosi esclusivamente sull\u2019immagine del soldato coraggioso, nella maggior parte dei casi la narrazione omette il quadro istituzionale \u2014 costruito in larga misura dal basso come movimento di base \u2014 che ha saputo sviluppare capacit\u00e0 istituzionale a partire da quel coraggio.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Inoltre, idealizzare la resistenza individuale \u00e8 politicamente pericoloso. Solleva l\u2019aggressore esterno dalle proprie responsabilit\u00e0 e, in certa misura, normalizza la sofferenza di un\u2019intera societ\u00e0 presentandola indirettamente quasi come un tratto culturale o una caratteristica del carattere nazionale. Non viene presentata come la conseguenza diretta di un\u2019invasione, di fronte alla quale la societ\u00e0 aggredita non ha scelta. Secondo il giornalista Peter Swope, l\u2019idealizzazione mediatica del sacrificio in combattimento finisce per<a href=\"https:\/\/brownpoliticalreview.org\/ukrainian-sacrifice-and-war-death\/\"> distogliere l\u2019attenzione<\/a> dalla vera brutalit\u00e0 della guerra. Riconoscerlo non sminuisce il valore di ci\u00f2 che fa la societ\u00e0 civile ucraina; al contrario, ne restituisce un\u2019immagine umana e realistica, mostrando che la sofferenza non fa parte della sua natura.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-full\"><img decoding=\"async\" width=\"862\" height=\"485\" src=\"https:\/\/tdcenter.org\/wp-content\/uploads\/2026\/08\/unnamed-1.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-38145\" srcset=\"https:\/\/tdcenter.org\/wp-content\/uploads\/2026\/08\/unnamed-1.jpg 862w, https:\/\/tdcenter.org\/wp-content\/uploads\/2026\/08\/unnamed-1-600x338.jpg 600w, https:\/\/tdcenter.org\/wp-content\/uploads\/2026\/08\/unnamed-1-768x432.jpg 768w, https:\/\/tdcenter.org\/wp-content\/uploads\/2026\/08\/unnamed-1-18x10.jpg 18w\" sizes=\"(max-width: 862px) 100vw, 862px\" \/><figcaption class=\"wp-element-caption\"><em>Una coppia ucraina impegnata a combattere l\u2019invasione russa si sposa sulla linea del fronte. Fonte: <\/em><a href=\"https:\/\/www.abc.net.au\/news\/2022-03-07\/ukrainian-defence-fighters-marry-in-frontline-wedding\/100888214\"><em>ABC<\/em><\/a><br><\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Inoltre, anche la comunicazione di guerra sotto la guida del presidente ucraino ha evitato di costruire una narrazione incentrata sull\u2019individuo. Secondo un\u2019 <a href=\"https:\/\/thezelenskyeffect.com\">analisi<\/a>condotta con NVivo, nei primi sei mesi di guerra Zelenskyy ha pronunciato \u00abUcraina\u00bb 1.726 volte e \u00abpopolo\u00bb 1.236 volte. Il pronome \u00abio\u00bb, usato in senso personale, non \u00e8 stato quasi mai registrato. Quando elenca i risultati ottenuti nei suoi discorsi, non costruisce un culto della personalit\u00e0, bens\u00ec un\u2019identit\u00e0 collettiva, usando \u00abnoi\u00bb per riferirsi al popolo ucraino e \u00abvoi\u00bb per rivolgersi ai difensori del Paese<em>.<\/em> Anche il massimo rappresentante della resistenza ucraina in Occidente ha strutturato la propria comunicazione in modo opposto, ponendo al centro la capacit\u00e0 di azione collettiva anzich\u00e9 quella personale. Un\u2019interpretazione incentrata sull\u2019individuo \u00e8 quindi una semplificazione osservata dall\u2019esterno, non il riflesso del modo in cui l\u2019Ucraina racconta se stessa.<\/p>\n\n\n\n<h4 id=\"h-2014-the-starting-point-of-ukraine-s-quiet-buildup-of-military-self-efficiency\" class=\"wp-block-heading\"><strong><strong>2014: The Starting Point of Ukraine&#8217;s Quiet Buildup of Military Self-Efficiency<\/strong><\/strong><\/h4>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00c8 importante sottolineare che il 2022 segna l\u2019inizio dell\u2019invasione su vasta scala, non dell\u2019aggressione russa. Il 2014, con l\u2019annessione della Crimea e l\u2019invasione russa dell\u2019Ucraina orientale, fu dunque l\u2019anno in cui Kyiv comprese che nessuna garanzia esterna \u2014 diplomatica, giuridica o militare \u2014 poteva sostituire la propria capacit\u00e0 di autodifesa. \u00c8 quindi essenziale capire che la ragione principale per cui l\u2019escalation territoriale della guerra nel 2022 non giunse come uno \u00abshock\u00bb \u00e8 che l\u2019Ucraina investiva da otto anni nella propria infrastruttura istituzionale, prima che questa diventasse decisiva per la sua resistenza.<\/p>\n\n\n\n<h5 id=\"h-the-doctrine-of-escalation-dominance-and-its-effect-on-ukraine\" class=\"wp-block-heading\"><em>La dottrina del predominio nell\u2019escalation e i suoi effetti sull\u2019Ucraina<\/em><\/h5>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\" id=\"h-the-doctrine-of-escalation-dominance-and-its-effect-on-ukraine\">Mentre l\u2019Ucraina cercava di riprendere il controllo della Crimea, gi\u00e0 annessa dalla Russia, l\u2019allora presidente Petro Poroshenko si rec\u00f2 negli Stati Uniti per chiedere al Congresso maggiori aiuti militari letali, compresi i missili Javelin. Tuttavia, l\u2019amministrazione Obama<a href=\"https:\/\/www.cbc.ca\/news\/world\/obama-trump-biden-ukraine-military-aid-1.6371378\"> limit\u00f2<\/a> le forniture di aiuti all\u2019assistenza strettamente umanitaria e non letale (giubbotti antiproiettile, visori notturni, veicoli), respingendo le richieste di sostegno militare letale. In Ucraina, la <strong>quasi totale assenza di sostegno estero<\/strong> nei primi anni successivi al 2014 fu dovuta principalmente alla teoria militare del \u00abpredominio nell\u2019escalation\u00bb. Questa teoria, sviluppata da Herman Kahn, \u00e8 rappresentata da una scala con quarantaquattro<a href=\"https:\/\/www.linkedin.com\/pulse\/what-escalation-dominance-means-why-longer-applies-used-ingo-piepers-3wj3e\/\"> gradini<\/a>: in fondo si trova una crisi a bassa intensit\u00e0 e in cima la guerra nucleare totale. Il predominio in tale escalation dipende dalle capacit\u00e0 e dalla credibilit\u00e0 dell\u2019attore. Quest\u2019ultimo pu\u00f2 dominare l\u2019escalation nei confronti dell\u2019avversario se ricorrono contemporaneamente tre condizioni: una reale capacit\u00e0 di intensificare lo scontro, la credibilit\u00e0 dell\u2019esistenza di tale possibilit\u00e0 e il riconoscimento, da parte dell\u2019avversario, della possibilit\u00e0 di<a href=\"https:\/\/geopol.uk\/concepts\/deterrence-theory\/\"> entrambe<\/a> le situazioni. Applicando la teoria alla guerra nel Donbas, dal punto di vista occidentale la Russia dimostr\u00f2 questo predominio a Ilovaisk e Debaltseve, dove, indipendentemente dalle avanzate ucraine,<a href=\"https:\/\/www.rusi.org\/explore-our-research\/publications\/commentary\/military-assistance-ukraine-rediscovering-virtue-courage\"> dispieg\u00f2<\/a> capacit\u00e0 aggiuntive e prevalse. A ogni escalation ucraina, la Russia avrebbe risposto con un\u2019escalation maggiore. Washington concluse quindi che qualsiasi aiuto sarebbe stato controproducente sia per gli Stati Uniti sia, soprattutto, per l\u2019Ucraina.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Questa interpretazione degli eventi dalla prospettiva del predominio nell\u2019escalation non \u00e8 n\u00e9 isolata n\u00e9 retrospettiva. I centri studi sulla sicurezza hanno mosso critiche rilevanti al modo in cui l\u2019applicazione difensiva di questa dottrina abbia prodotto proprio l\u2019esito che intendeva evitare. Secondo l\u2019Atlantic Council, la risposta all\u2019occupazione della Crimea fu \u00abun<a href=\"https:\/\/www.atlanticcouncil.org\/blogs\/ukrainealert\/putins-unpunished-crimean-crime-set-the-stage-for-russias-2022-invasion\/\"> errore geopolitico<\/a> di proporzioni storiche, che incoraggi\u00f2 Vladimir Putin e prepar\u00f2 il terreno per la pi\u00f9 grande invasione europea dalla Seconda guerra mondiale\u00bb. L\u2019assenza di escalation fu interpretata come un successo della deterrenza. In realt\u00e0, era un segno di debolezza. Gli avvertimenti verbali privi di costi reali \u2014 ci\u00f2 che James Fearon definisce<a href=\"https:\/\/web.stanford.edu\/group\/fearon-research\/cgi-bin\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2013\/10\/Domestic-Political-Audiences-and-the-Escalation-of-International-Disputes.pdf\"> dichiarazioni non vincolanti<\/a>\u2014 non modificarono i calcoli dell\u2019avversario, poich\u00e9 non comportavano alcun impegno. Gli unici segnali che implicano un costo sarebbero una mobilitazione militare esplicita o un impegno pubblico difficile da revocare. Tra il 2014 e il 2018, la Casa Bianca invi\u00f2 al Cremlino segnali privi di costi, senza mai trasformarli in segnali costosi e credibili. Solo nel 2018 gli Stati Uniti<a href=\"https:\/\/www.rusi.org\/explore-our-research\/publications\/commentary\/military-assistance-ukraine-rediscovering-virtue-courage\"> fornirono<\/a> la prima assistenza non letale, consegnando missili anticarro Javelin; una scelta seguita da altri Paesi, come la Repubblica Ceca.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Le ripetute dichiarazioni della NATO, dell\u2019UE, degli Stati Uniti e della Germania secondo cui non sarebbero intervenuti direttamente in caso di invasione russa ebbero un impatto significativo sui calcoli dei costi da parte della Russia. Data la scarsit\u00e0 di armi letali e il mancato coinvolgimento degli alleati occidentali, i vertici militari russi calcolarono che le forze ucraine non avrebbero potuto resistere indefinitamente; stimarono pertanto che i<a href=\"https:\/\/www.swp-berlin.org\/en\/publication\/failing-to-deter-russias-war-against-ukraine-the-role-of-misperceptions\"> costi<\/a> di una guerra contro l\u2019Ucraina sarebbero stati accettabili e limitati, senza conseguenze significative per il Paese o la sua economia.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Numerose analisi internazionali hanno rilevato che la debole risposta all\u2019annessione della Crimea \u00ab<a href=\"https:\/\/www.atlanticcouncil.org\/blogs\/ukrainealert\/putins-unpunished-crimean-crime-set-the-stage-for-russias-2022-invasion\/\">incoraggi\u00f2<\/a>\u00bb la Russia. Questa prospettiva del Cremlino conferma che la mancanza di impegno occidentale nel 2014 fu sufficiente perch\u00e9 l\u2019aggressore concludesse che la guerra avrebbe prodotto pi\u00f9 benefici che costi. E dimostra che non si tratta di una percezione errata dell\u2019Ucraina nei confronti dei suoi alleati occidentali. Il fatto che due attori con interessi completamente opposti concordino sul fatto che il sostegno all\u2019Ucraina tra il 2014 e il 2021 sia stato insufficiente a creare una reale deterrenza dimostra che si tratta di un fatto verificato da entrambe le parti.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Non si tratta quindi di una sfiducia infondata nei confronti degli alleati, bens\u00ec di una valutazione realistica della situazione basata su prove empiriche. Su questa base, l\u2019Ucraina decise di non affidarsi esclusivamente ad accordi, attori esterni, memorandum o persino organizzazioni internazionali per garantire la propria sicurezza e integrit\u00e0 territoriale. Il processo di Minsk, guidato da Francia e Germania tra il 2014 e il 2015, rafforz\u00f2 la conclusione di Kyiv.<\/p>\n\n\n\n<h5 id=\"h-the-minsk-agreements-and-their-lack-of-structural-resolution\" class=\"wp-block-heading\"><em>Gli accordi di Minsk e la loro incapacit\u00e0 di offrire una soluzione strutturale<\/em><\/h5>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">If the allies&#8217; reluctance to arm Ukraine was a military signal that the West was unwilling to bear the real costs in exchange for Ukraine\u2019s security, the Minsk processes demonstrate the same thing, but on the diplomatic front.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Si trattava di piani di pace promossi dall\u2019allora presidente ucraino che riguardavano<a href=\"https:\/\/ecfr.eu\/article\/ukraine-russia-and-the-minsk-agreements-a-post-mortem\/\"> una serie di<\/a> ambiti multidimensionali: sicurezza, questioni umanitarie, aspetti economici e politici. Il primo accordo fu firmato nel settembre 2014 in seguito alla \u00abtragedia di<a href=\"https:\/\/www.bbc.com\/news\/world-europe-49426724\">Ilovaisk<\/a> \u00bb e Minsk II nel febbraio 2015. Sebbene entrambi gli accordi<a href=\"https:\/\/kyivindependent.com\/what-were-the-minsk-agreements-and-why-did-they-fail-to-bring-peace-in-ukraine\/\"> prevedessero<\/a> un cessate il fuoco, il ritiro delle armi pesanti dalla frontiera e uno status speciale per le regioni separatiste del Donbas sotto la supervisione dell\u2019OSCE, furono segnalate violazioni del cessate il fuoco pochi minuti dopo la loro entrata in vigore. Tuttavia, poich\u00e9 il fallimento operativo degli accordi \u00e8 gi\u00e0 ampiamente documentato, \u00e8 stata poco analizzata la ragione per cui furono concepiti in modo tale che, gi\u00e0 durante la loro attuazione, molti analisti ne dessero per scontato il fallimento. Alla Russia non furono imposti obblighi diretti nel conflitto, poich\u00e9 Mosca si presentava come mediatrice anzich\u00e9 come parte belligerante, ponendosi sullo stesso piano di Francia, Germania e OSCE \u2014 sebbene fornisse sostegno militare alle forze separatiste sul terreno. <strong>Il mancato riconoscimento della Russia come parte del conflitto<\/strong> sulla carta, bench\u00e9 fosse dimostrabile che nella pratica ne gestiva l\u2019andamento, <strong>lasci\u00f2 al Cremlino piena libert\u00e0 di aumentare o ridurre l\u2019intensit\u00e0 dell\u2019invasione <\/strong>come riteneva opportuno in qualsiasi momento: intensificando i combattimenti quando aveva interesse a esercitare pressioni su Kyiv o riducendoli per attenuare la pressione internazionale sulla Russia. Tutto ci\u00f2 senza alcun costo politico reale, che invece sarebbe derivato dal<a href=\"https:\/\/ecfr.eu\/article\/ukraine-russia-and-the-minsk-agreements-a-post-mortem\/\"> riconoscimento<\/a> della Russia come Stato aggressore e parte del conflitto.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Questo difetto fondamentale di progettazione fece s\u00ec che gli accordi di Minsk producessero lo stesso esito gi\u00e0 osservato sul piano militare: un impegno privo di costi reali, che lasciava aperta la strada all\u2019inadempienza. Proprio come furono formulati avvertimenti verbali non sostenuti da armi letali, vennero creati quadri di compromesso privi di meccanismi vincolanti di applicazione.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Le conclusioni militari e diplomatiche conducono allo stesso risultato attraverso due linee di ragionamento indipendenti: n\u00e9 gli aiuti militari \u2014 limitati dal predominio nell\u2019escalation \u2014 n\u00e9 il quadro diplomatico \u2014 vincolato da accordi mal formulati \u2014 istituirono meccanismi di applicazione. <strong>Questa duplice conferma spiega perch\u00e9 Kyiv concluse che nessuna garanzia esterna pu\u00f2 sostituire la propria capacit\u00e0 di autodifesa.<\/strong>&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\" id=\"h-the-doctrine-of-escalation-dominance-and-its-effect-on-ukraine\">Per questo le trasformazioni istituzionali dell\u2019Ucraina \u2014 disomogenee e imperfette, ma progressive e reali \u2014 iniziarono nel 2014, non nel 2022. L\u2019invasione su vasta scala non port\u00f2 l\u2019Ucraina a queste conclusioni, ma le ribad\u00ec. Di conseguenza, la resistenza e la resilienza dell\u2019Ucraina dal 2022 non sono una risposta spontanea, bens\u00ec il risultato di uno Stato che aveva trascorso otto anni a costruire l\u2019infrastruttura istituzionale che lo shock del 2022 avrebbe infine messo in pratica.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"682\" src=\"https:\/\/tdcenter.org\/wp-content\/uploads\/2026\/08\/unnamed-2-1024x682.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-38146\" srcset=\"https:\/\/tdcenter.org\/wp-content\/uploads\/2026\/08\/unnamed-2-1024x682.jpg 1024w, https:\/\/tdcenter.org\/wp-content\/uploads\/2026\/08\/unnamed-2-600x399.jpg 600w, https:\/\/tdcenter.org\/wp-content\/uploads\/2026\/08\/unnamed-2-768x511.jpg 768w, https:\/\/tdcenter.org\/wp-content\/uploads\/2026\/08\/unnamed-2-1536x1022.jpg 1536w, https:\/\/tdcenter.org\/wp-content\/uploads\/2026\/08\/unnamed-2-18x12.jpg 18w, https:\/\/tdcenter.org\/wp-content\/uploads\/2026\/08\/unnamed-2.jpg 1920w\" sizes=\"(max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><figcaption class=\"wp-element-caption\"><em>Colloqui del formato Normandia a Minsk (febbraio 2015): Alexander Lukashenko, Vladimir Putin, Angela Merkel, Francois Hollande e Petro Poroshenko partecipano ai negoziati per una soluzione della situazione in Ucraina. Fonte: <\/em><a href=\"https:\/\/commons.wikimedia.org\/wiki\/File:Normandy_format_talks_in_Minsk_(February_2015)_03.jpeg\"><em>Wikimedia Commons<\/em><\/a><br><\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><\/p>\n\n\n\n<h4 id=\"h-security-and-defense-reforms-and-capability-building\" class=\"wp-block-heading\"><strong>Riforme della sicurezza e della difesa e sviluppo delle capacit\u00e0<\/strong><\/h4>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Alla luce della mancata risposta internazionale agli eventi in Ucraina, sia Kyiv sia la societ\u00e0 civile ucraina reagirono con profonde trasformazioni interne nel settore della difesa, alcune delle quali dovettero essere costruite da zero. Queste tre trasformazioni non possono essere comprese separatamente, poich\u00e9 \u00e8 proprio la loro esistenza simultanea a spiegare perch\u00e9 e quando l\u2019Ucraina decise, a partire dal 2022, di riunire questi tre elementi, che si erano sviluppati separatamente per quasi un decennio. Ci\u00f2 port\u00f2 alla creazione di <em>Brave1<\/em>, ma prima \u00e8 necessario spiegare le tre componenti da cui ha avuto origine.<\/p>\n\n\n\n<h5 id=\"h-the-end-of-hierarchical-centralization\" class=\"wp-block-heading\"><em>La fine della centralizzazione gerarchica<\/em><\/h5>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La prima trasformazione fu il passaggio dalla dottrina del comando centralizzato al comando di missione, una dottrina di lunga tradizione ampiamente adottata dalle forze armate moderne. Questo modello sottolinea l\u2019importanza di comandanti che si fidano dei propri subordinati, concedendo loro la libert\u00e0 di prendere decisioni cruciali in tempo reale e di adattarsi alle circostanze senza bisogno di<a href=\"https:\/\/www.defensa.gob.es\/ceseden\/-\/liderazgo_y_mission_command_en_el_contexto_de_la_guardia_nacional_republicana-1\"> direttive<\/a>rigide e costanti. Nel 2014, l\u2019esercito ucraino era privo di tutte le caratteristiche di questo modello; i vari battaglioni dell\u2019esercito ucraino<a href=\"https:\/\/www.lvivherald.com\/post\/from-legacy-to-resilience-the-evolution-of-ukraine-s-military-doctrine-since-2014\"> mancavano<\/a> di iniziativa e non disponevano di interoperabilit\u00e0 pratica. Quando veniva concessa l\u2019autorizzazione a effettuare un attacco, l\u2019opportunit\u00e0 tattica era gi\u00e0 sfumata.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Con il sostegno degli Stati Uniti e di alcuni Paesi europei membri della NATO, l\u2019Ucraina istitu\u00ec per la prima volta un corpo professionale di sottufficiali (NCO), un ruolo che fino ad allora era stato quasi inesistente. Fu il primo passo verso l\u2019adozione di un processo decisionale decentralizzato e la costruzione di un meccanismo di fiducia reciproca tra i ranghi. Queste unit\u00e0 acquisirono competenze fondamentali per<a href=\"https:\/\/www.armyupress.army.mil\/Journals\/NCO-Journal\/Archives\/2024\/October\/NCO-Lessons-from-Ukraine\/\"> perfezionare<\/a> il comando di missione: comprensione condivisa, intento del comandante, ordini di missione, iniziativa disciplinata e accettazione del rischio, che conferirono loro un vantaggio significativo sulla Russia.<\/p>\n\n\n\n<h5 id=\"h-the-end-of-the-state-monopoly-on-arms-production\" class=\"wp-block-heading\"><em>La fine del monopolio statale sulla produzione di armi<\/em><\/h5>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il secondo insieme di riforme si basa su un cambiamento nelle priorit\u00e0 degli approvvigionamenti e sulla fine del monopolio della produzione di armi. Prima del 2014, Ukroboronprom (un conglomerato di aziende del complesso militare-industriale del Paese) decideva quali armi sviluppare, orientando la produzione verso il proprio interesse a mantenere i sistemi d\u2019arma dell\u2019era sovietica anzich\u00e9 sviluppare nuove capacit\u00e0. Per un\u2019azienda simile era pi\u00f9 economico e semplice continuare a produrre gli stessi carri armati e le stesse munizioni senza modificare la linea produttiva, anzich\u00e9 investire in nuove tecnologie e ricercatori, assumersi rischi e impiegare pi\u00f9 tempo. Pertanto, pur essendoci stati alcuni cambiamenti, questi furono minimi: nel 2020, il 20% dei progetti di R&amp;S era in corso da vent\u2019anni o pi\u00f9 senza alcun risultato tangibile e fungeva da<a href=\"https:\/\/www.csis.org\/analysis\/how-ukraine-rebuilt-its-military-acquisition-system-around-commercial-technology\"> meccanismo<\/a> per sottrarre fondi pubblici. Ukroboronprom era caratterizzata da gravi scandali di corruzione, da un\u2019eccessiva<a href=\"https:\/\/www.corruptionjusticeandlegitimacy.org\/post\/accomplishing-the-impossible-how-ukraine-advanced-anti-corruption-reforms-in-defense-security\"> classificazione delle<\/a> informazioni e da un processo decisionale eccessivamente verticistico: tra il 2014 e il 2020 fu soddisfatto soltanto il 13% delle<a href=\"https:\/\/www.csis.org\/analysis\/how-ukraine-rebuilt-its-military-acquisition-system-around-commercial-technology\"> richieste dello Stato maggiore relative ad<\/a> attrezzature nuove o ammodernate.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Con l\u2019emergere dei vari casi di corruzione all\u2019interno di Ukroboronprom, aument\u00f2 la pressione esterna esercitata dalle organizzazioni anticorruzione della societ\u00e0 civile ucraina, in particolare dalla<a href=\"https:\/\/nako.org.ua\/en\/\"> NAKO<\/a>, la Commissione indipendente anticorruzione, che monitora la corruzione, promuove la trasparenza e sostiene la responsabilit\u00e0 istituzionale a tutela della sicurezza nazionale e della sovranit\u00e0 dell\u2019Ucraina. Fu fondata nel 2016 come iniziativa congiunta di Transparency International Ukraine e Transparency International Defense &amp; Security. Grazie alle pressioni della NAKO e dei partner occidentali, nel 2017<a href=\"https:\/\/www.atlanticcouncil.org\/blogs\/ukrainealert\/are-things-really-changing-at-ukroboronprom\/\"> impose<\/a> Ukroboronprom a sottoporsi a una revisione contabile internazionale. Nel 2018, inoltre, si impegn\u00f2 a garantire che la revisione rispettasse gli standard internazionali e includesse una valutazione della propria governance aziendale secondo gli standard dell\u2019OCSE. La NAKO partecip\u00f2 direttamente alla stesura del disegno di legge per la riforma del conglomerato, presentando specifici<a href=\"https:\/\/nako.org.ua\/news\/verxovna-rada-pidtrimala-reformu-ukroboronpromu\/\"> emendamenti<\/a> al Parlamento ucraino, la Verkhovna Rada, prima dell\u2019approvazione; riguardavano in particolare la designazione del Gabinetto dei ministri quale unico soggetto responsabile della gestione delle aziende trasformate del settore della difesa, riducendo cos\u00ec al minimo i conflitti di interesse, oltre ad altre misure.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il risultato fu una legge firmata da Volodymyr Zelenskyy nel 2021, che impose la<a href=\"https:\/\/www.ukrinform.net\/rubric-economy\/3326028-president-zelensky-signs-law-on-reforming-ukroboronprom.html\"> trasformazione di<\/a> Ukroboronprom in una societ\u00e0 per azioni conforme agli standard dell\u2019OCSE in materia di governance aziendale. Con un unico azionista \u2014 lo Stato, rappresentato dal Gabinetto dei ministri \u2014 la legge stabil\u00ec la ristrutturazione societaria delle sue 118 imprese disperse, con <strong>l\u2019obiettivo esplicito di introdurre moderni standard di governance aziendale<\/strong> per proteggerle dai rischi di corruzione, dai conflitti di interesse e dall\u2019influenza politica diretta, e <strong>di consentire la creazione di joint venture<\/strong> con partner nazionali e stranieri, nonch\u00e9 il trasferimento di tecnologia e l\u2019attrazione di investimenti diretti, anche esteri, per la fabbricazione di armamenti moderni.<\/p>\n\n\n\n<h5 id=\"h-a-culture-of-innovation-born-on-the-front-lines-drones\" class=\"wp-block-heading\"><em>Una cultura dell\u2019innovazione nata sulla linea del fronte: i droni<\/em><\/h5>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">L\u2019ultima componente di <em>Brave1 <\/em>\u00e8 la crescita di una cultura dei droni. Fino al 2014, le Forze armate ucraine non disponevano di droni moderni. Il mezzo pi\u00f9 simile in loro possesso era il<a href=\"https:\/\/www.orfonline.org\/expert-speak\/ukraine-s-drone-war-from-improvisation-to-systematised-combat\"> Tupolev Tu-143<\/a>, un aeromobile senza pilota (UAV) da ricognizione tattica a corto raggio sviluppato dall\u2019Unione Sovietica durante la Guerra fredda. Era quindi gi\u00e0 quasi inefficace per le moderne operazioni militari. La risposta a questa lacuna non venne dal Ministero della Difesa, bens\u00ec dalla societ\u00e0 civile e dai volontari. Durante l\u2019invasione russa dell\u2019Ucraina orientale, Volodymyr Kochetkov-Sukach e altri colleghi fondarono<a href=\"https:\/\/www.military.com\/daily-news\/2022\/04\/10\/we-are-all-soldiers-now-inside-ukrainian-drone-unit-founded-volunteer-it-experts.html\"> Aerorozvidka<\/a>, un\u2019organizzazione non governativa che sostiene da vicino le forze armate ucraine e si dedica a costruire o modificare droni commerciali, acquistabili nei comuni negozi al dettaglio, per renderli idonei all\u2019impiego in ambito militare. Nello stesso periodo fu fondata<a href=\"https:\/\/savelife.in.ua\/en\/\"> Come Back Alive<\/a>, una delle maggiori ONG ucraine, con l\u2019obiettivo di raccogliere fondi per l\u2019acquisto di mezzi senza pilota, attrezzature di intelligence e persino per addestrare i soldati.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"768\" src=\"https:\/\/tdcenter.org\/wp-content\/uploads\/2026\/08\/unnamed-3-1024x768.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-38147\" srcset=\"https:\/\/tdcenter.org\/wp-content\/uploads\/2026\/08\/unnamed-3-1024x768.jpg 1024w, https:\/\/tdcenter.org\/wp-content\/uploads\/2026\/08\/unnamed-3-600x450.jpg 600w, https:\/\/tdcenter.org\/wp-content\/uploads\/2026\/08\/unnamed-3-768x576.jpg 768w, https:\/\/tdcenter.org\/wp-content\/uploads\/2026\/08\/unnamed-3-16x12.jpg 16w, https:\/\/tdcenter.org\/wp-content\/uploads\/2026\/08\/unnamed-3.jpg 1280w\" sizes=\"(max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><figcaption class=\"wp-element-caption\"><em>Il primo collaudo di un UAV da parte di Aerorozvidka nel 2014. Fonte: <\/em><a href=\"https:\/\/commons.wikimedia.org\/wiki\/File:Aerorozvidka,_UAV.jpg\"><em>Wikimedia Commons<\/em><\/a><\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Nel tempo, entrambe le organizzazioni si evolsero fino ad assumere un ruolo fondamentale in queste trasformazioni. Aerorozvidka fu pioniera degli aeromobili multirotore senza pilota, come l\u2019<a href=\"https:\/\/bavovna.ai\/manufactures\/aerorozvidka\/\"> ottocottero<\/a> R18, capace di trasportare carichi utili o sganciare munizioni con precisione, dotato di decollo verticale, un\u2019autonomia di volo di 40 minuti e una capacit\u00e0 di carico di 5 kg. Come Back Alive divenne una delle prime organizzazioni a ottenere la<a href=\"https:\/\/war.ukraine.ua\/articles\/come-back-alive-ukraines-largest-charity-foundation\/\"> licenza<\/a> per acquistare sul mercato internazionale beni militari e a duplice uso, comprese armi letali.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Tuttavia, il fatto che l\u2019iniziativa avesse avuto origine nella societ\u00e0 civile anzich\u00e9 in una struttura statale comportava limiti concreti e dimostrava la necessit\u00e0 di <em>Brave1<\/em>. L\u2019integrazione delle armi sviluppate dalle start-up della societ\u00e0 civile fu lenta e disomogenea. Per esempio, l\u2019UAV da ricognizione Furia, sviluppato nel 2014 dall\u2019azienda Athlon Avia con sede a Kyiv, non fu ufficialmente<a href=\"https:\/\/www.orfonline.org\/expert-speak\/ukraine-s-drone-war-from-improvisation-to-systematised-combat\"> adottato<\/a> fino al 2019. L\u2019innovazione esisteva, ma serv\u00ec tempo per costruire un ponte tra queste innovazioni e le istituzioni in grado di formalizzare tali sviluppi.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Pertanto, i tre pilastri principali alla base della creazione di <em>Brave1 <\/em>sono:&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<ul class=\"wp-block-list\">\n<li>una dottrina militare che si basava gi\u00e0 su un processo decisionale decentralizzato sulla linea del fronte, cambiando il modo in cui vengono prese le decisioni e chi le prende nel vivo della battaglia.<\/li>\n\n\n\n<li>L\u2019approvazione di un quadro giuridico per istituire industrie della difesa e aprire la strada agli investimenti privati.\u00a0<\/li>\n\n\n\n<li>E una cultura dell\u2019innovazione tecnologica in via di sviluppo, a dimostrazione di come, sotto alcuni aspetti, la societ\u00e0 civile possa innovare pi\u00f9 rapidamente delle istituzioni.\u00a0<\/li>\n<\/ul>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il problema, dunque, non era la mancanza di volont\u00e0 o di una legislazione, bens\u00ec l\u2019assenza di un ecosistema capace di fondere queste tre trasformazioni in un sistema in grado di operare alla velocit\u00e0 richiesta da una guerra su vasta scala.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Questo ecosistema istituzionale \u00e8 anche uno dei motivi principali per cui tanto gli aiuti militari quanto quelli finanziari degli alleati si stanno dimostrando cos\u00ec efficaci. Per alcuni aspetti tali aiuti sono essenziali, poich\u00e9 l\u2019Ucraina dipende ancora fortemente dai sistemi di difesa aerea forniti dagli Stati Uniti \u2014 in particolare i sistemi Patriot \u2014 per proteggere le proprie infrastrutture critiche. Tuttavia, considerarli l\u2019unico fattore esplicativo della resilienza del Paese significa trascurare la capacit\u00e0 di azione dell\u2019Ucraina e questo ecosistema in via di sviluppo. Gli aiuti hanno svolto un ruolo indispensabile di moltiplicatore, ma possono operare soltanto su fondamenta gi\u00e0 esistenti nel Paese. Se l\u2019infrastruttura istituzionale fosse stata assente e incapace di integrare, gestire e impiegare efficacemente gli aiuti, questi sarebbero stati molto meno efficaci di quanto lo siano oggi.<\/p>\n\n\n\n<h4 id=\"h-brave1-as-a-case-study-nbsp\" class=\"wp-block-heading\"><strong>Brave1 come caso di studio&nbsp;<\/strong><\/h4>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La piattaforma \u00e8 stata lanciata ufficialmente nel 2023 come iniziativa <a href=\"https:\/\/techukraine.org\/2023\/04\/27\/brave1-ukrainian-defence-tech-cluster-launch\/\">congiunta<\/a> del Ministero della Trasformazione digitale dell\u2019Ucraina, del Ministero della Difesa dell\u2019Ucraina, dello Stato maggiore delle Forze armate ucraine, del Consiglio per la sicurezza e la difesa nazionale dell\u2019Ucraina, del Ministero delle Industrie strategiche dell\u2019Ucraina e del Ministero dell\u2019Economia dell\u2019Ucraina.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">A oggi \u00e8 l\u2019unica piattaforma tecnologica che funge da ponte per la cooperazione tra le aziende di tecnologie per la difesa, lo Stato e le forze armate, oltre che con investitori, organizzazioni di volontariato, media e tutti coloro che contribuiscono ad avvicinare l\u2019Ucraina alla vittoria attraverso la tecnologia. Il suo obiettivo principale \u00e8 creare un percorso rapido, libero dalla burocrazia che ostacola il processo decisionale, per lo sviluppo delle tecnologie della difesa, <a href=\"https:\/\/odessa-journal.com\/defense-tech-cluster-brave1---one-year-the-main-achievements-of-the-project\">comprendente<\/a> tutte le fasi della loro creazione, dall\u2019idea iniziale fino alla certificazione militare formale.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>Brave1 <\/em>basa il proprio approccio su diversi obiettivi fondamentali: investire per soddisfare le esigenze delle forze di sicurezza e di difesa e attribuire loro priorit\u00e0; creare una piattaforma che riunisca tutti gli attori del settore; garantire l\u2019interazione con le forze di difesa e raccogliere riscontri sull\u2019uso della tecnologia; fornire un sostegno completo ai progetti attualmente prioritari.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Tuttavia, per comprenderne l\u2019impatto e lo sviluppo, \u00e8 anzitutto opportuno spiegare nel dettaglio come opera Brave1 nel suo insieme. La procedura di candidatura viene avviata dagli stessi sviluppatori quando si registrano sul portale dell\u2019Ukrainian Startup Fund (USF), con un iter relativamente semplice e pochi adempimenti burocratici. Una procedura di selezione esclude le aziende legate alla Russia o con precedenti discutibili in materia di adempimenti fiscali o legalit\u00e0. Prima di Brave1 non esisteva un unico punto di accesso per gli sviluppatori di tecnologie della difesa, e ci\u00f2 ostacolava molti produttori nelle prime fasi dello sviluppo. Una volta approvato, il progetto viene trasmesso a un comitato di circa 80 esperti con competenze scientifiche, tecniche e militari. Ogni progetto viene assegnato a tre di questi esperti, che lo valutano in base a vari criteri \u2014 scalabilit\u00e0, rilevanza per la sicurezza nazionale, applicabilit\u00e0 sulla linea del fronte e cos\u00ec via \u2014 e gli attribuiscono un punteggio, con una soglia minima richiesta di 6. I progetti che rientrano nel 50% inferiore non vengono accettati. Il 50% superiore diventa partecipante ufficiale a Brave1, con uno status denominato \u00abBRV1\u00bb. Di questo gruppo, soltanto il 20\u201325% migliore pu\u00f2 accedere alle sovvenzioni, comprese tra 50.000 e 200.000 dollari<strong> per prodotto, non per azienda,<\/strong> il che significa che una singola azienda con diversi progetti in corso pu\u00f2 richiedere pi\u00f9 sovvenzioni contemporaneamente.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Secondo <a href=\"https:\/\/intpolicydigest.org\/ukraine-s-brave1-is-racing-to-redefine-warfare\/\">i dati ufficiali<\/a> , entro aprile 2025 Brave1 aveva distribuito circa 30 milioni di dollari attraverso approssimativamente 500 sovvenzioni. Per gli sviluppatori stranieri, nel 2025 \u00e8 stata lanciata l\u2019iniziativa \u00abTest In Ukraine\u00bb, che offre l\u2019opportunit\u00e0 di collaudare i propri sistemi in condizioni di combattimento reali insieme a unit\u00e0 ucraine con grande esperienza sul campo di battaglia. Finora, 45 aziende hanno aderito all\u2019iniziativa. Infine, per essere convalidati, i prodotti ucraini devono ottenere un NATO Stock Number (NSN), in modo da poter essere acquistati dallo Stato. Nei Paesi dell\u2019UE o negli Stati Uniti, questo processo pu\u00f2 richiedere fino a due o tre anni.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Per accelerare l\u2019innovazione, tuttavia, Brave1 sostiene gli sviluppatori durante l\u2019intero processo, riducendone la durata a due o tre mesi. Nel suo primo anno, Brave1 ha operato principalmente come <a href=\"https:\/\/getgrant.eu\/brave1-grant-support-for-ukrainian-defence-tech-innovations\/\">programma di sovvenzioni<\/a>, assegnando 186 sovvenzioni per un valore di 3 milioni di dollari al fine di finanziare lo sviluppo di idee e prototipi, anzich\u00e9 prodotti finiti. Una delle <a href=\"https:\/\/ukrainesarmsmonitor.substack.com\/p\/brave1-the-engine-behind-ukraines\">aziende<\/a> beneficiarie di queste sovvenzioni ha descritto Brave1 come un \u00abinvestitore informale\u00bb governativo, poich\u00e9 assegna piccole sovvenzioni a nuovi progetti, start-up e attivit\u00e0 di R&amp;S in fase iniziale. Un\u2019altra azienda ha elogiato la piattaforma per averla aiutata a organizzare prove sul campo dei propri prodotti in collaborazione con unit\u00e0 delle Forze di difesa. Due anni dopo, nel 2025, il numero di invenzioni si era moltiplicato; il cambiamento pi\u00f9 significativo, tuttavia, consisteva in ci\u00f2 che questo aveva reso possibile: progetti concreti e completi, pronti per essere impiegati. A causa dell\u2019elevato numero di tali progetti, nell\u2019aprile 2025 \u00e8 stato lanciato <a href=\"https:\/\/odessa-journal.com\/mykhailo-fedorov-over-1000-innovative-solutions-have-already-been-listed-on-the-military-marketplace\">Brave1 Marke<\/a>t: una piattaforma online a cui le unit\u00e0 militari possono accedere per consultare il catalogo disponibile di oltre mille prodotti, dai droni agli strumenti basati sull\u2019IA. Gli acquisti vengono effettuati come in un comune negozio online, inoltrando un ordine direttamente con il bilancio dell\u2019unit\u00e0 e risparmiando cos\u00ec il tempo tradizionalmente richiesto dalla procedura di approvvigionamento.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"683\" src=\"https:\/\/tdcenter.org\/wp-content\/uploads\/2026\/08\/unnamed-4-1024x683.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-38148\" srcset=\"https:\/\/tdcenter.org\/wp-content\/uploads\/2026\/08\/unnamed-4-1024x683.jpg 1024w, https:\/\/tdcenter.org\/wp-content\/uploads\/2026\/08\/unnamed-4-600x400.jpg 600w, https:\/\/tdcenter.org\/wp-content\/uploads\/2026\/08\/unnamed-4-768x512.jpg 768w, https:\/\/tdcenter.org\/wp-content\/uploads\/2026\/08\/unnamed-4-18x12.jpg 18w, https:\/\/tdcenter.org\/wp-content\/uploads\/2026\/08\/unnamed-4.jpg 1456w\" sizes=\"(max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><figcaption class=\"wp-element-caption\"><em>All\u2019interno di Brave1 Market. Fonte: <\/em><a href=\"https:\/\/x.com\/BRAVE1ua\/status\/1955647864245534810\/photo\/1\"><em>Brave1 X<\/em><\/a><\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Osservando il funzionamento di Brave1, \u00e8 evidente che la piattaforma ha integrato efficacemente le riforme documentate. Nel comitato di esperti, la composizione \u00e8 passata dal personale militare a quello civile e ogni progetto viene valutato caso per caso. Prima delle riforme del 2014, un ordine doveva percorrere l\u2019intera catena di comando prima di poter essere eseguito. In Brave1, civili e militari procedono senza attendersi a vicenda; non esiste una gerarchia rigida. Ci\u00f2 ha consentito a un progetto di passare dalla registrazione all\u2019ottenimento di una sovvenzione nel giro di settimane anzich\u00e9 di anni, un processo che in precedenza richiedeva molto pi\u00f9 tempo nel vecchio sistema dello Stato maggiore. Inoltre, permette alle tecnologie pi\u00f9 necessarie nel contesto del conflitto di raggiungere il campo di battaglia molto pi\u00f9 rapidamente, senza che la risposta tattica venga ritardata dal trascorrere del tempo.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Come analizzato in precedenza, i principali problemi di Ukroboronprom erano la lentezza, la segretezza e il fatto che il conglomerato decidesse cosa produrre in base ai propri interessi, anzich\u00e9 alle esigenze della guerra. Brave1 supera questi problemi in diversi modi. La sua piattaforma consente a migliaia di sviluppatori e start-up di competere per la stessa sovvenzione in base a un sistema di punteggio uguale per tutti, abbandonando la priorit\u00e0 attribuita a un\u2019azienda rispetto a un\u2019altra sulla base di interessi estranei allo sviluppo tecnologico. Di conseguenza, i suoi criteri si fondano su ci\u00f2 che serve davvero sulla linea del fronte in quel preciso momento, anzich\u00e9 su ci\u00f2 che \u00e8 pi\u00f9 facile produrre. I criteri ufficiali e i punteggi sono formulati da diversi esperti con conoscenza diretta dei combattimenti. Ogni progetto viene analizzato e valutato in base alle esigenze specifiche del momento.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Finora, tuttavia, abbiamo spiegato come le aziende e gli sviluppatori entrano in contatto con lo Stato. \u00c8 proprio <strong>l\u2019Army of Drones Bonus System<\/strong> a spiegare come le azioni individuali di ogni soldato sulla linea del fronte possano orientare e migliorare la produzione di un intero Paese, determinando ci\u00f2 che vi viene prodotto.<\/p>\n\n\n\n<h4 id=\"h-army-of-drones-bonus-system-the-soldier-as-a-production-agent\" class=\"wp-block-heading\"><em>Army of Drones Bonus System: il soldato come agente della produzione<\/em><\/h4>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">L\u2019Army of Drones Bonus System risponde alla domanda su chi decida quali prodotti del Brave1 Market debbano essere fabbricati in quantit\u00e0 maggiori e in quale momento. Soltanto chi si trova sulla linea del fronte sa quale specifico modello di drone sia pi\u00f9 efficace contro il pi\u00f9 recente sistema russo di guerra elettronica, in continua evoluzione.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Questo meccanismo, lanciato nel 2025, prevede che ogni unit\u00e0 ucraina che elimina obiettivi militari russi mediante droni e fornisce prove video riceva un determinato numero di punti in base ai danni inflitti. Questi \u00abpunti elettronici\u00bb possono essere riscattati su Brave1 per acquistare nuovi droni ucraini o le attrezzature di cui <a href=\"https:\/\/united24media.com\/es\/war-in-ukraine\/como-ucrania-convirtio-un-sistema-de-recompensas-por-puntos-en-un-modelo-eficaz-de-gestion-de-la-guerra-8528\">ha maggiormente bisogno<\/a> in quel momento. La <a href=\"https:\/\/ukrainesarmsmonitor.substack.com\/p\/brave1-market-ukraines-catalogue\">consegna<\/a> viene gestita tramite DOT-Chain Defense e richiede solitamente circa 10 giorni, oppure 6 se il prodotto \u00e8 disponibile in magazzino. Secondo le fonti pi\u00f9 affidabili, vengono assegnati 20 punti per ogni attacco che provoca danni e 40 per ogni attacco che determina la distruzione dell\u2019obiettivo, sebbene i punti varino in funzione delle priorit\u00e0 militari del momento. Attualmente, per adeguarsi alle esigenze della linea del fronte, vengono assegnati punti non soltanto per l\u2019eliminazione delle forze nemiche e l\u2019interruzione delle operazioni di posa di mine, ma anche per le missioni di ricognizione e logistica. Ogni punto <a href=\"https:\/\/ukrainesarmsmonitor.substack.com\/p\/brave1-market-ukraines-catalogue\">vale<\/a> circa 10.000 grivne, pari a 224 dollari al tasso di cambio attuale. Nel 2025, in soli 2,5 mesi sono stati raccolti 4 miliardi di UAH per le attrezzature richieste dalle unit\u00e0 e sono stati colpiti fino a 820.000 obiettivi nemici.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">L\u2019elemento significativo, tuttavia, \u00e8 il <a href=\"https:\/\/lieber.westpoint.edu\/gamifying-war-reward-incentives-outlawry-armed-conflict\/\">sistema a punti<\/a>: mentre per l\u2019uccisione di un soldato nemico vengono assegnati 12 punti, catturarne uno con l\u2019ausilio di un drone ne vale 120. Sebbene tra gli analisti si discuta della legittimit\u00e0 di un sistema a punti e della possibilit\u00e0 che esso disumanizzi il conflitto, questa impostazione non \u00e8 arbitraria. Ai sensi delle Convenzioni di Ginevra e del diritto internazionale umanitario, sussiste l\u2019obbligo di proteggere i prigionieri di guerra, evacuare i feriti e ridurre al minimo le sofferenze e le vittime in combattimento. Nella pratica si tratta di un compito complesso, bench\u00e9 questi obblighi siano giuridicamente vincolanti, poich\u00e9 catturare un soldato \u00e8 spesso pi\u00f9 difficile e costoso che ucciderlo. Il sistema a punti risolve questo <a href=\"https:\/\/warontherocks.com\/gamified-war-in-ukraine-points-drones-and-the-new-moral-economy-of-killing\/\">dilemma<\/a>, rendendo conveniente per i soldati il rispetto delle norme internazionali e permettendo al contempo all\u2019Ucraina di usare i militari catturati per negoziare uno scambio di prigionieri di guerra con la Russia.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"576\" src=\"https:\/\/tdcenter.org\/wp-content\/uploads\/2026\/08\/unnamed-5-1024x576.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-38149\" srcset=\"https:\/\/tdcenter.org\/wp-content\/uploads\/2026\/08\/unnamed-5-1024x576.jpg 1024w, https:\/\/tdcenter.org\/wp-content\/uploads\/2026\/08\/unnamed-5-600x338.jpg 600w, https:\/\/tdcenter.org\/wp-content\/uploads\/2026\/08\/unnamed-5-768x432.jpg 768w, https:\/\/tdcenter.org\/wp-content\/uploads\/2026\/08\/unnamed-5-18x10.jpg 18w, https:\/\/tdcenter.org\/wp-content\/uploads\/2026\/08\/unnamed-5.jpg 1536w\" sizes=\"(max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><figcaption class=\"wp-element-caption\"><em>Soldati ucraini azionano droni a distanza sulla riva occidentale del Dnipro. Fonte: <\/em><a href=\"https:\/\/www.bbc.com\/news\/world-europe-67991772\"><em>BBC<\/em><\/a><br><\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il sistema offre diversi vantaggi strategici che dimostrano la rapida trasformazione delle istituzioni militari ucraine. Ogni video verificato fornisce dati unici sul campo di battaglia, favorendo un apprendimento progressivo e consentendo di abbandonare una volta per tutte l\u2019obsoleta organizzazione di stampo sovietico degli anni precedenti. L\u2019accesso diretto alle attrezzature tramite <em>Brave1 <\/em>elimina il sistema burocratico e lento documentato in precedenza, che fino a oggi aveva rappresentato l\u2019ostacolo maggiore. La possibilit\u00e0 per un soldato di acquistare attrezzature gli conferisce un vantaggio strategico, poich\u00e9 conosce in prima persona ci\u00f2 che serve maggiormente in quel momento. Il tracciamento e la verifica generano risultati misurabili, determinando quali tipi di droni siano pi\u00f9 efficaci e in quali forme di combattimento, poich\u00e9 gli ordini pi\u00f9 consistenti si basano su prove operative anzich\u00e9 su interessi economici. Questo vantaggio ha dato origine a qualcosa che aziende come Ukroboronprom non erano riuscite a creare: un sistema che si adatta e migliora costantemente, perch\u00e9 collegato direttamente a chi utilizza gli armamenti sulla linea del fronte.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ogni soldato agisce in modo indipendente, procurandosi le attrezzature e decidendo quando e come attaccare. Il cambiamento risiede nel fatto che queste decisioni individuali, bench\u00e9 disperse, sono state formalizzate in dati che determinano ci\u00f2 che viene prodotto su scala nazionale. Non si tratta di uno sviluppo improvviso, bens\u00ec di un accumulo di trasformazioni che si sono istituzionalizzate nel corso della guerra asimmetrica.<\/p>\n\n\n\n<h4 id=\"h-contrast-with-the-west\" class=\"wp-block-heading\"><strong>Il contrasto con l\u2019Occidente<\/strong><\/h4>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il contrasto con l\u2019Occidente non risiede nella sua lentezza nell\u2019adattarsi, bens\u00ec nel fatto che, quando infine si adatta, riconosce apertamente la fonte di quelle conoscenze. Ci\u00f2 inverte la consueta logica dei flussi e confuta empiricamente la narrazione che ritrae l\u2019Ucraina come destinataria passiva degli aiuti: l\u2019Ucraina sta generando un modello istituzionale che il sistema internazionale importa in modo sempre pi\u00f9 attivo.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">In Germania, il numero dei grandi progetti di approvvigionamento di armamenti approvati dal Ministero della Difesa \u00e8 salito da 55 a 97 in un solo anno, raggiungendo un massimo storico. Lo stesso governo tedesco ha <a href=\"https:\/\/www.grosswald.org\/germanys-accelerated-military-procurement-what-went-well-and-what-not\/\">ha dichiarato<\/a> che i crescenti investimenti nella difesa sono dovuti in parte agli insegnamenti tratti dalla guerra russo-ucraina, che spingono ad attuare pi\u00f9 rapidamente misure di difesa cruciali.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Nel caso degli Stati Uniti \u2014 un Paese tradizionalmente considerato un esportatore anzich\u00e9 un importatore di dottrina militare \u2014 la Defense Innovation Unit (DIU) ha lanciato il Project G.I. nel giugno 2025, un\u2019iniziativa concepita per accelerare rapidamente lo sviluppo, il collaudo e l\u2019impiego di sistemi aerei senza pilota (UAS) e tecnologie di supporto, con un fondo di 20 milioni di dollari. Si tratta di un\u2019 <a href=\"https:\/\/www.zeitenwendegroup.com\/p\/diu-launches-project-gi-with-20m\">\u201d<\/a> che, secondo diversi esperti, si ispira alla rapida innovazione dell\u2019Ucraina sul campo di battaglia. L\u2019obiettivo \u00e8 che le aziende sviluppatrici mantengano un contatto costante con gli operatori di droni anzich\u00e9 principalmente con i funzionari addetti agli approvvigionamenti, aggirando cos\u00ec la gerarchia esistente. Il <a href=\"https:\/\/www.diu.mil\/latest\/diu-hosts-ukraine-and-the-future-of-unmanned-aerial-systems-forum-in-warsaw\">rapporto<\/a> con la DIU e <em>Brave1 <\/em>non \u00e8 casuale; gi\u00e0 nel 2023 era stato organizzato congiuntamente a Varsavia un forum sul futuro dei sistemi senza pilota, con la partecipazione del direttore della DIU. \u00c8 stato persino <a href=\"https:\/\/www.diu.mil\/latest\/usd20m-diu-project-g-i-challenge-targets-next-generation-uas-solutions\">riconosciuto<\/a> che l\u2019obiettivo principale \u00e8 ridurre i tempi di consegna, un problema che in Ucraina era gi\u00e0 stato individuato e risolto.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Questi cambiamenti, motivati dagli insegnamenti tratti dall\u2019Ucraina, non si limitano ai Paesi, ma si estendono anche alle organizzazioni. In precedenza, nello stesso anno, la NATO e l\u2019Ucraina hanno unito le forze per istituire il Centro congiunto di analisi, addestramento e formazione (Joint Analysis, Training and Education Centre) \u2014<a href=\"https:\/\/www.nato.int\/en\/what-we-do\/partnerships-and-cooperation\/natos-support-for-ukraine\">JATEC<\/a>\u2014 in Polonia. \u00c8 la prima organizzazione congiunta tra Ucraina e NATO, nella quale il personale di entrambe le parti lavora per individuare e applicare in tempo reale gli insegnamenti tratti dalla guerra e tradurli in nuove strategie, politiche e operazioni. Successivamente, nel 2025, \u00e8 stato lanciato <a href=\"https:\/\/www.nato.int\/en\/news-and-events\/articles\/news\/2025\/11\/26\/nato-and-ukraine-announce-new-joint-initiative-to-accelerate-defence-innovation-unite-brave-nato\">UNITE\u2013Brave<\/a> , un programma congiunto volto ad ampliare l\u2019impiego di tecnologie innovative gi\u00e0 prototipate e collaudate, concentrandosi sul rafforzamento della difesa aerea e della sicurezza delle comunicazioni sulla linea del fronte. Si prevede che i finanziamenti per il 2026 ammonteranno a 50 milioni di euro.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"683\" src=\"https:\/\/tdcenter.org\/wp-content\/uploads\/2026\/08\/unnamed-6-1024x683.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-38150\" srcset=\"https:\/\/tdcenter.org\/wp-content\/uploads\/2026\/08\/unnamed-6-1024x683.jpg 1024w, https:\/\/tdcenter.org\/wp-content\/uploads\/2026\/08\/unnamed-6-600x400.jpg 600w, https:\/\/tdcenter.org\/wp-content\/uploads\/2026\/08\/unnamed-6-768x512.jpg 768w, https:\/\/tdcenter.org\/wp-content\/uploads\/2026\/08\/unnamed-6-1536x1024.jpg 1536w, https:\/\/tdcenter.org\/wp-content\/uploads\/2026\/08\/unnamed-6-18x12.jpg 18w, https:\/\/tdcenter.org\/wp-content\/uploads\/2026\/08\/unnamed-6.jpg 1600w\" sizes=\"(max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><figcaption class=\"wp-element-caption\"><em>Centro congiunto NATO-Ucraina di analisi, addestramento e formazione (JATEC) a Bydgoszcz, in Polonia. Fonte: <\/em><a href=\"https:\/\/jatec-dev.info\/about\/structure\/\"><em>NATO<\/em><\/a><\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><\/p>\n\n\n\n<h4 id=\"h-conclusions\" class=\"wp-block-heading translation-block\"><strong>Conclusioni<\/strong><strong><\/strong><\/h4>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">L\u2019aspetto significativo delle trasformazioni in atto in altri Paesi e organizzazioni al di fuori dell\u2019Ucraina \u00e8 la direzione del processo di apprendimento: essi adottano esplicitamente l\u2019assetto istituzionale che l\u2019Ucraina sta sviluppando sotto la pressione della guerra. Non viene adottato il coraggio individuale degli ucraini, bens\u00ec procedure specifiche adattate al contesto peculiare di ogni Paese: tempi di approvvigionamento pi\u00f9 brevi, comitati pi\u00f9 orizzontali e canali pi\u00f9 diretti tra sviluppatore e operatore.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Se la resistenza ucraina esistesse soltanto grazie a questo \u00aberoismo\u00bb individuale, non vi sarebbe alcuna dottrina militare da esportare o replicare in altri Paesi per superare quella burocrazia. L\u2019Ucraina non si limita a resistere: esporta istituzioni della guerra verso attori dai quali tradizionalmente dipendeva per apprendere. Il tradizionale flusso di conoscenze militari nelle relazioni transatlantiche \u2014 dalle potenze mondiali ai Paesi pi\u00f9 piccoli come l\u2019Ucraina \u2014 viene costantemente invertito.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La principale domanda di ricerca era: attraverso quali infrastrutture istituzionali il coraggio diffuso nella societ\u00e0 ucraina \u00e8 stato formalizzato in una capacit\u00e0 in grado di sostenere indefinitamente una guerra asimmetrica? La risposta affonda le radici nel 2014, quando a Kyiv divenne chiaro che nessuna garanzia esterna pu\u00f2 sostituire l\u2019autodifesa: ci\u00f2 impose l\u2019avvio di trasformazioni parallele ma convergenti che, gi\u00e0 sotto la pressione dell\u2019invasione su vasta scala, hanno prodotto meccanismi efficienti per le istituzioni preposte alla condotta della guerra.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ci\u00f2 mette inoltre in discussione le narrazioni in cui il sostegno militare e finanziario occidentale viene presentato come l\u2019unica spiegazione della resistenza ucraina. Sebbene in molti casi questi aiuti siano effettivamente essenziali, come \u00e8 stato sostenuto, essi sono possibili soltanto grazie a un quadro istituzionale che l\u2019Ucraina sta costruendo autonomamente. Senza questo ecosistema, gli aiuti sarebbero stati meno efficaci.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00c8 stato inoltre dimostrato che queste innovazioni non sono anomalie capaci di funzionare soltanto in un contesto bellico, bens\u00ec modelli riproducibili ed esportabili che vengono gi\u00e0 messi alla prova in altri Paesi attualmente in pace. Inoltre, il caso di studio di <em>Brave1 <\/em>dimostra come, anche partendo da un apparato statale centralizzato, lento e impantanato in scandali di corruzione, sia possibile costruire sistemi orizzontali di innovazione nel settore della difesa, adattabili alla realt\u00e0 del momento.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<h4 id=\"h-recommendations\" class=\"wp-block-heading\"><strong>Raccomandazioni<\/strong><\/h4>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\" id=\"h-for-the-west\"><strong>Per l\u2019Occidente:<\/strong><\/p>\n\n\n\n<ul class=\"wp-block-list\">\n<li>Smettere di considerare e trattare l\u2019Ucraina come un Paese che riceve aiuti unidirezionali. Occorre invece trattarla come un partner dotato di proprie capacit\u00e0 istituzionali. La visione tradizionale dell\u2019Ucraina come destinataria passiva \u00e8 ormai obsoleta e si \u00e8 dimostrata incompleta. Si raccomanda di includere progressivamente l\u2019Ucraina, su un piano di parit\u00e0 con gli Stati membri dell\u2019UE, nelle valutazioni congiunte, anzich\u00e9 considerarla la principale destinataria dei fondi.\u00a0<\/li>\n\n\n\n<li>Riesaminare l\u2019uso difensivo della dottrina del \u00abpredominio nell\u2019escalation\u00bb come risposta alle fasi iniziali di un\u2019aggressione in una guerra asimmetrica. Si raccomanda ai decisori di rivedere l\u2019impiego di questa dottrina in caso di future aggressioni e di sostituire gli avvertimenti privi di costi con impegni reali, specifici e verificabili. Ci\u00f2 al fine di evitare il ripetersi dello stesso schema che contribu\u00ec a incoraggiare l\u2019aggressore dopo l\u2019annessione della Crimea.<\/li>\n\n\n\n<li>I media occidentali e i social media devono smettere di presentare il coraggio dei singoli ucraini come meramente fonte di ispirazione o ammirazione, senza spiegare il contesto da cui nasce. Presentarlo come un tratto culturale, anzich\u00e9 come un adattamento sviluppato unicamente per istinto di sopravvivenza di fronte a una minaccia costante, \u00e8 pericoloso e ha un costo politico: trasferisce il peso dell\u2019aggressione sulla societ\u00e0 colpita e la normalizza gradualmente. Si raccomanda non soltanto di dare conto di queste situazioni specifiche, ma anche di chiedersi perch\u00e9 l\u2019individuo sia stato costretto a trovarvisi, restituendo cos\u00ec alla societ\u00e0 ucraina la propria umanit\u00e0.<\/li>\n<\/ul>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Per l\u2019UE:<\/strong><\/p>\n\n\n\n<ul class=\"wp-block-list\">\n<li>Usare Brave1 come parametro di riferimento per la riforma degli approvvigionamenti europei nel settore della difesa. Il Programma europeo per l\u2019industria della difesa (EDIP) ha sviluppato BraveTech EU, con un bilancio di circa 300 milioni di euro, sul modello del sistema di sovvenzioni di Brave1. Si raccomanda di non considerarlo un programma marginale, bens\u00ec di farne il principio guida della riforma degli approvvigionamenti dell\u2019UE nel settore della difesa.<\/li>\n\n\n\n<li>L\u2019UE pu\u00f2 replicare il meccanismo Brave1 per accelerare i propri processi di certificazione delle tecnologie militari. Dovrebbe sostenere attivamente gli sviluppatori durante l\u2019intero processo e non lasciarli soli a districarsi in una burocrazia che pu\u00f2 richiedere anni. Sebbene esista il progetto Joint Ammunition Qualification (JAQ), si raccomanda di estendere il meccanismo ad altre categorie, senza limitarlo alle munizioni, e di accelerare il processo.<\/li>\n<\/ul>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph translation-block\"><strong>Per l\u2019Ucraina:<\/strong><\/p>\n\n\n\n<ul class=\"wp-block-list\">\n<li>Per garantire che Brave1 continui a svilupparsi efficacemente, si raccomanda di istituire per Ukroboronprom un modello indipendente di vigilanza anticorruzione simile alla NAKO, oppure un organismo equivalente. Tale modello dovrebbe prevedere una revisione periodica delle modalit\u00e0 di assegnazione delle sovvenzioni, dei loro beneficiari e delle loro finalit\u00e0.<\/li>\n\n\n\n<li>Se l\u2019obiettivo \u00e8 proseguire sulla strada dell\u2019innovazione nel settore della difesa anche dopo la guerra e oltre i droni, si raccomanda di valorizzare l\u2019esperienza gi\u00e0 maturata con Brave1. Non si tratta nemmeno di usare Brave1 come un semplice modello per ogni ramo delle forze armate, bens\u00ec di trarre insegnamento da ci\u00f2 che ha funzionato e da ci\u00f2 che non ha funzionato, adattando tali insegnamenti alle esigenze.<\/li>\n<\/ul>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><\/p>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>All wars produce, consciously or unconsciously, an official narrative of themselves. A couple getting married days before they both head to the front. Grandmothers knitting camouflage nets. This is the narrative with which the West has come to identify the war. 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